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IL SOLITO GIORGETTI: NON C’È UNA LIRA, BAMBOLE! – IL MINISTRO DELL’ECONOMIA AVVERTE I COLLEGHI DI GOVERNO (SU TUTTI IL SUO SEGRETARIO SALVINI) CHE INVOCANO MISURE PIÙ DRASTICHE CONTRO LA CRISI ENERGETICA SCATENATA DALLA GUERRA NEL GOLFO: “OCCORRE SERIETÀ E RESPONSABILITÀ. È UNO STRESS TEST IMPEGNATIVO PER I CONTI PUBBLICI” – TRADOTTO: SPAZI DI MANOVRA NON CE NE SONO, TANTO PIÙ CHE ORA FINIRÀ IL BOOSTER DEL PNRR, SERVONO COPERTURE PER NUOVE MISURE, E IL BILANCIO È “GRAVATO DA UN DEBITO CHE CI ESPONE A RISCHI PERICOLOSI”. IL MESSAGGIO È CHIARO: PER ORA FATEVI BASTARE IL TAGLIO TEMPORANEO DELLE ACCISE...
Estratto dell’articolo di Mario Sensini per il “Corriere della Sera”
GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
Giancarlo Giorgetti spinge tutti al realismo. Quella che stiamo vivendo in Medio Oriente non è affatto una guerra passeggera, ma un’altra vera e propria crisi. Come quella dell’Ucraina, e che come quella rischia di avere, per l’impatto sui prezzi energetici, ripercussioni serie sull’economia e i conti pubblici.
Motivo per cui la linea del ministro dell’Economia non può che essere quella della «serietà e responsabilità», anche nel valutare le possibili contromisure. Per ora c’è stato il taglio delle accise, «temporaneo», poi si vedrà.
[…] Ai colleghi di governo, che in questi giorni lo pressavano, Giorgetti ha ripetuto che le risorse nazionali sono limitate e che è l’Unione Europea a potere e dover fare di più per aiutare i Paesi come l’Italia che soffrono della dipendenza energetica dall’estero. «Non sono un burocrate che dice sempre e solo no», spiega Giorgetti, disposto a «conciliare il rigore di bilancio con l’agibilità politica della maggioranza».
[…] con un videomessaggio al roadshow di Milano Finanza, il ministro ha esplicitato tutta la sua preoccupazione. «Le guerre generano sfiducia, paura, chiusura e le conseguenze sono immediate: impennate dei prezzi energetici e con un rischio inflazionistico sulle famiglie, mentre il famigerato spread ha rialzato la testa. Ed è uno stress test impegnativo per i conti pubblici», ha detto Giorgetti.
MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
Non c’è allarmismo al Tesoro, ma «grande attenzione» a ciò che accade e alle conseguenze che avrà nel nostro Paese, «lontanissimo dall’autosufficienza energetica» e «gravato da un debito che ci espone a rischi pericolosi».
Piena disponibilità a ragionare sulle misure di sostegno per famiglie e imprese, dunque, ma tenendo la barra dritta sui conti pubblici. «In questi anni abbiamo lavorato duramente e in silenzio per riportare il nostro Paese al livello di credibilità che merita», come si è visto con il rating e lo spread, ha ricordato ieri Giorgetti. È la linea che il ministro tiene da quattro anni e che continuerà a tenere, è ormai chiaro, anche in quest’ultimo difficile anno di legislatura carico di pressioni politiche.
GIANCARLO GIORGETTI - APPROVAZIONE DELLA MANOVRA AL SENATO - FOTO LAPRESSE
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