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AUSTIN TUCKER MARTIN, IL 21ENNE UCCISO A COLPI D'ARMA DA FUOCO DOMENICA DAL SECRET SERVICE DOPO ESSERE ENTRATO ARMATO DI FUCILE A MAR-A-LAGO, IL RESORT DI DONALD TRUMP IN FLORIDA, ERA OSSESSIONATO DAGLI EPSTEIN FILES - IN UNO DEI MESSAGGI INVIATI A UN AMICO, MARTIN SCRIVEVA: “NON SO SE HAI LETTO I DOCUMENTI EPSTEIN MA IL MALE È REALE E INEQUIVOCABILE. LA COSA MIGLIORE CHE PERSONE COME TE E ME POSSONO FARE È USARE LA POCA INFLUENZA CHE ABBIAMO. RACCONTARE AGLI ALTRI COSA SAPPIAMO SUI FILE DI EPSTEIN” – I SUOI COLLEGHI HANNO RACCONTANO CHE ERA TURBATO DA QUELLO CHE CREDEVA FOSSE UN INSABBIAMENTO GOVERNATIVO E CHE SPESSO PARLAVA DI PERSONE POTENTI CHE “LA FACEVANO FRANCA”
Estratto dell’articolo di Simona Siri per “la Stampa”
Austin Tucker Martin, l'uomo di 21 anni ucciso a colpi d'arma da fuoco domenica dal Secret Service dopo essere entrato armato di fucile a Mar-a-Lago, il resort di Donald Trump in Florida, era ossessionato dagli Epstein files, i documenti relativi al finanziere pedofilo morto suicida in carcere nel 2019.
Lo riferisce Tmz […] che dice di essere entrato in possesso di alcuni messaggi che Martin avrebbe inviato a un collega all'inizio di febbraio, poco dopo la pubblicazione di tre milioni di pagine di documenti relativi a Epstein da parte del Dipartimento di Giustizia. Secondo Tmz, in uno dei messaggi inviati Martin scriveva all'amico: «Non so se hai letto i documenti Epstein ma il male è reale e inequivocabile. La cosa migliore che persone come te e me possono fare è usare la poca influenza che abbiamo. Raccontare agli altri cosa sappiamo sui file di Epstein e cosa sta facendo il governo al riguardo. Facciamo in modo di aumentare la consapevolezza».
Altre fonti che lavoravano con Austin al Pine Needles Lodge & Golf Club in Carolina del Nord hanno raccontato a Tmz che la sua fissazione per Epstein si era sviluppata dopo l'ultima pubblicazione di informazioni legate ai dossier, avvenuta il 30 gennaio scorso.
I colleghi hanno raccontano che era profondamente turbato da quello che credeva fosse un insabbiamento governativo e che spesso parlava di persone potenti che «la facevano franca».
Allo stesso tempo, Austin non faceva mistero della sua fede cristiana e delle sue opinioni politiche. Colleghi e familiari hanno riferito che il giovane esprimeva regolarmente il suo sostegno a Trump e che, ancora alla fine dell'anno scorso, aveva dichiarato di credere che Trump fosse un leader forte.
Altri conoscenti lo descrivono come una persona […] sempre più frustrata, soprattutto per la situazione economica […] Le fonti affermano che vivesse ancora con i genitori. Pare che Austin avesse anche cercato di fondare un sindacato sul suo posto di lavoro per ottenere salari più alti ma che nessuno dei colleghi vi aveva aderito.
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