PER IL SINDACO MARONITA TOSI, “LA PADANIA? E’ FILOSOFIA. BERLUSCONI NON È PIÙ AMATO, HA FINITO IL SUO CICLO” - CALDEROLI: “LA LEGA ACCETTÒ IL PORCELLUM SOTTO RICATTO DI CASINI” - PALAZZO ESCORT (GIA’ GRAZIOLI) SCOPRE LA SICUREZZA - GASPARRI CONDANNATO PER DIFFAMAZOINE DI WOODCOCK - LA FINTA MARILYN AL COMPLEANNO DI BERSANI - SANTADECHÈ ELOGIA LA PLASTICA “A ME VIENE BENE” - MINZO: “LA FERRARIO REINTEGRATA, LE MANSIONI MICA LE STABILISCE IL GIUDICE”…

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

1 - SECESSIONE - SINDACO VERONA TOSI A RADIO 24: "LA PADANIA? DISCUSSIONE CHE NON SERVE, E' FILOSOFIA" - "CONTRATTO TRA BERLUSCONI E BOSSI? UNA STUPIDAGGINE GROSSOLANA, IL PATTO E' POLITICO"

Da "Radio24" - "Io sono veronese, veneto, padano, italiano, europeo, basta non c'è altro". Con una risposta diplomatica il sindaco di Verona Flavio Tosi, della Lega, ospite di "24 Mattino" su Radio 24, liquida la questione della secessione e il dibattito sulla Padania: "E' un argomento che non serve - ha aggiunto Tosi -. Possiamo discutere se la Padania esiste o non esiste, dove inizia o finisce. Possiamo parlare del popolo padano o veneto, siciliano, juventino o milanista. E' filosofia, ma i problemi del Paese restano. Mi piace stare sulle cose concrete, il federalismo, le riforme. Sul tema Padania si rischia di dividersi e non è il momento".

Tosi ha parlato del milione e 200mila firme depositate per il referendum, criticando l'attuale legge elettorale: "E' una schifezza - ha detto Tosi senza mezzi termini -. Non consente di scegliere gli eletti, è una bruttissima legge ma venne fatta con uno scopo preciso. Lo stesso Calderoli la definì una porcata, fu fatta secondo calcoli ben precisi per garantirsi la vittoria elettorale in quel momento e portò a quel risultato, ma come legge effettivamente è una schifezza". Per il sindaco leghista però non si andrà a votare in primavera 2012, "se vai a votare prima crei un periodo di vuoto politico per mesi, e con la situazione economica italiana e i mercati che ci guardano non è il momento giusto. Forse si può votare sei mesi prima della scadenza naturale, tra un anno. La prossima primavera mi pare difficile".

Una certezza però c'è per Tosi, Berlusconi ha finito il suo ciclo politico: "Intanto è una questione anagrafica - ha detto il sindaco di Verona -. Poi l'impressione mia è che mentre una volta Berlusconi era un leader veramente amato dagli italiani, oggi non è più così. Non c'è più il feeling di una volta. E' normale, per chiunque c'è un ciclo che inizia e finisce".

Tosi poi ha definito una barzelletta ciò che ieri ha riferito l'ex direttore della Padania Gigi Moncalvo, secondo il quale esiste un vero e proprio contratto tra Berlusconi e Bossi, con il primo che avrebbe salvato economicamente la Lega e che ora sarebbe titolare del marchio del Carroccio: "Mi sembrano stupidaggini clamorose - ha reagito Tosi -. Se ne possono dire tante, ma questa è a livello di barzelletta. Il patto tra Bossi e Berlusconi è politico, da un punto di vista legale un contratto del genere non varrebbe nulla e conoscendo Bossi e quanto tiene alla Lega mi pare una stupidaggine grossolana".

