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Stefano Elli per il "Sole 24 Ore"
Era molto atteso l'interrogatorio del faccendiere Guido Ralph Haschke nell'ambito del processo a Giuseppe Orsi e Bruno Spagnolini, ex amministratori delegati di Finmeccanica e di Agusta Westland. Il processo, che si svolge in rito immediato, si tiene a Busto Arsizio, riguarda episodi di presunta corruzione internazionale e false fatturazioni e si riferisce a un bando di gara vinto da Agusta Westland per una fornitura da 556 milioni di euro per 12 elicotteri all'aeronautica militare indiana.
Si trattava di elicotteri AW101 Vip nella loro configurazione civile. Haschke, imputato nella medesima inchiesta, ma in procedimento connesso, con il socio svizzero Carlo Gerosa, avrebbe avuto un ruolo formale di consulenza ingegneristica per la Agusta Westland e uno, informale, di mediazione nei vari passaggi che avrebbero portato alla partecipazione di Agusta al bando di gara.
Anzi, dalla ricostruzione offerta ai giudici, fu lo stesso Haschke a informare gli allora vertici di Agusta dell'esistenza di un futuro bando di gara. Lo fece grazie alle entrature privilegiate con l'entourage della famiglia indiana Tyagi tra la fine del 2004 e l'inizio del 2005. La famiglia Tyagi appartiene al primo grado del sistema di caste su cui si sviluppa il sistema sociale indiano: quella dei Brahmini, e un suo esponente, il maresciallo Sashi Tyagi, sarebbe diventato il capo di stato Maggiore dell'aeronautica indiana. Grazie alle entrature in famiglia, dunque, Haschke sarebbe stato informato di molti particolari relativi al futuro bando.
In primo luogo era al corrente di un dettaglio centrale ai fini della partecipazione di Agusta all'appalto: inizialmente tra i requisiti tecnici previsti dal governo indiano vi era quello della massima quota operativa richiesta: gli elicotteri avrebbero dovuto essere in grado di volare al di sopra di 18mila piedi.
A quel punto, però, vi sarebbe stato solo un modello sul mercato in grado di poter competere e il limite venne abbassato. Si trattava di informazioni riservate che misero Haschke e il suo socio Gerosa nelle condizioni di contattare i vertici di Agusta (di cui erano consulenti attraverso la società tunisina Ids) e di concordare - secondo l'accusa - una tangente di 52 milioni di dollari da versare a vari soggetti.
Nel corso della gara Agusta prevalse, anche se la fornitura degli elicotteri è stata poi sospesa ed è ancora sub judice da parte delle autorità indiane. Ennio Amodio, legale di Orsi (che con Spagnolini era presente in aula) ha detto che Haschke «ha assunto una posizione pressoché neutrale». L'interrogatorio del faccendiere proseguirà il prossimo 6 dicembre. Per il controesame delle difese si dovrà attendere l'11 dicembre.
Giuseppe Orsi
GIUSEPPE ORSI
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LOGO AGUSTA WESTLAND
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