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‘’NON MI PIACE COME RICORDANO PASOLINI’’ - ANTONIO D’ORRICO: “QUESTE ARTICOLESSE (LESSE, BOLLITE, SCOTTE E SCONDITE) A QUARANT’ANNI DALLA MORTE. QUESTO BECCHETTARE DI AVVOLTOI SUL CADAVERE - PASOLINI È UNO DEI TRE MITI DELLA LETTERATURA ITALIANA ASSIEME A D’ANNUNZIO E PAVESE. SI ENTRA NEL MITO TRASFORMANDO LA PROPRIA VITA IN OPERA ARTISTICA (D’ANNUNZIO) OPPURE CON UNA MORTE CLAMOROSA (PAVESE). PASOLINI FECE L’EN PLEIN E LA SUA SOPRAVVIVENZA È DIVENTATA UN ROMANZO NOIR. NON FUNZIONA SEMPRE, PERÒ…”
Antonio D’Orrico per Domani - estratti
Non mi piace come ricordano Pasolini. Queste articolesse (lesse, bollite, scotte e scondite) a quarant’anni dalla morte. Questo becchettare di avvoltoi sul cadavere. Questo martirologio che ne asseconda la sindrome da San Sebastiano.
Preferirei un discorso alla Roland Barthes. Una cosa così.
Pasolini è uno dei tre miti della letteratura italiana assieme a D’Annunzio e Pavese. Si entra nel mito trasformando la propria vita in opera artistica (D’Annunzio) oppure con una morte clamorosa (Pavese). Pasolini fece l’en plein e la sua sopravvivenza è diventata un romanzo noir.
anna magnani pier paolo pasolini
Non funziona sempre, però. Tondelli (il caro Pier Vittorio che sapeva a memoria le canzoni dello Zecchino d’oro) e Bellezza (l’amato Dario, il più grande madrigalista della letteratura italiana) vantano vissuti scostumati, se non maledetti, e sconvolgenti morti per Aids, eppure il loro mito non è decollato.
Mi chiederete: ma cosa fai, parli male di Pasolini? No, anzi. Mi piace ricordare teneramente la sua versione fine anni Cinquanta: povero, i vestiti lisi, magro come un gatto del Colosseo, scriveva poesie (Non è di maggio questa impura aria) e leggeva romanzoni russi ai suoi alunni in una scuola media a Ciampino, dopo accanite partite di pallone. Cose da maestrino dalla penna rossa, da libro Cuore riscritto in epoca neorealista. Perché i ragazzi di vita pasoliniani erano deamicisiani di fondo: compreso Pino Pelosi, il suo assassino, nel ruolo di Franti.
Ripenso alla vita di Pasolini come romanzo noir. Il suo è il grande cold case della letteratura italiana, il delitto insoluto. Erano – eravamo? – tutti colpevoli, come in certi gialli di Agatha Christie. Ma il primo e principale colpevole era lui, e ci teneva a esserlo.
pier paolo pasolini
orson welles e pier paolo pasolini
pier paolo pasolini
pier paolo pasolini
pier paolo pasolini a sabaudia 3
pasolini laura betti 33
pier paolo pasolini sul tevere
pier paolo pasolini
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