Infine due battute sulle voci che davano per possibile la sua espulsione dalla Lega, dopo qualche dichiarazione non in linea con il partito: "Non c'è mai stata alcuna richiesta di espulsione, all'interno del movimento ci può essere del dibattito, soprattutto da parte dei sindaci. Io come sindaco di Verona ho avuto una decurtazione, dallo scorso anno a quest'anno, di 12 milioni di euro di ciò che lo Stato mi restituisce. L'anno prossimo saranno altri 17,5 milioni. Quindi in due anni 30 milioni, è normale che un sindaco che difende la propria città critichi questa situazione".


2 - IL PALAZZO DELLE ESCORT SCOPRE LA SICUREZZA...
Da Il Fatto Quotidiano
- Palazzo Grazioli? "Sono rimasta scioccata, c'era una mancanza assoluta di controlli", nemmeno "un metal detector". L'ho ha messo nero su bianco davanti ai finanzieri che la interrogavano Terry De Nicolò nell'ambito dell'inchiesta sulle escort. Lei, che a Palazzo Grazioli c'era rimasta addirittura "prigioniera", viste le frotte di "tantissimi giornalisti" che assediavano la residenza del premier. La prima a dimostrare la facile penetrabilità di chez B. era stata Patrizia D'Addario, che armata di registratore scoperchiò le voglie del drago. E poi gli scatti leggeri delle altre ospiti di cene più o meno eleganti come Barbara Montereale e Lucia Rossini che si sono autoimmortalate all'interno del bagno del capo.

Ma vatti poi a fidare delle ospiti se poi - da Roma ad Arcore - spifferano tutto. E magari ricattano. Robe che rischiano di diventare serie. Per la sicurezza del paese, magari. Dev'essere per questo che proprio ieri le misure di sorveglianza sono state rafforzate. L'ultima consegna per le forze dell'ordine, infatti, è non far sedere nessuno sulle fioriere sistemate proprio lì davanti, in primis cronisti e turisti. "Ci sono obiettivi sensibili". Che si riferissero al didietro degli astanti non è dato sapere.


3 - PALAZZO GRAZIOLI, ORA È VIETATO PERSINO SEDERSI SULLE FIORIERE...
Dal "Corriere della Sera - Roma"
- Misure di sicurezza sempre più rigide nei pressi di Palazzo Grazioli, la residenza romana del premier. L'ultima consegna per le forze dell'ordine, infatti, è non far sedere nessuno. Ai turisti ma anche ai cronisti che stazionano tutto il giorno per lavoro in piazza Grazioli viene vietato di appoggiarsi finanche sulle fiorire «per motivi di sicurezza».

AUTO BLU IN PIAZZA - «Ci sono obiettivi sensibili», viene spiegato dai rappresentanti delle forze dell'ordine sul posto, riferendosi alla residenza del premier e a quella del capo della Polizia, Antonio Manganelli. La piazza già in passato è stata «bonificata» con la rimozione di un parcheggio dove ora sono «accettate» soltanto auto blu. Nel dicembre 2009 destò polemica tra i residenti del posto la soppressione di una fermata dell'autobus sulla vicina via del Plebiscito ovviamente «per motivi di sicurezza».

Fermata di cui ultimamente è stato richiesto il ripristino da residenti e commercianti ma che sarà difficile vedere ritornare visto il recente irrigidimento delle misure di sicurezza, comprese le unità cinofile dei carabinieri all'interno del cortile di Palazzo Grazioli. Anche se davanti all'ultimo divieto - quello di sedersi sulle fioriere - c'è chi ha fatto notare che neanche davanti all'Eliseo si può assistere a un tale spiegamento di forze e di controlli.


