
DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ…
Paolo Colonnello per “la Stampa”
Voragini nei bilanci, false informazioni al mercato, ostacolo alle autorità di vigilanza.
ANTONIO VIGNI GIUSEPPE MUSSARI FOTO ANSA
È assai corposo e ricco di numeri il provvedimento di 30 pagine con cui è stata chiusa l' inchiesta sui buchi del Monte dei Paschi di Siena, riunificando i vari filoni d' indagine che, avviati a Siena, vennero trasferiti per competenza a Milano.
GIUSEPPE MUSSARI ANTONIO VIGNI
La chiusura e il relativo deposito atti, prodromica a una futura richiesta di rinvio a giudizio, mette insieme dunque operazioni come il Fresh del 2008 (considerato un prestito mascherato per reperire fondi per l' acquisto di Antonveneta) con quelle per i derivati Santorini (con Deutsche Bank ) e Alexandria (Nomura) , fino alle immobiliari Chianti classico e Casaforte.
Nomi fantasiosi per definire una realtà di perdite accertate almeno a partire dal 2008 e fino al 2011 che superano i due miliardi di euro, occultati in bilanci risultati «difformi» dal vero, in alcuni casi «nella misura dell' 88%» (come nel 2008 dove, per esempio, a fonte di una perdita reale di 645 milioni vengono iscritti nel consolidato 94 milioni e rotti), arrivando ad occultare solo nel 2011 un miliardo e mezzo di euro.
GIANLUCA BALDASSARRI IN PROCURA A SIENA
La Banca vicina al Pd ma anche a Berlusconi, che qui ha sempre avuto i suoi conti più importanti (persino Ruby ricette dei soldi da uno sportello Mps), ora trascina nei suoi scandali la passata gestione più una serie di manager "internazionali", - ma in gran parte italianissimi - in particolare quelli della sede di Londra della Deutsche Bank e di Nomura che parteciparono, secondo le accuse, alle operazioni allegre sui derivati dell' istituto di credito. In tutto, tra persone fisiche e società, sono 17 i soggetti chiamati a rispondere del disastro Mps, individuati dalle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Francesco Greco con i pm Baggio, Civardi e Clerici e il lavoro del nucleo valutario della Gdf di Roma.
Tra gli indagati gli ex vertici della banca senese: l' ex presidente Giuseppe Mussari e l' ex direttore generale Antonio Vigni e i manager Daniele Pirondini, Marco Di Santo e Gianluca Baldassarri, sei dirigenti di Deutsche Bank (tra cui il capo della sede di Londra, Dunbar Ivor Scott oltre a Michele Faissola, Michele Schiraldi, Matteo Vaghi, Marco Veoni) e due di Nomura, oltre alle società Mps, Deutsche (sede di Londra e sede centrale) e Nomura. I reati ipotizzati (per i bilanci dal 2008 al 2012), a vario titolo e per i diversi indagati, sono falso in bilancio, aggiotaggio, ostacolo alle autorità di vigilanza Banca d' Italia e Consob, e falso in prospetto.
Tutti i principali indagati e le società coinvolte hanno sempre ribadito in passato la correttezza del loro operato. Va inoltre ricordato che sia l' operazione Alexandria che la Santorini sono state chiuse con accordi transattivi con Nomura (esborso effettivo a carico della banca italiana di 359 milioni di euro, pari a un minor esborso di 440 milioni rispetto al pricing condiviso della transazione) e con Deutsche Bank (transazione da 525 milioni di euro, con uno sconto di circa 220 milioni sui valori di mercato).
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