DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI…
DA HORMUZ È IN ARRIVO UN BEL CETRIOLONE PER GLI ITALIANI – TRA GLI EFFETTI DELLE GUERRA SCATENATA DA TRUMP NON CI SONO SOLO I RINCARI DI CARBURANTI E BOLLETTE, MA UNA PERDITA DEL REDDITO DISPONIBILE NEL 2026-207 PARI A 963 EURO A FAMIGLIA. LA STIMA È DI CONFCOMMERCIO, SECONDO CUI LA CRESCITA DEL NOSTRO PAESE SCENDE ALLO 0,3% NEL 2026 E ALLO 0,4% NEL 2027: IN ASSENZA DEL CONFLITTO, L'AUMENTO DEL PIL SAREBBE STATO TRE VOLTE SUPERIORE QUEST'ANNO, INTORNO ALL'1% – L'INFLAZIONE POTREBBE RAGGIUNGERE IL 6% A FINE ANNO – L’ALLARME DI FARMINDUSTRIA: SE PROSEGUE IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ CI SARÀ CARENZA DI FARMACI COME ANTIBIOTICI, ANTIDIABETICI E ONCOLOGICI, OLTRE AL PARACETAMOLO….
Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo e Rosaria Amato per “la Repubblica”
La guerra in Iran colpisce sempre di più le famiglie italiane. Non solo con i rincari di bollette e carburanti: Confcommercio calcola in 963 euro la riduzione del reddito disponibile nel 2026-2027.
Le stime di crescita scendono allo 0,3% nel 2026 e allo 0,4% nel 2027, nello scenario peggiore: in assenza del conflitto, l'aumento del Pil sarebbe stato tre volte superiore quest'anno, intorno all'1%. Pesante anche l'impatto sui prezzi: l'inflazione potrebbe raggiungere il 6% a dicembre, per poi rientrare.
La chiave di lettura del report presentato in apertura del 25° Forum è però anche quella dei mali antichi dell'economia italiana, che hanno innestato da tempo una fase di stagnazione che gli shock internazionali hanno poi esacerbato, e cioè la "fiscocrazia", l'eccesso di tasse e burocrazia, la scarsa partecipazione al mercato del lavoro, aggravata dall'invecchiamento della popolazione.
E intanto, dopo l'allarme gas e petrolio e il rischio materie prime e fertilizzanti, arriva anche quello medicinali, lanciato da Farmindustria. Se lo Stretto di Hormuz continuerà a rimanere chiuso, la farmaceutica italiana rischia di passare da una crescita stimata dello 0,7% quest'anno a un calo della stessa entità.
MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
La filiera è energivora e ha bisogno di materie prime, come l'alluminio, che diventa però sempre più difficile reperire.
Da qui gli aumenti, che riguardano anche plastiche e pvc (tra il 20% e il 35%), oltre gli ingredienti attivi. A cascata si determinerebbe un problema per le scorte di farmaci. «Normalmente – annota il presidente dell'associazione Marcello Cattani – lo stock è di alcuni mesi». L'allarme riguarda le carenze di farmaci come antibiotici, antidiabetici e oncologici, oltre al paracetamolo.
Di fronte alla tempesta perfetta dei prezzi, il governo pensa a nuove misure di emergenza. Almeno questa è l'idea di Matteo Salvini, che lancia l'azzeramento degli aumenti di bollette e carburanti fino alla fine dell'anno. La proposta punta a tenere i prezzi sui livelli registrati il 27 febbraio, prima dello scoppio della guerra.
[…] Le misure saranno rilanciate al raduno dei Patrioti, in programma sabato a Milano. Il terminale della rivendicazione è l'Europa.
«La situazione è delicata: o Bruxelles – ha sottolineato il vicepremier – se ne accorge o la sveglia gliela suoniamo noi: se si può derogare tutti insieme al Patto di stabilità bene così, altrimenti saremo costretti a procedere da soli». In deficit. Anche sfidando la Ue sulla procedura d'infrazione.
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