4 - "DIFFAMÃ’ WOODCOCK ALLA RADIO" GASPARRI CONDANNATO A ROMA
Da "la Repubblica"
- Il senatore del Pdl Maurizio Gasparri è stato condannato a mille euro di multa più tremila euro di spese legali per aver diffamato il pm Henry John Woodcock. Lo ha deciso il giudice di Roma Valeria Ciampelli. In una trasmissione di Radio Rai andata in onda l´8 febbraio 2004, Gasparri aveva pronunciato all´indirizzo di Woodcock, oggi a Napoli, all´epoca dei fatti in servizio a Potenza, frasi definite ieri in udienza dal pm Pietro Polidori «un esempio emblematico di diffamazione». Woodcock era assistito dall´avvocato Bruno La Rosa. Il giudice ha sospeso la pena e disposto il risarcimento del danno a favore di Woodcock da liquidarsi in separata sede. (d. d. p.)

5 - COMPLEANNO DEL SEGRETARIO COMPARE UNA FINTA MARILYN...
Dal "Corriere della Sera"
- Auguri speciali per il segretario pd Pier Luigi Bersani, che l'altro ieri ha compiuto 60 anni, alla convention dei «Democratici davvero», l'area del Pd che fa riferimento a Rosy Bindi. Una sosia di Marylin Monroe ha fatto irruzione nella sala dove stava per iniziare un dibattito con il segretario e gli ha dedicato «Happy birthday», come Marilyn fece per il presidente americano John Kennedy.

«Salve, è Berlusconi? No, è Bersani - ha esordito la finta Marilyn -. Cosa fai, segretario? Dattilografo? Non sei presidente...». E poi la canzone di buon compleanno, in inglese, con una piccola variazione al testo: «Happy birthday segretario pd, che speriamo diventi premier, anche se non lo auguro al peggiore dei miei nemici...». Grandi risate e un po' d'imbarazzo per Bersani, che alla fine ha baciato la finta Monroe.

6 - SANTANCHÈ E L'ELOGIO DELLA PLASTICA - «VOI CAPITE CHE A ME VIENE BENE»
Dal "Corriere della Sera"
- Daniela Santanchè e l'elogio della plastica. Intesa come materiale. E come modello di partito. Il sottosegretario ha iniziato il suo intervento davanti agli eletti lombardi del Pdl intonando un peana alla plastica. «Si dice che Forza Italia era un partito di plastica? Beh, è un materiale che ha tante qualità, ve lo dice una che pure veniva da un partito pesante. Intanto è leggera e costa poco».

Un modo come un altro per dire no alla «moda» delle primarie e ai «vecchi rituali» di una certa politica. La plastica, allora. Che «ha cambiato la vita della gente e che non puzza se non la si brucia». In sala brusii e ironie. «Voi capite - ha detto allora Daniela Santanchè, tra gli applausi del popolo pidiellino - che a me parlare di plastica vien bene». Risate. E applausi.

7 - MONTEZEMOLO ESALTATO DAL WSJ
Da "Libero"
- Diego anti-Casta Il Wall Street Journal lancia nella mischia politica italiana Luca Cordero di Montezemolo. E lo fa in grande stile, nel numero uscito ieri, con un reportage- intervista a Maranello. L'ex leader di Confindustria viene esaltato dall'eminente quotidiano statunitense: «Non è facile resistere al suo fascino» ammette il giornalista Joshua Levine dopo avere incontrato l'imprenditore. «Con i suoi capelli ondulati ma non troppo lunghi, il naso aquilino e il raffinato abito grigio non è facile resistere al suo fascino». Montezemolo riguadagna molti punti e distacca Emma Marcegaglia, la quale oramai sembra pronta anche lei a scendere in politica.

8 - MINZOLINI: LA FERRARIO REINTEGRATA - LE MANSIONI NON LE STABILISCE IL GIUDICE
Dal "Corriere della Sera"
- «Alcuni articoli di stampa sui quotidiani, in particolare il Corriere della Sera, hanno fatto molta confusione sulla vicenda Ferrario». A sostenerlo è il direttore del Tg1 Augusto Minzolini in una nota. «Soprattutto non è vero che l'azienda e il sottoscritto non hanno ottemperato alla richiesta del giudice del lavoro - sostiene Minzolini -. La signora Ferrario si è rivolta al Tribunale di Roma che, con ordinanza del 26 giugno 2011, ha escluso di poter intervenire per individuare la concreta mansione a lei attribuibile, sottolineando che l'autonomia dell'impresa è garantita da copertura costituzionale e, per tale motivo, è refrattaria a ogni intervento giudiziale».

