dan jorgensen vladimir putin claudio descalzi

“RITORNARE AL GAS RUSSO È IMPENSABILE” – IL COMMISSARIO EUROPEO PER L’ENERGIA, DAN JORGENSEN, RISPONDE ALL’INCAUTO AD DI ENI, CLAUDIO DESCALZI, CHE HA AUSPICATO DI RINNOVARE I CONTRATTI CON MOSCA – L’USCITA DEL MANAGER AVEVA GIÀ SUSCITATO L’IRA DI GIORGIA MELONI, DATO CHE LA DECISIONE SPETTA ALL’UNIONE EUROPEA, E NON ALL’ITALIA. AL MOMENTO LA “PONTIERA IMMAGINARIA” TRA TRUMP E L’EUROPA, CHE IL TYCOON, HA RICONDOTTO AL SUO RUOLO DI “PORTIERA DELLA GARBATELLA” NON PUÒ PERMETTERSI ALTRO CHE STARE AI PIEDI DI MERZ…

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Dan Jorgensen

CLAUDIO DESCALZI, AD DI ENI, APRE AL GAS RUSSO: “PENSO CHE SIA NECESSARIO SOSPENDERE IL BANDO SUI 20 MILIARDI DI GNL CHE VENGONO DALLA RUSSIA”. LO HA DETTO SOLO PERCHÉ ERA OSPITE DELLA SCUOLA DI FORMAZIONE DELLA LEGA, PARTITO NOTORIAMENTE FILO-RUSSO, O LO PENSA DAVVERO? COMUNQUE SIA, NON DECIDE LUI, MA L'EUROPA - QUANDO DESCALZI, A OTTOBRE 2025, DICEVA: “SOSTENERE CHE IL GAS RUSSO COSTA MENO È SBAGLIATO. RIPRENDERLO? COSÌ FANNO ANCORA PIÙ SOLDI LORO...”

https://www.dagospia.com/business/claudio-descalzi-ad-eni-apre-gas-russo-penso-necessario-sospendere-470709

 

E CHE GAS! A GIORGIA MELONI SONO PARTITI GLI OTOLITI QUANDO HA SENTITO IL NUMERO UNO DELL’ENI, CLAUDIO DESCALZI, APRIRE AL GAS RUSSO, MENTRE ERA OSPITE DELLA SCUOLA POLITICA DELLA LEGA, DOMENICA SCORSA - TANTO PIU’ CHE IL MANAGER È APPENA STATO RICONFERMATO DAL GOVERNO NEL SUO RUOLO. COSÌ LA DUCETTA HA PRESO LE DISTANZE DALLA POSIZIONE DI DESCALZI (E DEL CARROCCIO): “SUL GAS RUSSO DOBBIAMO FARE MOLTA ATTENZIONE A COME CI MUOVIAMO. DESCALZI È UN OPERATORE DI SETTORE E HA IL DOVERE DI PORRE LE QUESTIONI PER COME LE VEDE..” – L’USCITA DELL’AD DI ENI IMBARAZZA PALAZZO CHIGI ANCHE PERCHÉ L’UE HA GIÀ “ATTENZIONATO” L’ITALIA COME VENTRE MOLLE DEL CONTINENTE PER L’INFILTRAZIONE RUSSA…

https://www.dagospia.com/politica/meloni-partiti-gli-otoliti-quando-sentito-l-ad-eni-descalzi-aprire-gas-470899

CLAUDIO DESCALZI ALLA SCUOLA DI FORMAZIONE POLITICA DELLA LEGA

 

DAN JØRGENSEN: “IMPENSABILE TORNARE AL GAS RUSSO. I GOVERNI TAGLINO LE TASSE SULLE BOLLETTE”

Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “La Stampa”

 

«La situazione nel settore energetico è molto seria. Rispetto al 2022 siamo più preparati, ma questa crisi è decisamente peggiore e dobbiamo essere onesti con i cittadini e le imprese: ci troviamo in circostanze negative che sono destinate a peggiorare perché le prospettive sono piuttosto cupe».

