FLASH! – NESSUN GIORNALE HA MESSO IN RILIEVO UN FATTO MAI SUCCESSO PRIMA: QUEL DISTURBATO MENTALE…
ANCHE L'“ORACOLO” HA PRESO IL CETRIOLO - WARREN BUFFETT, EX UOMO PIÙ RICCO DEL MONDO, FA I CONTI CON IL VIRUS E PERDE 50 MILIARDI - PESANO LE MAXI-SVALUTAZIONI SUL PORTAFOGLIO AZIONARIO IN PANCIA ALLA SUA “BERKSHIRE” - MA IL FIUME DI LIQUIDITÀ DI CUI DISPONEVA LA HOLDING A FINE 2019, 127 MILIARDI, SI È INGROSSATO FINO A SALIRE DI ALTRI 10 MILIARDI…
Rodolfo Parietti per “Il Giornale”
Neppure chi è dotato di poteri divinatori può nulla per evitare le rovine che il coronavirus lascia lungo la strada. Se ne è accorto perfino Warren Buffett. Proprio lui, l'oracolo di Omaha. Wall Street è andata a picco, il portafoglio azionario in pancia alla sua Berkshire, pure. Svanito il celeberrimo tocco magico, quell' abilità nel fiutare le opportunità di guadagno e scansare i pericoli, l' ex uomo più ricco del mondo è stato costretto a presentare ai soci una trimestrale tinta di rosso. Profondo.
Una perdita di 50 miliardi di dollari, macchia su un curriculum immacolato. Inevitabile dopo che a New York, per settimane e prima ancora che l' America finisse paralizzata dalla stretta del Covid-19, il mercato è andato in picchiata come se non ci fosse un domani.
Il crollo del Pil fra gennaio e marzo (-4,8%), con due settimane di lockdown sufficienti per seminare il massimo della distruzione, ha mostrato che poco o nulla si poteva fare contro un disastro senza precedenti. Niente a che vedere con il 2008, quando il vecchio Warren aveva cavalcato la tigre della crisi provocata dai mutui subprime, assecondando le richieste di aiuto provenienti dall' amministrazione Obama.
Questa volta, l'unico imperativo è stato limitare i danni, mettersi in trincea in attesa di tempi migliori e seguire qualche elementare regola difensiva. La prima: tenersi alla larga dallo shopping azionario. Fatto, con appena 1,8 miliardi investiti. La seconda: chiudere il rubinetto dei buy-back, riacquistando azioni proprie per soli 1,7 miliardi. Un perfetto bilanciamento. Infine, il cash. Il fiume di liquidità di cui disponeva la holding a fine 2019, 127 miliardi, si è ingrossato fino a salire di altri 10 miliardi. Un record.
La strategia messa in atto era già peraltro risultata chiara in un' intervista rilasciata al Wall Street Journal dal vicepresidente di Berkshire, Charlie Munger: «Vogliamo solo superare il tifone e preferiremmo uscirne con molta liquidità». Munger aveva anche osservato che «il telefono non sta squillando», riferendosi all' assenza di pressioni da parte della Casa Bianca per interventi a sostegno del mercato azionario. Certo a Buffett deve essere risultato indigesto presentare ai soci conti di questo tipo.
Lui può ancora far leva sull'andamento degli utili operativi, quelli non intossicati dai disastri della Borsa, saliti a 5,9 miliardi dai 5,6 miliardi dello stesso periodo dell' anno scorso. Ma l' imprenditore-finanziere odia da sempre le trimestrali, considerate un' istantanea sfuocata e non la vera fotografia sullo stato di salute di un' azienda. Ancor più indigeribile deve però risultare l' impossibilità di prevedere prima degli altri quando la pandemia sarà ai titoli di coda. E giocare così d' anticipo.
Con Moody's che ha appena abbassato l'outlook Usa da «stabile» a «negativo», sentenziando che la recessione economica durerà anche oltre la riapertura dal lockdown e che le entrate fiscali non riprenderanno a crescere prima del 2022, cogliere opportunità a Wall Street non sarà facile. Anche per l' oracolo di Omaha.
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