LA CANNES DEI GIUSTI - LA QUINZAINE DES RÉALISATEURS HA APERTO LA RASSEGNA CON “BUTTERFLY JAM”, BELLISSIMO FILM DI UN REGISTA CIRCASSO DI VALORE, KANTEMIR BALAGOV - TUTTA LA PRIMA PARTE, DOMINATA DA BARRY KEOGHAN E HARRY MELLING, CHE FANNO I FRATELLI CIRCASSI IN AMERICA, È FAVOLOSA. UNA SORTA DI RICOSTRUZIONE ALLA JAMES GRAY DELLA VITA DEI PROFUGHI RUSSI, KAZAKI E TURCHI IN NEW JERSEY DI RARO SPLENDORE. LA SECONDA PARTE È PIÙ SOFFERTA E SVILUPPA ANCORA L’IDEA CHE LA TOSSICITÀ MASCHILE SIA LA CAUSA DI MOLTI MALI - L’APPARIZIONE FINALE DI MONICA BELLUCCI, CHE VENDE HOT DOG A NEWARK, DA’ UN TONO DI COMMEDIA BISLACCA ALLA STORIA. GRANDI APPLAUSI..

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Marco Giusti per Dagospia

 

butterfly jam

Avete mangiato mai i delen, focaccette con formaggio e non so che altro circasse? Avete mai visto un funerale circasso? Avete mai visto un film circasso?

 

Bel colpo ha fatto la Quinzaine des Réalisateurs a Cannes aprendo la sua rassegna col “Butterfly Jam”, rubandolo al concorso, bellissimo film di un regista circasso di valore, Kantemir Balagov, 35 anni, già responsabile degli spettacolari e sofferti “La ragazza d’autunno” e “Tesnota”, scappato dalla Russia di Putin all’inizio dell’invasione in Ucraina e approdato in America dove ha girato, con capitali in grande parte francesi un film che non ha francamente una nazionalità vera e propria, anche se i suoi personaggi cercano disperatamente di mantenerla anche in quel di Newark, New Jersey, pronti a aprire ristoranti italiani col nome di Gattuso o di Monica Bellucci, che qualcuno dice avere antenati circassi. Sarà vero?

 

I due fratelli Azik e Temur, interpretati da due star favolose, l’irlandese Barry Keoghan e il londinese Harry Melling, sono circassi, nati, esattamente come il regista, a Nalchik, e poi arrivati in America alla faccia di Trump e dell’Ice.

 

butterfly jam

Azik ha un figlio, Pyteh, interpretato dal nuovo turco-kazako Talha Akdogan, figlio di una madre turca scomparsa, e una fidanzata anche lei non proprio americana Zalia, interpretato da Riley Keough, che lo mantiene con un piccolo diner, dove lui sforna i delen. Zalia aspetta pure una figlia da Azik, alla quale lui vorrebbe tanto dare un nome, per lasciare qualcosa di sé nel mondo, ma che probabilmente non vedrà mai, visto che già nella prima scena sappiamo che è morto. Così si va di flashback.

 

Tutta la prima parte, dominata da Barry Keoghan e Harry Melling, che fanno i fratelli circassi in America è favolosa. Una sorta di ricostruzione alla James Gray della vita dei profughi russi, kazaki e turchi in New Jersey di raro splendore, con la fotografia di Jomo Fray, autore delle immagini di quel piccolo capolavoro che era “The Nickel Boys”. Harry Melling fa il fratello fuori di testa, un po’ un Sonny Boy di “Mean Streets”, grande modello per tanto cinema di strada, ma non è che Barry Keoghan sia tanto più sano.

 

Si inventa anche un mondo che non c’è. Che i suoi delen siano i migliori di Newark, che sa fare la marmellata di farfalle (ecco il titolo, “Butterfly Jam”), e che i bisnonni di Monica Bellucci abitavano vicino ai suoi bisnonni a Nalchik. Il figlio, Pyteh, che è il vero protagonista, cerca di star dietro come può al padre e allo zio. E’ un campioncino di lotta, e proprio in palestra conosce una ragazzina nera, Chloe Leigh King, che ha un problema di acne alla schiena che rivela solo a lui, che diventa subito il suo amore.

butterfly jam

 

La seconda parte è più sofferta e sviluppa ancora l’idea che la tossicità maschile sia la causa di molti mali, I protagonisti troveranno però alla Kore-eda una soluzione di famiglia allargata non tossica, un figlio, una figlia piccola, la ragazza nera, la mamma e un pellicano che Azik aveva catturato per regalarlo a Zalia. L’apparizione finale di Monica Bellucci che vende hot dog a Newark darà un tono di commedia bislacca alla storia. Grandi applausi.