andrea orcel carlo messina philippe donnet

DAGOREPORT - CHISSÀ COME ANDREA ORCEL E PHILIPPE DONNET AVRANNO MALDIGERITO LE SFERZANTI DICHIARAZIONI DEL CEO DI INTESA SANPAOLO, CARLO MESSINA, SULL’IPOTESI DI ALLEANZA TRA UNICREDIT E GENERALI NEL RISPARMIO GESTITO: “IN TERMINI DI DIMENSIONI SAREBBE COME METTERE INSIEME DUE BPM. RIMARREMMO COMUNQUE CON TRE VOLTE LE MASSE DI QUELLI CHE SI METTONO INSIEME. PER NOI NON CAMBIA NIENTE’’ - A DONNET CHE, DOPO IL FALLIMENTO DEL SUO PROGETTO CON I FRANCESI DI NATIXIS, ORA STA PROVANDO CON QUELLA UNICREDIT CHE FU LIQUIDATA DAL GOVERNO MELONI COME “BANCA STRANIERA” QUANDO ORCEL PROVÒ AD ACQUISIRE BPM, MESSINA DEDICA LE SEGUENTI PAROLE DI CONFORTO: "SONO D'ACCORDO NEL DEFINIRE IL RISPARMIO UN TEMA DI SICUREZZA NAZIONALE. E INTESA SANPAOLO, E NESSUN ALTRO, LO È IN ITALIA"

Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

DAGOREPORT

 

Chissà come Andrea Orcel e Philippe Donnet avranno maldigerito le sferzanti dichiarazioni del ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nel corso della conference call con gli analisti, sulle ipotesi di alleanza tra UniCredit e Generali nel risparmio gestito: “Noi abbiamo una tale posizione di leadership che non cambia niente. Qualunque operazione dovesse essere realizzata in Italia non cambia niente’’. 

andrea orcel

 

Incalzato dai giornalisti, ha aggiunto che, in termini di dimensioni delle attività di asset management sarebbe “come mettere insieme due Bpm”: ’’Rimarremmo comunque con tre volte le masse di quelli che si mettono insieme. Per noi non cambia niente’’. 

 

Per Intesa, quindi, la possibile alleanza Unicredit-Generali “non è un elemento di competizione’’, anche perché secondo Messina “mettere insieme un asset manager assicurativo con una rete di distribuzione bancaria non ha molto senso”. Come dire: Orcel e Donnet sono due ciucci che hanno in mente una minchiata.

 

philippe donnet agorai innovation hub

A chi gli chiede se Intesa, con Fideuram, potrebbe essere interessata a un'alleanza con le Generali, Re Carlo ruggisce: “Se facciamo delle operazioni le facciamo per avere il controllo pieno e per comandare. Non ci piace fare acquisizioni di quote di minoranza’’.

Mica è finita.

 

A Donnet che, dopo il fallimento del suo progetto di fare un asset per il risparmio gestito con i francesi di Natixis, ora sta provando di costruirne un’alleanza con quella Unicredit che fu liquidata da Salvini come “banca straniera” quando Orcel provò ad acquisire Bpm, Messina dedica le seguenti parole di conforto: "Sono d'accordo nel definire il risparmio un tema di sicurezza nazionale. Sono convinto che nel contesto geopolitico in cui ci troviamo sei non sei leader nella difesa, nell'energia, e non lo sei neanche nel risparmio sei un prigioniero per definizione", sottolineando poi che "un pilastro della sicurezza nazionale è il risparmio e Intesa Sanpaolo, e nessun altro, lo è in Italia".

CARLO MESSINA

 

A chi gli chiede se si candida per un nuovo mandato, anche alla luce del fatto che il suo attuale incarico scadrà nella primavera 2028, quindi prima della conclusione del nuovo piano, Messina, ha replicato secco: ‘’Penso di essere ancora la migliore soluzione per la banca. Ad ogni modo, «se dovessi ritenere di non essere più in grado sarò io il primo a farmi da parte».

CARLO MESSINA - ANDREA ORCEL philippe donnet 4carlo messina (7)andrea orcel commissione banche foto lapresse