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Foto di GMT-Mezzelani
1 - QUELLA MOVIOLA IN CAMPO CHE C´à MA NON SI DICE
Antonio Dipollina per "la Repubblica" - Il fallo da rigore di Obi era fuori area. E chi lo dice? Ovvio, la televisione nel replay. L´innesco è di alcuni secondi dopo, quindi: Moratti in tribuna guarda il monitor e le telecamere lo colgono in improperi niente male contro Rocchi. Tra bordocampisti delle pay-tv e passaparola a vario titolo, tutti in campo scoprono presto il misfatto, poi scoprono che l´area dell´Inter durante il rigore sembrava la metro di Tokyo, infine, sempre innescata dall´alto (i telecronisti) ci si ricorda anche tutti della precedente ammonizione di Obi, piuttosto impropria.
E San Siro diventa polveriera e la partita non c´è più, nel senso che diventa un´altra cosa. C´era bonaccia da tempo sulla questione arbitri, ora siamo di nuovo in trincea: la moviola non è in campo (e non è alla Rai) ma il replay condiziona sempre tutto, da anni. Magari è ora di pensare a qualcosa di più ufficiale e meno di pancia, per il futuro. Oppure, più probabile, si torna tranquilli fino al prossimo caso clamoroso.
2 - LO SPONSOR DELLA RISERVA...
Maurizio Crosetti per "la Repubblica" - Il panchinaro ve lo presenta l´agenzia immobiliare, il secondo portiere ve lo regala il salumiere, l´attaccante di scorta è gentilmente offerto dalle cucine componibili. Nello stadio di Udine accade una cosa antica, dunque post-moderna: le sostituzioni sono sponsorizzate.
Quando, putacaso, al minuto numero dodici esce nel Bologna l´infortunato Antonsson ed entra l´aitante Loria, ecco che lo speaker annuncia con comprensibile orgoglio: «Dlìn dlòn, questa sostituzione è offerta dallo sponsor!». Segue il marchio (che non ripetiamo, perché qui non si offre gentilmente nulla). In tempi di vorticosi rapporti tra pubblicità e sport, con atleti che si sono fatti tatuare il logo persino sulla pelle, la bottega che sponsorizza la riserva fa tenerezza, sa di pane e salame.
Sembra una cosa futurista, invece spalanca praterie di passato: come quando all´inizio degli anni Settanta, nel vecchio Comunale di Torino l´arbitro era offerto dal Mobilificio Barovero, "l´arbitro del vostro arredamento". E chissà quale sponsor avrebbe potuto abbinarsi all´arbitro Rocchi, sabato sera a San Siro, forse un marchio di occhiali.
3 - L'ALLENATORE HA RIDATO UN'ANIMA AI BIANCONERI...
Mario Sconcerti per il "Corriere della Sera"
La Juve ha sfinito il Milan sulla corsa e la fatica. Non grande gioco, pochi tiri nello specchio, ma un comando generale della partita. Il Milan alla fine ha ceduto di schianto, come chi sa di aver ormai zoppicato troppo. La partita conferma che si è ben avviati sulla strada del ritorno al gioco verticale. Lo fa l'Udinese, lo fa la Juve e anche il Napoli. L'aggiunta è il contropiede di prima, velocità e agonismo, quindi classe individuale. à questa l'evoluzione, il contropiede della squadra, non dei singoli, il piccolo concetto che potrebbe mettere d'accordo anche il vecchio metodo complessivo di Sacchi.
à sorprendente la trasformazione della Juve, Conte le ha dato un'anima, la società le ha dato anche qualche giocatore importante. Stavolta ha pesato ovviamente Marchisio, il Tardelli di noialtri, forse il simbolo dell'italianità nel calcio, più intelligenza che fisico, più corsa che classe, ma capacità di mettere insieme tutto. La Juve di Conte cerca sempre di giocare. Anche il Milan lo fa ma lentamente.
La Juve tenta strade dirette, percorsi lineari che non tutti conoscono. Per questo resta fuori Matri, per questo Krasic continua a essere un intruso, perché non sanno rendere la palla. Per questo Vucinic è l'uomo simbolo di questa Juve, forse perfino più di Pirlo: perché sa fare entrambe le cose, il centravanti e la sponda. Il Milan c'è stato solo negli intervalli della Juve. Se l'avversario corre sempre, il destino del Milan è esserci poco.
Il punto è quanto la Juve potrà continuare a correre così, ma non è una domanda di adesso. Ora è tempo di restituire alla Juve il piacere di essere in testa al campionato. E al Milan una riflessione forse definitiva. Insiste l'Udinese. Sarebbe sbagliata la domanda se può resistere. Lo ha già fatto. Guidolin ha realizzato 66 punti nelle ultime 33 partite di un anno fa e 11 nelle prime cinque di adesso. Fanno 77 punti in un intero campionato virtuale, tanti, forse anche sufficienti.
Manca Sanchez che un anno fa segnò una quindicina di reti, dote che però già appartiene sia a Floro Flores che a Barreto, le due riserve che non hanno ancora giocato. C'è aria di un campionato diverso, mai Milan e Inter dopo cinque giornate avevano messo insieme solo 9 punti.
L'impressione è che possano tornare in fretta anche Roma e Lazio, due strane navi da crociera che tengono a bordo qualità media ancora indecifrabile. Stupisce Klose. Non è il centravanti sturmtruppen che almeno io avevo immaginato in tante partite della Germania. Gioca a calcio come pochi, un vero uomo-differenza. Ma non pensate a un equilibrio record. Un anno fa si era in testa con dieci punti e c'erano otto squadre in due.
zio tom foto mezzelani gmt
tullio camiglieri foto mezzelani gmt
supermarcodelvecchio foto mezzelani gmt
super totti foto mezzelani gmt
roma si ama non si discute foto mezzelani gmt
grinta de rossi fotro mezzelani gmt
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