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AI CAMALLI FRANCESI NON VA GIU’ L’INTESA FINCANTIERI-STX – BRUNO LE MAIRE, MINISTRO DELL’ECONOMIA, VA A SAINT-NAZAIRE A FARE IL PIACIONE. MA NON VANNO AD ACCOGLIERLO NE’ IL SINDACO DELLA CITTADINA DELLA COSTA ATLANTICA, NE’ IL PRESIDENTE DELLA REGIONE DELLA LOIRA – SCETTICI I SINDACATI
Leonardo Martinelli per La Stampa
Una trasferta delicata, a tratti imbarazzante per Bruno Le Maire, il ministro dell' Economia francese, ieri a Saint-Nazaire, città di 70mila abitanti sulla costa atlantica. Lì hanno sede i cantieri navali appena passati sotto il controllo di Fincantieri. Sul posto la pillola non va giù proprio per tutti. E per vincere certe diffidenze, Le Maire ha tirato fuori un asso dalla manica.
macron e le maire a saint nazaire Stx
Si chiama Laurent Castaing. Ha 57 anni ed è dal 2012 l' amministratore delegato di Stx France, la società dei cantieri. Quest' ingegnere discreto e flemmatico vi aveva già lavorato agli inizi della sua carriera, approfittando del boom delle navi da crociera, Castaing ha saputo guidare i cantieri verso la rinascita. È riuscito anche a negoziare con i sindacati un Patto di competitività (i lavoratori hanno accettato non pochi sacrifici).
David Samzun Saint Nazaire Stx
Castaing è apprezzato da tutti, Le Maire lo sa bene. E così ieri, dinanzi ai rappresentanti sindacali ha detto: «Castaing resterà il direttore esecutivo. È una condizione del patto con gli italiani». ha aggiunto che «lo Stato francese manterrà un diritto di veto, quando un nuovo direttore esecutivo verrà nominato, perché nessuno è eterno». L' intesa con Roma prevede che Fincantieri abbia il 50% del capitale ma anche un 1% aggiuntivo dato in prestito dallo Stato francese. Che verificherà regolarmente da qui a 12 anni se gli italiani rispetteranno le promesse in quanto a mantenimento dei posti di lavoro e salvaguardia del know how: solo allora l' intesa diventerà definitiva.
Ieri allo stabilimento ad accogliere il ministro non c' era Bruno Retailleau, presidente della regione dei Paesi della Loira. Il politico (dei Repubblicani, il partito di destra) si è giustificato, dicendo che «non voglio dare il mio appoggio a un accordo che ritengo azzardato». Per lui «le garanzie sull' occupazione e il know how non ci sono».
Neppure David Samzun, sindaco (socialista) di Saint-Nazaire, è andato ad accogliere Le Maire. Ha condannato il fatto che Macron, da quando aveva lanciato la nazionalizzazione temporanea, per rinegoziare con gli italiani, non si sia più fatto vivo con lui. Quanto alla Cgt, il principale sindacato nei cantieri, ha manifestato scetticismo, mentre François Janvier, alla guida della seconda forza sindacale, la Cfe-Cgc, ha detto: «È un progresso, si va avanti : vediamo ora come funziona l' accordo».
Le Maire e Macron, intanto, devono affrontare altre polemiche, quelle relative alla fusione tra i due colossi ferroviari, Alstom e Siemens. Il nuovo gruppo sarà controllato dai tedeschi. A parte le critiche di Marine Le Pen nell' estrema destra e di Jean-Luc Mélenchon nella sinistra alternativa, anche Arnaud Montebourg, l' ex ministro socialista dell' Economia, si è scagliato contro l' intesa con Siemens, chiedendo a Macron di nazionalizzare Alstom. Per pesare davvero sul nuovo «Airbus dei treni».
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