DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP,…
Radiocor - Riflettori puntati sul Lussemburgo e sul suo ex-premier, Jean-Claude Juncker, e attuale presidente della Commissione Ue, per l'inchiesta sugli accordi fiscali tra il Granducato e 340 multinazionali, tra cui alcune italiane, per risparmiare sulle tasse. Sul Granducato pende l'accusa di essere al centro di un sistema di massiccia elusione, in base ai sei mesi di indagini e alle 28mila pagine di documenti raccolte dall'International Consortium of Investigative Journalists (Icij), organismo che ha sede a Washington.
I risultati dell'inchiesta, battezzata 'LuxLeaks', sono stati pubblicati oggi da 40 media internazionali tra cui Le Monde, The Guardian, il Suddeutsche Zeitung, l'Asahi Shimbun e - per l'Italia - L'Espresso. Secondo l'Icij gli accordi segreti, intervenuti tra il 2002 e il 2010, riguardano miliardi di euro di entrate fiscali sfuggite agli Stati dove le multinazionali realizzano i guadagni per essere assoggett ate all'assai piu' favorevole regime lussemburghese.
Il sistema fa perno - secondo Icij - sul cosiddetto 'tax ruling', norma che e' legale in Lussemburgo e permette a un'azienda di chiedere in anticipo come sara' trattata dal fisco del Granducato e ottenere alcune garanzie giuridiche. Tale pratica influenza il modo in cui le multinazionali ripartiscono i loro utili imponibili tra le filiali situate nei vari Paesi, per trarre vantaggio dalle aliquote piu' convenienti in nome della cosiddetta 'ottimizzazione fiscale' che permette di risparmiare sulle tasse.
Tra i gruppi che si sarebbero avvantaggiati degli accordi riservati con il fisco lussemburghese Icij cita colossi planetari quali Apple, Amazon, Ikea, Pepsi, Aig, Heinz il gotha della finanza francese - con maggiori o minori gradi di implicazione - svariati big britannici tra cui Vodafone, Hsbc e Burberry. Nel capitolo Italia, Icij indica Intesa Sanpaolo, Unicredit, Finmeccanica, Banca dell e Marche, Ubi, Banca Sella, la Banca popolare dell'Emilia Romagna e anche una serie di gruppi esteri che operano nella Penisola tra cui l'immobiliare Hines, per un totale di una trentina di aziende. Sul sito di Icij sono ancora vuote quattro caselle italiane che - promette il Consortium - verranno riempite nei prossimi giorni.
DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP,…
DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ…
FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE…
DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO…
DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE…
DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO…