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Marisa Fumagalli per il "Corriere della Sera"
Se il vecchio detto «sposa bagnata, sposa fortunata» funziona davvero, applicato anche alla festa per i cinquant'anni del rampollo Alessandro Benetton, dinastia importante di imprenditori veneti, i prossimi 50 per lui saranno fantastici. E pazienza se la pioggia battente sul parco della Villa de' Reali a Dosson di Casier, messa a disposizione dalla contessa Guarientina Guarienti di Canossa, che ieri ha accolto 300 ospiti ricchi e famosi, ha inzuppato non solo gli alberi secolari ma anche le giostre del mini lunapark allestito per l'occasione.
Tant'è vero che, in vista di un giro in autoscontro o del brivido d'antan sul sedile agganciato alla catena, molti hanno scelto l'abbigliamento in linea: jeans (anche per il festeggiato) e scarpe da ginnastica. In netta prevalenza, a quanto pare, sugli abiti di gala e i tacchi a spillo.
Come da programma, invece, il menu della serata, preparato nelle cucine del Toulà , sotto l'ala del patron Arturo Filippini. I piatti, serviti a buffet in tono con la cifra casual dell'evento, non hanno concesso nulla alle stravaganze gourmet contemporanee. Prodotti e ricette del territorio: polipi, scampi, gamberi, prosciutti e soppresse friulani e veneti, pasta e fagioli, ravioli, risotto ai bruscandoli.
«Sono erbette di campo - spiega Filippini - che spuntano nei primi giorni di primavera. Le miti temperature di questa stagione le hanno fatte crescere in anticipo». E ancora: pollo al curry con riso pilaf, fiocco di vitello, contorni vari di verdure. Nei calici, Prosecco, Ribolla e Cabernet. La torta? «Alessandro Benetton ha chiesto la meringata che gli ricorda il dolce preferito da bambino», rivela il patron del Toulà . E così sia.
I saloni della villa sono illuminati dalle fiammelle dei candelabri sparsi ogni dove, a dare un tocco glamour all'atmosfera. Non manca la discoteca, stile anni 50, e l'orchestra (locale), per il ballo del dopo cena. La moglie del festeggiato, Deborah (Compagnoni), i figli Agnese, Tobias e Luce sono i primi ad arrivare in villa per la soirée di compleanno di Alessandro (nato il 2 marzo, sotto il segno dei Pesci), da quasi due anni presidente di Benetton Group e di Fabrica, con il viatico del padre Luciano. Oltre alla tribù dei parenti, c'è la folla degli amici di varie generazioni. Tra questi, numerosi colleghi-imprenditori veneti.
Inevitabile il gioco dei nomi dei personaggi avvistati all'ingresso della villa. La pioggia non dà tregua, e tutti vanno spediti cercando riparo: Marina Berlusconi, Simona Ventura (entrambe in abito nero), Isabella Borromeo con Ugo Brachetti Peretti, Samantha De Grenet, Giovanni Malagò (presidente del Coni) , Jury Chechi, Flavio Briatore, Nerio Alessandri (Tecnogym), Marco Boglione (Robe di Kappa), Gianfranco e Matteo Zoppas, Bepi De Longhi, i Pinarello (ramo biciclette), i Goppion (caffè).
Nessun politico presente, né nazionale né territoriale («Non sono stato invitato», a domanda risponde il presidente della Regione, Luca Zaia). Da Roma, non poteva mancare il mondanissimo principe Carlo Giovannelli, presente ad ogni party che si rispetti. Al telefono, tenta un piccolo reportage, ma la musica è forte e la comunicazione complicata: «Qui è tutto bellissimo, ben organizzato. Le decorazioni sono fantastiche. Siamo in tanti. Marta Marzotto? No, lei è rimasta a Venezia alla Fenice, per il Gran Ballo della Cavalchina».
Alessandro Benetton ha fatto sapere agli ospiti di non portare doni ma di sostenere, seguendo il suo esempio, l'Advar di Treviso, associazione che si occupa dell'assistenza ai malati oncologici.
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