 

vladimir putin - gas russo

Dan Jørgensen non usa mezzi termini per descrivere la crisi che l’Europa sta vivendo e quella che si appresta a vivere.

 

Perché «se anche la guerra finisse domani, ci vorrebbero anni e non mesi per riportare i prezzi del gas alla normalità». Ma la soluzione, secondo il commissario europeo all’Energia, non può essere quella di tornare al gas russo: «Impensabile», replica secco a una domanda de La Stampa durante un’intervista con un ristretto gruppo di media europei.

 

ursula von der leyen e Dan Jorgensen

Su quali fronti, oggi, siamo più preparati rispetto al 2022?

«Abbiamo diversificato le nostre forniture di energia fossile, siamo usciti dalla dipendenza dalla Russia, consumiamo meno gas, abbiamo installato più rinnovabili, raggiungendo livelli record che in questo momento ci proteggono. Ma questa non è una crisi energetica, è una crisi dell’energia fossile. E dunque dobbiamo ridurre la nostra dipendenza da queste fonti, che è ancora molto alta».

 

CLAUDIO DESCALZI

[...] Quali sarebbero gli effetti di un conflitto prolungato?

«Per quanto riguarda il gas, molte infrastrutture sono state danneggiate: se anche la guerra finisse domani, cosa a cui purtroppo nessuno di noi crede, ci vorrebbero anni per far tornare i prezzi alla normalità.

 

Per il petrolio il discorso è un po’ diverso e probabilmente la produzione potrebbe riprendersi nel giro di 2-4 settimane, anche se poi servirebbe del tempo per le consegne. Con un conflitto prolungato, potremmo avere problemi nelle forniture, oltre che un continuo aumento dei prezzi. Ci stiamo preparando per tutte le eventualità e speriamo di non dover arrivare a utilizzare strumenti molto più seri. Ma la speranza non può essere una strategia…».

 

GAS RUSSIA UNIONE EUROPEA

[...] Dall’Italia, e in particolare dall’Eni, arriva la richiesta di rivedere il regolamento Ue che dal 2027 vieterà di acquistare il gas russo: è uno scenario plausibile?

«Assolutamente no. La Russia ha trasformato l’energia in un’arma contro di noi e non dovremmo mai più ripetere l’errore di mettere il nostro destino economico e il nostro benessere nelle mani del nostro nemico Putin.

 

Inoltre, c’è ancora una terribile guerra in corso in Ucraina e Putin sta facendo molti soldi grazie a questa crisi. Aiutarlo a riempire di nuovo le sue casse è una cosa impensabile per l’Unione europea. Dal 2022 abbiamo speso più soldi comprando energia dalla Russia di quanti ne abbiamo dati in aiuti all’Ucraina: questa è una disgrazia, oltre che un imbarazzo».

 

ursula von der leyen giorgia meloni conferenza sulla ricostruzione dell ucraina. foto lapresse

Quindi il gas russo non tornerà nemmeno in caso di pace?

«Il divieto è nella nostra legislazione, non si tratta di sanzioni che possono essere eliminate una volta finita la guerra. Le norme non spariranno nemmeno se e quando arriverà la pace».

 

Il piano per applicare lo stesso divieto al petrolio russo è stato rinviato: lo state riconsiderando?

«Sul petrolio sono in vigore sanzioni, per le quali Ungheria e Slovacchia hanno delle deroghe. Io ho già detto che intendo presentare una proposta per introdurre un divieto anche per il petrolio. Non c’è ancora una data precisa e ci stiamo coordinando con Ungheria e Slovacchia per garantire la sicurezza dei loro approvvigionamenti e assicurarci che abbiano accesso a fonti alternative, ma la mia intenzione è di andare avanti. Lo presenteremo». [...]

GAS RUSSIA UNIONE EUROPEA