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TESTA...O CROCE? – È GUERRA TOTALE TRA EURONEXT E CASSA DEPOSITI E PRESTITI: LA SOCIETÀ CHE GESTISCE PIAZZA AFFARI TIRA DRITTO SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIANA – LA CASSA HA APERTO UN CONTENZIOSO AD AMSTERDAM, PERCHÉ RITIENE CHE NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE, E SOSTIENE CHE TESTA SIA TROPPO VICINO AGLI INTERESSI DEI FRANCESI (LA CDP DI PARIGI È AZIONISTA ALL’8,08%, COME QUELLA DI ROMA, MA GRAZIE ALL'1,55% DI INTESA, LA QUOTA ITALIANA È PIÙ ALTO): TRA I NOMI CHE CIRCOLANO C’È ANCHE L’EX DG DEL TESORO, MARCELLO SALA, ORA PRESIDENTE DI NEXI. MA IL SUO “SPONSOR”, GIANCARLO GIORGETTI, HA ALTRI PIANI (SOGNA DI ISSARLO SULLA POLTRONA DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI NEL 2027)
LA BORSA È ITALIANA MA COMANDANO I FRANCESI – LA SOCIETÀ “EURONEXT” DICE NO A CDP: LA SOSTITUZIONE DI FABRIZIO TESTA, AD DI “BORSA ITALIANA”, NON S’HA DA FARE – CASSA DEPOSITI E PRESTITI CHIEDE DISCONTINUITÀ, CON UN MANAGER MENO “TECNICO”: CIRCOLA IL NOME DI MARCELLO SALA, PRESIDENTE DI NEXI E GIÀ DIRETTORE GENERALE DEL TESORO BY GIORGETTI – CDP È AZIONISTA ALL’8,08% DI “EURONEXT”, COME L’OMOLOGA FRANCESE “CAISSE DES DEPOTS ET CONSIGNATIONS”: SE SI AGGIUNGE L’1,55% DI INTESA SANPAOLO, PERÒ, IL BLOCCO ITALIANO È IL PRIMO SOCIO…
CDP CONTRO EURONEXT SUL RINNOVO DEL CONSIGLIO DI BORSA ITALIANA
Estratto dell’articolo di Claudia Luise per “la Stampa”
È ormai scontro aperto tra Euronext e Cassa depositi e prestiti per le nomine dei vertici di Borsa Italiana.
Dopo un primo avvertimento con una lettera, che non ha sortito effetto se non la conferma da parte di Euronext dell'intenzione di procedere con il rinnovo del mandato all'attuale ad, Fabrizio Testa, Cdp è tornata all'attacco e questa volta per vie legali come anticipato da Milano Finanza.
Cdp Equity, che ha l'8,08% del listino pan europeo, ha intentato un contenzioso ad Amsterdam (dove ha sede legale la società) perché sostiene che non sarebbe stato rispettato il patto parasociale.
La Cassa ritiene […] che gli accordi di governance di Euronext gli conferiscano il diritto di avviare il processo volto a selezionare un nuovo amministratore delegato per Borsa Italiana.
Il punto non è tanto il profilo di Testa, quanto la volontà di contare di più: tra i motivi che avrebbero convinto Cdp a schierarsi per la richiesta di sostituzione ci sarebbe una gestione considerata vicina agli interessi francesi.
Borsa Italiana è da sempre un asset considerato strategico dal governo e il timore è che i francesi (che hanno una quota paritetica ma l'Italia può contare in aggiunta dell'1,5% detenuto da Intesa Sanpaolo) finiscano per decidere. Anche perché del gruppo fa parte Mts, la piattaforma attraverso cui si fa il prezzo e vengono scambiati i titoli di Stato. Un tassello considerato fondamentale per la sicurezza finanziaria nazionale.
Tra i nomi che hanno iniziato a circolare per sostituire Testa, in pole position ci sarebbe l'ex dg del Tesoro, Marcello Sala, ora alla presidenza di Nexi.
Un ruolo che, in realtà, ha iniziato a ricoprire solo da pochi mesi mentre quando era al Mef ha avuto modo di seguire le prime fasi della scalata di Mps a Mediobanca.
Sala sarebbe la soluzione preferita dal management di Cdp ma al Mef avrebbero altri piani per l'alto dirigente, che sarebbe invece visto positivamente alla guida della Cassa nel 2027, quando a scadere sarà l'incarico dell'attuale ad, Dario Scannapieco.
Euronext, per la sua parte, difende Testa che è alla guida di Borsa Italiana dal 2021. Il suo attuale mandato terminerà con l'approvazione dei risultati di gruppo del 2025 durante l'assemblea del 20 maggio ad Amsterdam ma i vertici della società avrebbero già deciso la riconferma senza dare la possibilità a Cdp di avviare una selezione.
[…]
Nel 2025 la capitalizzazione complessiva di Borsa Italiana ha raggiunto 1.077 miliardi di euro, il livello più alto di sempre, sostenuta dal rialzo dei corsi azionari. Ma sotto la superficie dei picchi resta un mercato che perde profondità, ampiezza e funzione economica. L'Italia rappresenta oltre il 2% del Pil mondiale, ma il suo mercato azionario pesa solo lo 0,8% della capitalizzazione globale.
A questa debolezza strutturale si somma una crescente concentrazione: su Euronext Milan la capitalizzazione delle prime dieci società è salita al 55% del totale, dal 37% del 2015. Tra le novità introdotte dal 2022 ci sono state iniziative per semplificare il processo di ammissione alla quotazione e la stesura di un manifesto per lo sviluppo del mercato dei capitali che ha portato, tra le varie proposte, alla creazione di un fondo dei fondi con una capacità che può arrivare fino a 1,5 miliardi, per sostenere l'accesso e la permanenza delle piccole e medie imprese sul listino e coinvolgere soprattutto gli investitori istituzionali italiani.
EURONEXT
BORSA ITALIANA
GLI AZIONISTI DI RIFERIMENTO DEL GRUPPO EURONEXT
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