bruno valensise del deo

SONO ALMENO DODICI LE PERSONE ALLONTANATE DALL'AISI, IL SERVIZIO SEGRETO INTERNO, PER L'AFFAIRE DEL DEO - VIA SUO FRATELLO, TORNATO DA MILITARE SEMPLICE NELL'ESERCITO. VIA LE DUE ASSISTENTI-SEGRETARIE, TORNATE NELL'AMMINISTRAZIONE DI PROVENIENZA. VIA ANCHE LA DIPENDENTE DI PALAZZO CHIGI, CHE POI HA COLLABORATO ALLE INDAGINI - E VIA ANCHE I “NERI” GLI UOMINI CIOÈ DEL SERVIZIO CHE LAVORAVANO AL FIANCO DI GIUSEPPE DEL DEO E A LUI RIFERIVANO: CHI È TORNATO NEI CARABINIERI, CHI ALLA FINANZA - NELLE SCORSE SETTIMANE, I NUOVI VERTICI DELL'INTELLIGENCE, IL DIRETTORE BRUNO VALENSISE E IL VICE CARLO DE DONNO, AVEVANO FATTO UN REPULISTI INTERNO…

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GLI UOMINI DI DEL DEO VIA DALL'INTELLIGENCE C'È ANCHE SUO FRATELLO

Estratto dell’articolo di G.F. per “la Repubblica”

 

GIUSEPPE DEL DEO

Via suo fratello, tornato da militare semplice nell'esercito. Via le due assistenti-segretarie, tornate nell'amministrazione di provenienza. Via anche la dipendente di Palazzo Chigi, che poi ha collaborato alle indagini, amica anche di Rosario Bonomo, in pensionamento anticipato. E via anche i «neri», gli uomini cioè del Servizio che lavoravano al fianco di Giuseppe Del Deo e a lui, e solamente a lui, riferivano: chi è tornato nei Carabinieri, chi alla Finanza.

 

Non lavorano nemmeno più come agenti segreti gli uomini che avevano effettuato gli accessi ai database per controllare Gaetano Caputi, il capo di Gabinetto di Giorgia Meloni. Sono almeno dodici le persone allontanate dall'Aisi, il servizio segreto interno, per l'affaire Del Deo.

 

bruno valensise foto mezzelani gmt16

Nelle scorse settimane – prima quindi della discovery dell'inchiesta da parte della procura di Roma – i nuovi vertici dell'intelligence – il direttore Bruno Valenzise e il vice Carlo De Donno – avevano fatto un repulisti interno perché le persone che in qualche modo potevano rappresentare una continuità con l'ex vicedirettore non fossero più nei loro posti.

 

Questo per evitare che qualcuno potesse in qualche modo continuare a lavorare con modalità non condivise dall'attuale gestione oppure intralciare sia le indagini interne sia quelle della magistratura, a cui l'Aisi, fino a questo momento, ha dato la massima collaborazione. Prova ne è anche quello che è accaduto nella vicenda Caputi.

 

GIUSEPPE DEL DEO

Quando, rispondendo alla richiesta della procura di Roma, sono stati consegnati non solo gli esiti degli accertamenti ma anche i nomi e i cognomi degli agenti che quegli accertamenti avevano compiuto. Nessuno di loro è ancora all'Aisi. Dalle indagini è poi emerso che quella richiesta era arrivata direttamente dai vertici dell'allora Servizio e da Del Deo in particolare, i quali – secondo quanto ha raccontato il sottosegretario Alfredo Mantovano davanti al Copasir – non avevano condiviso le informazioni con lui.

 

ALFREDO MANTOVANO

Mantovano tornerà ora in Comitato proprio per parlare della questione, dopo l'indagine della procura di Roma: ieri c'è stata una riunione in cui si è deciso di calendarizzare, tra le altre cose, l'audizione dell'Autorità delegata. Anche perché le questioni da approfondire sono diverse. Non è ancora chiaro, infatti, chi fossero i committenti della squadra Fiore. Una struttura parallela al Servizio, composta anche da ex agenti, e all'interno della quale Del Deo non aveva alcun ruolo, così come emerge dalle indagini.

gaetano caputi

 

È quello che i carabinieri del Ros – su mandato del procuratore aggiunto Stefano Pesci e dei pm Vittoria Bonfanti e Alessia Natale, sotto il coordinamento della procura nazionale antimafia – stanno cercando nei device sequestrati agli indagati: computer, telefoni, documenti (sui quali esiste un problema relativo al segreto di Stato che, in astratto, potrebbe essere opposto). Sicuramente non si potrà mettere mano sui server delle aziende coinvolte nell'inchiesta […]