DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI -…
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Ma con la Ue, per quanto riguarda il debito, non era tutto risolto come ci hanno fatto credere Enrichetto e Saccomanno coinvolgendo anche Bella Napoli? Forse questa favo-Letta va raccontata a qualcun altro. Con Bruxelles la situazione non è cambiata, siamo sempre sotto osservazione. La conferma è arrivata poco fa dal portavoce di Olli Rehn, commissario agli Affari economici. "L'Italia in fatto di debito ha ancora uno scarto dello 0,4 per cento di Pil e se non farà uno sforzo supplementare rischia di non raggiungere l'obiettivo sul debito 2014" mette in guardia Simon O'Connor.
Insomma , parola in più parola in meno, tale e quale a quanto aveva dichiarato il custode delle finanze pubbliche europee, come viene pomposamente chiamato Olli(o), due giorni fa nell'intervista a Repubblica. Senza mezzi termini, questo san Pietro in formato belga aveva accusato il nostro Paese di non rispettare l'obiettivo sulla riduzione del debito aggiungendo di essere scettico sulle misure che il governo (quale?) ha in programma di adottare con privatizzazioni e spending review.
Anche se si trova a mille cinquecento chilometri di distanza questo Olli(o) finlandese aveva capito tutto. Chapeau! (siamo a Bruxelles). A casa nostra però apriti cielo. Si sveglia Bella Napoli, s'incazza Enrichetto e con lui Saccomanno da Cetona. Il Colle è pacatamente indignato (in gergo quirinalizio moderatamente incazzato) e rivendica che gli italiani "sono orgogliosamente consapevoli degli sforzi fin qui compiuti per risanare le finanze pubbliche".
Vabbé ha una certa età e si può e si deve comprendere la sua riservatezza. Che invece non ha il Chierichetto di Palazzo Chigi "Rehn non può permettersi di esprimere un concetto di scetticismo ma deve parlare di stabilità ed equilibrio finanziario. Il nostro impegno va premiato , non frustato" va giù duro Enrichetto.
Er Pappagorgia è impegnato tra breakfast, lunch e dinner a New York. Viene svegliato nella notte (americana) per illustrargli il casino scoppiato in Italia. Così appena incontra i giornalisti (ma quale circostanza fortunata!) non ha di meglio da dire che da parte di Bruxelles "non c'è alcuna richiesta di misure correttive", anzi si mostra "stupito che una non notizia sia diventata un grosso tema di discussione".
Scusatelo ma oltre al jet lag, che quando non è giovane si fa sentire ancora di più, era veramente appesantito di questo tour culinario con gli investitori. Considerazione finale: Rehn non ha fatto marcia indietro e i tre nostri Eroi hanno fatto una bella figuraccia. L'ennesima.
simon o connor portavoce di olli rehn
Olli Rehn
olli rehn
LETTA E SACCOMANNI images
napolitano letta renzi
olli rehn
DEBITO PUBBLICO
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