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Niccolò Zancan per "La Stampa"
«Balerina». In Moldavia non è una definizione molto edificante. Può voler dire tutto. Dalla danza classica alla lap dance, anche se più spesso allude al secondo versante. «Non sappiamo se la ballerina Domnica Cemortan avesse una relazione intima con il capitano Schettino. à un sospetto che può nascere, ma non c'è niente di ufficiale».
Così risponde un gentile collega del giornale Adevarul, redazione di Chisinau, con quel tono malinconico di chi da sempre ha a che fare con problemi molto più seri dei nostri. La ragazza misteriosa ha rilasciato tre interviste nel giro di due giorni.
Di sicuro non si stava nascondendo. Prima ha esternato il suo disappunto nei confronti del ministero degli Esteri, che non l'aveva accolta all'aeroporto: «Nessuno ha chiesto notizie di me, nessuno si è interessato...». Poi è ricomparsa per dire, letteralmente, questa frase: «Francesco Schettino è uno dei capitani più buoni e competenti che abbia mai conosciuto. Per me è un eroe. Ha fatto un lavoro straordinario. Insieme abbiamo salvato molte vite. Mi faccio i complimenti da sola».
Infine - in uno di quei dietrofront che inducono un brivido di tenerezza e paura - è tornata in televisione per ringraziare il ministero degli Esteri e in generale il governo del suo Paese: «Per il grande aiuto e il sostegno psicologico che mi è stato offerto in questi giorni difficili. Ora il medico mi ha consigliato silenzio e riposo.
Devo riprendermi dallo stress». In effetti Domnica Cemortan ora appare meno spavalda. Dopo duecento chiamate a vuoto, affida questa risposta sui dubbi italiani: «Sono io la donna bionda nella foto che è stata pubblicata. Ma a tavola con me, in quel momento, c'erano almeno altre dieci persone.
Un mio amico, ora in ospedale, lo può testimoniare. Non è vero quello che hanno scritto i vostri giornali. Non è vero che avevo la chiave della cabina del capitano. E non è vero che ero clandestina a bordo della Concordia. Mia madre mi ha regalato il biglietto per il mio venticinquesimo compleanno. à stato mio fratello a fare la prenotazione.
Ho lavorato per più di tre anni sulle navi della Costa Crociere. Io parlo bene quattro lingue, questo è il mio lavoro. E infatti, il comandante Schettino, la sera del naufragio, mi ha chiesto di aiutarlo a tradurre i messaggi in russo. Ecco perché mi trovavo in plancia di comando con lui, quando la nave ha avuto dei problemi». Stacco.
Andare in questi giorni negli uffici amministrativi della Coste Crociere fa male al cuore. Tre segretarie elegantissime, al bancone della reception, non fanno altro che parlare in inglese con giornalisti di tutto il mondo. Scrupolosamente segnano i numeri di telefono con i nomi delle testate, poi girano i dati all'ufficio stampa. Che a sua volta risponde, per quanto è autorizzato a fare.
Noi siamo qui per due domande su Domnica Cemortan. E nel giro di un'ora, arrivano le risposte: «La ragazza era a bordo della Costa Concordia con regolare biglietto pagato a Civitavecchia. à vero: ha lavorato con noi per un periodo di circa tre anni. Il suo ruolo è, nelle nostre definizioni, quello di "international hostess"». Ma allora perché in Moldavia la definiscono «balerina»?
Ancora un collega di Adevarul: «Domnica Cemortan ha doppio passaporto, moldavo e romeno. La madre vive a Chisinau, ma lei a vent'anni si è trasferita a Bucarest. Lì, da quello che abbiamo saputo, ha fatto la ballerina, prima di incominciare la carriera sulle navi turistiche». Maledetti pregiudizi... Il primo incarico sulla Costa Royal Carybbean è proprio nel corpo di ballo che si esibisce nel salone centrale. Poi Domnica Cemortan passa ad occuparsi di traduzioni e accompagnamento.
In rete si rintracciano diverse fotografie. In una è bruna e pallida davanti a una torta di compleanno con una candelina accesa, tiene sulle gambe sua figlia. In un'altra è vestita con una tuta arancione e sta facendo il corso di salvataggio per dipendenti della Costa. In un'altra ancora si tiene i capelli lunghi e sorride davanti a una spiaggia di Cape Town. Molte sono foto di gruppo, assieme a colleghi di tutto il mondo.
Forse, davvero, il mistero non c'è. E magari dovremmo anche chiederle scusa. Anche perché la signora Vera Cemortan si dispera al telefono: «Mia figlia non è scappata, è qui che si riposa. Ma è pronta a rispondere a tutte le domande delle autorità italiane». Anche il portavoce del ministero dell'Interno moldavo, Eugenio Onica, precisa: «Finora nessuno ci ha contattato per trovare Domnica». Nessuna fuga. Solo una ragazza esile, una madre giovane, sempre più spaventata. A bordo della Concordia c'erano in tutto otto cittadini moldavi.
Ad oggi i dati certi sono questi: il contratto di Domnica Cermortan era appena scaduto, era in vacanza per una settima con regolare biglietto pagato dalla sua famiglia (era sulla lista passeggeri: Schettino, sbagliando il suo nome, l'aveva fatta scomparire per errore da quella lista). Molti dipendenti fanno le ferie sulle stesse navi su cui lavorano, la rete è piena di testimonianze di questo tipo.
Poi, magari, lei è il capitano della Concordia si trovavano simpatici. Ma questo non sembra un problema di Domnica Cemortan, piuttosto l'ennesima tegola sulla testa del capitano Schettino. Poveraccio - in fondo, in fondo, in fondo ora sarà sottoposto anche all'interrogatorio di sua moglie.
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