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ORCEL, ANOTHER BRICK IN THE WALL – ANCHE SE I TEDESCHI FANNO MURO UNICREDIT HA IL CONTROLLO DI FATTO DI COMMERZBANK CON UNA QUOTA DEL 42% - LA DECISIONE DI NON PRESENTARSI ALL'ULTIMA ASSEMBLEA TEDESCA È STATA UNA MOSSA DIPLOMATICA DEL “CRISTIANO RONALDO DEI BANCHIERI” PER FAR DIGERIRE L’OPERAZIONE ALLA RIVALE BETTINA ORLOPP CHE AVEVA DEFINITO IL PIANO DELL’ISTITUTO DI PIAZZA GAE AULENTI “VAGO E RISCHIOSO” E UNA MANOVRA A TUTELA DEI CONTI - CON I GRANDI FONDI PRONTI A SOSTENERE ORCEL, IL MURO DEL GOVERNO TEDESCO È DESTINATO A CROLLARE - LE RICADUTE SUL RISIKO: ACCELERARE SU COMMERZBANK PERMETTEREBBE A ORCEL DI GIOCARE UNA PARTITA PARALLELA PER VALUTARE EVENTUALI MOSSE PROPRIO SU SIENA. SOPRATTUTTO SE DELFIN…

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GIULIANO BALESTRERI per "la Stampa"- Estratti

 

ANDREA ORCEL - BETTINA ORLOPP

Game over. Nonostante le resistenze tedesche, gli attacchi della ceo di Commerzbank Bettina Orlopp al piano Unicredit definito «vago e rischioso» e i tecnicismi della vigilanza bancaria, non servirà aspettare la fine formale dell'offerta pubblica di scambio fissata a giugno: Andrea Orcel ha già preso il controllo di fatto della banca tedesca.

 

Il verdetto del mercato - e soprattutto dell'aritmetica finanziaria - è inequivocabile e poggia su una costante storica: la cronica, "scarsa" partecipazione alle assemblee degli azionisti della banca di Francoforte, dove l'affluenza fatica a superare la soglia del 45-48% del capitale. In un simile contesto di azionariato frammentato, Unicredit con un pacchetto del 40,2% tra azioni e derivati controlla già l'assemblea.

 

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Di più: secondo quanto ricostruito da Mediobanca, al netto delle azioni proprie di Commerz, Piazza Gae Aulenti sarebbe già oltre il 42 per cento. Non per nulla Orcel, spiegando gli obiettivi dell'operazione, aveva detto che ci sono "diversi" livelli di controllo della banca: «Il controllo si può prendere con il 50% più una azione, ma ci può essere controllo anche con una soglia di capitale che garantisce la maggioranza in assemblea».

 

(...)

In questo scenario, la decisione di Unicredit di non presentarsi all'ultima assemblea tedesca è stata da un lato una mossa diplomatica per lasciare tempo a Orlopp di digerire la perdita della maggioranza e dall'altra una manovra a tutela dei conti.

 

Tuttavia, la sostanza dell'operazione non cambia: le barricate erette dal governo, a sostegno di Orlopp e del presidente del Consiglio di Sorveglianza Jens Weidmann a difesa dell'indipendenza della banca, perdono rilevanza. E con i grandi fondi pronti a sostenere Orcel, il muro è destinato a crollare.

 

andrea orcel commissione banche foto lapresse

L'accelerazione impressa da Unicredit al risiko transfrontaliero, però, non dipende solo tra Francoforte.

 

A sud delle Alpi, infatti, il risiko bancario non si è fermato, ma la finestra temporale è sempre più stretta. Blindare la Germania, quindi, è la conditio sine qua non per poter giocare un'altra partita strategica in Italia dove gli equilibri sono in costante movimento. E dove Generali - di cui Unicredit è azionista all'8,8% - resta la preda più pregiata. I cda di Mps e di Mediobanca (che ha in pancia il 13,2% del Leone) hanno approvato il via libera definitivo al progetto di fusione per incorporazione di Piazzetta Cuccia all'interno dell'istituto senese, fissando il concambio a 2,45 azioni di Siena per ogni titolo di Milano.

 

L'attenzione è quindi focalizzata all'assemblea straordinaria di soci di Mps chiamata a ratificare l'operazione con una maggioranza dei due terzi. Con il via libera all'operazione e 700 milioni di euro di sinergie, il nuovo gruppo sarà libero di muoversi sullo scacchiere. Aprendo, magari, a nuove discussioni con Banco Bpm - azionista proprio di Siena - per la creazione di quel terzo polo bancario caro al governo e soprattutto al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.

unicredit commerzbank

 

Unicredit, quindi, rischierebbe di rimanere impantanata nelle sabbie mobili tedesche mentre si ridefinisce la geografia del risparmio gestito tricolore. Accelerare su Commerzbank, di conseguenza, permetterebbe a Orcel di giocare una partita parallela per valutare eventuali mosse proprio su Siena.

 

Soprattutto se Delfin decidesse di ridurre la propria partecipazione, ora al 17,5%. I margini di manovra ci sono tutti, ma il tempo per l'azione stringe.

ANDREA ORCEL UNICREDIT CommerzbankI TRE FRONTI DI UNICREDIT