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SPEZZATINO INDIGESTO! – DOPO GIORGIA MELONI, ANCHE IL PD PRENDE LE DISTANZE DAI PROGETTI DI INTESA E UNIPOL SU MPS. IL RESPONSABILE ECONOMICO DEI DEM, ANTONIO MISIANI: “E' IMPORTANTE CHE LO STATO RIMANGA NEL CAPITALE SOCIALE PER SVOLGERE UN RUOLO ATTIVO NELLA SALVAGUARDIA DELL'INTEGRITÀ DEL MONTE, DELL'OCCUPAZIONE E DELLA PRESENZA SUL TERRITORIO”  -  "ABBIAMO ACCOLTO POSITIVAMENTE LE PAROLE DELLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MELONI E IL SUO AUSPICIO DI EVITARE LO SMEMBRAMENTO DEL MONTE E DI PRESERVARNE L'IDENTITÀ…” - ANCHE IL TERRITORIO SI MUOVE PER EVITARE LO SPEZZATINO

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antonio misiani

MPS: MISIANI, 'LO STATO RESTI AZIONISTA FINO ALLA FINE DELLA PARTITA'

(Adnkronos) - "E' importante che lo Stato rimanga nel capitale sociale di Mps per svolgere un ruolo attivo nella salvaguardia dell'integrità del Monte, dell'occupazione e della presenza sul territorio, a partire dalla sede direzionale di Siena, così come della sua funzione di supporto all'economia dei territori in cui la banca è insediata".

 

Lo ha detto ad Adnkronos Antonio Misiani, responsabile economico Pd. "È quanto stanno chiedendo, con voto unanime, anche gli enti territoriali toscani attraverso le mozioni approvate in queste settimane" ha aggiunto.

 

MONTE DEI PASCHI DI SIENA

In merito al risiko in corso, ha chiarito Misiani, "non siamo pregiudizialmente contrari a operazioni di consolidamento del sistema bancario, purché abbiano una logica industriale e mantengano un livello accettabile di concorrenza, salvaguardando il credito alle famiglie e alle imprese".

 

Detto questo, Misiani ha sottolineato che "Monte dei Paschi di Siena è la banca più antica del mondo ancora in attività e rappresenta un patrimonio e un'infrastruttura fondamentale per l'economia dei territori interessati".

 

E ha concluso: "Abbiamo accolto positivamente le parole della presidente del Consiglio Meloni e il suo auspicio di evitare lo smembramento del Monte e di preservarne l'identità. Per evitare, però, che le dichiarazioni della premier rimangano chiacchiere estive, è essenziale che in questa fase lo Stato rimanga azionista del Monte e si attivi per concretizzare le garanzie che la stessa Meloni ha auspicato".

 

Luigi Lovaglio

LOVAGLIO AL LAVORO SULLA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA

Estratto dell’articolo di Daniela Polizzi per il “Corriere della Sera”

 

Dopo una breve pausa, il ceo del Monte dei Paschi Luigi Lovaglio è tornato al lavoro. A Ferragosto ha ricevuto il premio Mangia 2026, il massimo riconoscimento civico della città di Siena.

 

Per il manager la cerimonia è stata anche l’occasione per sottolineare il legame con la città, «per celebrare ciò che siamo stati ma anche per guardare a ciò che vogliamo essere nel prossimo futuro».

 

E per ribadire l’importanza dell’«integrità della banca», a tre settimane dall’assemblea di Intesa Sanpaolo che il 10 settembre dovrà esprimersi sull’Opas che porterà Mps sotto le insegne della Ca’ de Sass, e la cui rete verrà poi divisa a metà con Bper.

 

Intanto il territorio si muove. Giovedì 20 è fissato l’incontro a Roma tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, la sindaca di Siena Nicoletta Fabi, il presidente della Regione Toscana Eugenio Gianni e la presidente della provincia di Siena Agnese Carletti.

Un appuntamento chiesto da tempo dagli enti locali in cui si parlerà del futuro della banca di cui il Mef è ancora azionista con il 4,9%.

 

Nei giorni scorsi, in un’intervista a Mf, la premier Giorgia Meloni ha auspicato che Mps non finisca smembrata.

 

[…] Chi lo conosce dice che il banchiere non voglia arrendersi perché sente che è un dovere morale proporre una soluzione che mantenga l’integrità della rete.

 

Da dove potrebbe ripartire? Lovaglio si tiene ancora aperte tutte le opzioni proposte dagli advisor.

 

Inclusa quella di stringere un accordo con una banca europea che abbia interesse nel Paese, purché si tratti di una soluzione che abbia caratura industriale e, attraverso un progetto combinato, crei valore.

 

Anche se è più probabile che il manager cerchi soluzioni più domestiche. Indiscrezioni non avevano escluso un ritorno di interesse per il Banco.

 

Per ora Mps resta concentrata sulla fusione con Mediobanca. La speranza del ceo resta che in Borsa la banca possa superare il valore dell’Opas di Intesa. La fusione tra Mps e Piazzetta Cuccia porterà con sé il 13,2% di Generali che resta al centro del risiko. «Una partecipazione ambita anche da altri», aveva detto Lovaglio. E proprio anche da qui, secondo molti osservatori, potrebbe partire la nuova mossa del banchiere.

 

Tra le ipotesi, la distribuzione tra i soci di Siena della quota nel Leone sotto forma di dividendo straordinario o, addirittura, la cessione tout court di quelle azioni a uno o più player interessati ad avere un posto in prima fila a Trieste.

 

 

 

 

 

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