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IN ATTESA DELLA STANGATA DEI DAZI, IL PIL AMERICANO VOLA – IL PRODOTTO INTERNO LORDO USA CRESCE DEL 3,3% NEL SECONDO TRIMESTRE DEL 2025 GRAZIE AL BALZO DEI CONSUMI INTERNI, CHE CRESCONO DELL’1,6% - CROLLANO LE IMPORTAZIONI (-29,8%) A CAUSA DEI DAZI, IL CUI EFFETTO GENERALE SULL’ECONOMIA NON PUÒ ANCORA ESSERE REGISTRATO: LE AZIENDE HANNO RIDOTTO GLI ACQUISTI DALL’ESTERO DOPO LE SCORTE EFFETTUATE PRIMA DELL’ARRIVO DELLE TARIFFE. LA PERFORMANCE DEL PIL SAREBBE STATA PIÙ FORTE SENZA LE NUOVE TASSE…
Estratto dell’articolo di Maria Elena Viggiano per il “Corriere della Sera”
L’economia statunitense corre oltre le stime grazie al balzo dei consumi interni mentre il reale impatto dei dazi non può ancora essere valutato. Dopo una contrazione dello 0,5% nei primi tre mesi del 2025, nel secondo trimestre dell’anno il Pil è cresciuto del 3,3%. Il dato è stato rivisto al rialzo di 0,3 punti percentuali in seconda lettura, infatti il Dipartimento del Commercio aveva inizialmente stimato un aumento del 3% mentre il 3,1% era il dato atteso dagli analisti.
La revisione al rialzo del Pil riflette principalmente la maggiore spesa dei consumatori (+1,6% contro il +1,4% della prima stima) e la crescita degli investimenti (3,3% contro lo 0,4%), in parte compensati dalla riduzione della spesa pubblica (-0,2% rispetto allo 0,4%) e dall’andamento delle importazioni (-30% circa).
Il quadro attuale vede, a far da traino, la forte spesa delle famiglie che rappresenta il 69% dell’economia americana (+1,6% contro il +0,5% nel primo trimestre) e la stessa diminuzione delle importazioni (-29,8%). Infatti, le aziende straniere hanno ridotto le spedizioni verso gli Usa dopo essersi affrettate a fare scorte in vista dell’aumento dei dazi doganali. Tuttavia, il calo degli investimenti delle imprese (-13,8% contro il 23,8%) e delle esportazioni (-1,3% contro lo 0,4%) ha frenato una performance che poteva essere più forte.
I dati non registrano ancora l’impatto reale dei dazi e delle conseguenti forti oscillazioni commercio mondiale. Per capirne di più bisognerà aspettare la fine dell’anno.
Ad agitare le acque è poi l’interventismo di Trump sempre più orientato verso un capitalismo di Stato. Un esempio è il caso Intel. Dopo aver chiesto le dimissioni del ceo Lip-Bu Tan, […] il governo Usa ha acquisito una partecipazione del 10% dell’azienda.
Il Pentagono aveva già investito 400 milioni di dollari in Mp Materials, il maggiore produttore americano di terre rare, mentre nell’acquisizione di U.S. Steel da parte di Nippon Steel, il governo ha ottenuto una golden share che garantisce potere di veto […]
SOSTENITORE DI TRUMP A WALL STREET
economia americana. 6
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