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È TUTTO IN MANO A MILLERI – DOMANI È IL GIORNO DELLA VERITÀ PER MPS: LA LISTA DEL CDA, CHE CANDIDA FABRIZIO PALERMO COME AD (IN QUOTA CALTAGIRONE) È IN VANTAGGIO E PUNTA A SUPERARE IL 30% DEL CAPITALE. CON “CALTA” SI È SCHIERATO IL FONDO VANGUARD, CON UNA QUOTA DEL 3% INSIEME AD ALTRI FONDI ISTITUZIONALI. LA LISTA DI LOVAGLIO PUÒ INVECE CONTARE SUL SOSTEGNO DI BLACKROCK E NORGES – LA PARTECIPAZIONE SARÀ INTORNO AL 70%: PER VINCERE SERVIRÀ IL 27%. DECISIVA SARÀ DELFIN, LA FINANZIARIA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO PRIMO AZIONISTA DI SIENA CON IL 17,5%. LOVAGLIO-LOSBAGLIO SPERAVA DI PORTARE LA HOLDING DALLA SUA PARTE, MA È UN'IPOTESI COMPLICATA, ALLA LUCE DELL'INCHIESTA SUL PRESUNTO CONCERTO NELLA SCALATA A MEDIOBANCA…
Estratto dell’articolo di Giuliano Balestreri per “La Stampa”
Dopo Norges, anche BlackRock si schiera con la lista di Plt Holding che vuole riportare alla guida di Mps l'ex amministratore delegato Luigi Lovaglio. La discesa in campo del fondo americano […] non basta a mettere in discussione l'esito dell'assise: la lista del cda, che candida Fabrizio Palermo alla carica di ad e Nicola Maione alla presidenza, punta a superare il 30% del capitale.
A sostegno del consiglio, infatti, dovrebbe schierarsi Vanguard, con una quota del 3%, insieme ad altri fondi istituzionali. A fare la differenza, però, potrebbero essere le azioni effettivamente depositate.
Secondo fonti di mercato, Norges - accreditato di una quota poco inferiore al 3% - si presenterebbe in assemblea con circa la metà del capitale in suo possesso; una decisione che avrebbe preso anche BlackRock: il sostegno a Lovaglio, quindi, dovrebbe essere inferiore al 5% in portafoglio all'investitore americano.
Ieri, peraltro, si sono riuniti i cda delle holding Caltagirone Spa e Fgc per definire la posizione da esprimere a Siena: le delibere dei due cda sono state adottate dopo aver raccolto il parere del comitato degli indipendenti in seno ai due consigli. Quello di Fgc, istituito nella seconda metà di gennaio, è composto dall'ex ministro del Tesoro, Giovanni Tria, dall'ex presidente della Consob, Giuseppe Vegas, e dall'avvocato cassazionista Roberto Santi.
E, a quanto risulta, il gruppo Caltagirone con il suo 13,5% del capitale sosterrà la lista del cda.
A favore anche Edizione, la holding dei Benetton che seguirà le indicazioni dei proxy.
Oggi, invece, toccherà a Banco Bpm definire il proprio orientamento. La banca guidata da Giuseppe Castagna detiene il 3,7% del Monte: sarà la riunione del cda di Piazza Meda ad affronterà la questione, ma gli addetti ai lavori sottolineano che sarebbe strano un voto ostile alla lista del coniglio.
[…] La partecipazione in assemblea è attesa intorno al 70%, con il Mef che ha deciso di non depositare il proprio 4,9 per cento. Il mercato è anche convinto che Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio primo azionista di Siena con il 17,5%, si astenga dal voto.
Lovaglio sperava di portare la holding dalla sua parte, ma è un'ipotesi complicata alla luce dell'inchiesta della procura di Milano sul presunto concerto nella scalata a Mediobanca che vede indagati oltre all'ex ad proprio Delfin e il gruppo Caltagirone.
In uno scenario del genere servirà circa il 27% per vincere, ma la lista del cda punta a superare il 30% aggiudicandosi 12 consiglieri su 15. Resta, tuttavia, l'incognita del secondo turno: la rosa vincitrice verrà sottoposta al voto individuale di tutti i soci. Sarà la prima volta in Italia e non sono escluse sorprese sulla composizione finale del consiglio.
LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE
luigi lovaglio il gordon gekko dei riccarelli
francesco gaetano caltagirone - ILLUSTRAZIONE DI FRANCESCO FRANK FEDERIGHI PER IL FATTO QUOTIDIANO
LUIGI LOVAGLIO
fabrizio palermo
LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE
fabrizio palermo
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