«In altre parole - spiega il direttore - ha lasciato al sottoscritto nel suo ruolo di direttore del Tg1 la decisione in merito alla scelta di un incarico che non fosse di demansionamento per la signora Ferrario». Immediata è arrivata la replica di Tiziana Ferrario, uno dei giornalisti rimossi dalla conduzione dopo l'arrivo di Minzolini, che ha promosso un'azione legale.

«Anziché restituirmi le mansioni in precedenza da me svolte, come è stato deciso dal giudice, mi ha attribuito un incarico fittizio dal momento che le mansioni di capo redattore del mattino sono in realtà svolte da altri - ha detto la Ferrario -. Noto comunque che il direttore sorvola sul fatto che il giudice del Lavoro ha ritenuto che contro di me sia stata perpetrata una discriminazione politica e una ritorsione, il che spiega il suo accanimento».

9 - CALDEROLI DISCONOSCE IL PORCELLUM - "LA LEGA LO ACCETTÃ’ SOTTO RICATTO"

Da "La Stampa" - Il padre del Porcellum disconosce la creatura e rivela: la Lega lo accettò sotto ricatto. Intervistato dal tg1, il ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli ha affermato che all'epoca della nascita dell'attuale legge elettorale «La Lega ed il sottoscritto erano a favore del Mattarellum».

Il Mattarellum è il sistema elettorale che rientrerebbe di fatto in vigore qualora passasse il referendum appena presentato in Cassazione. «Fummo ricattati da Casini e dall'Udc», punta adesso l'indice Calderoli, «per introdurre un sistema proporzionale, da Fini che voleva le liste bloccate e Berlusconi che voleva il premio di maggioranza». Quanto alla sinistra, dette la sua «collaborazione non dicendo nulla». A rafforzare il disconoscimento, Calderoli ricorda di essere stato lui, l'autore della legge, ad affibbiarle in nomignolo con il quale è passata ai libri di storia: «porcata».

Calderoli allontana poi l'ipotesi del voto anticipato: «Credo che ci sia davanti un grosso obiettivo - spiega - trasformare l'attuale legislatura in una legislatura costituente». «C'è uno scenario preoccupante - prosegue - Il Nord che cresce alla velocità della Germania, il Sud che decresce alla velocità della Grecia. C'è una unica ricetta è il federalismo». «Completiamo il federalismo fiscale e la riforma costituzionale - conclude - che è al Senato la prossima settimana. Decideremo se ci sarà un Sud che vuole trascinare il Nord in basso o viceversa».

Immediata la replica del portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando: «La paura del referendum e dell'indignazione popolare fa novanta. E il promotore della vergognosa legge elettorale rinnega la sua creatura. Ne prendiamo atto, limitandoci a ricordare il danno devastante prodotto in questi anni dal "Porcellum" di Calderoli alla tenuta democratica del nostro Paese». «Devastanti sono state le leggi ad personam portate in Parlamento da questo governo e la difesa della casta garantita dai voti del Carroccio - aggiunge - L'Italia ha pagato carissimo i guasti prodotti dai dirigenti della Lega e, oggi, gli italiani rivendicano il diritto di indignarsi per lo sterile pianto del coccodrillo Calderoli».
Indignados a New York -

 

FLAVIO TOSIBOSSI - MARONISilvio Berlusconi PALAZZO GRAZIOLIBerlusconi fotografato il 31 maggio 2009 davanti all'ingresso dell'hotel Palace di Bari, alle sue spalle Patrizia D'AddarioHENRY JOHN WOODCOCKgasparri foto mezzelani gmt PIERLUIGI BERSANI SANTANCHE qa2 41 tiziana ferrario