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BEVI E GODI CON CRISTIANA LAURO – I COLOSSI DELLA MODA INVESTONO PESANTEMENTE NEL COMPARTO DEL VINO: IN ITALIA SPICCA "CALZEDONIA", IN FRANCIA LVMH (LOUIS VUITTON). I PRO E I CONTRO? IL VANTAGGIO DELLA SINERGIA È CHE POTREBBE ESSERE UN OTTIMO VOLANO PER L'EXPORT ITALIANO. IL RISCHIO, INVECE, È RENDERE ECCESSIVAMENTE ESCLUSIVO UN PRODOTTO COME IL VINO, CHE È PRIMA DI TUTTO ALIMENTO E PUNTA DI DIAMANTE DEL SETTORE AGROALIMENTARE... - VIDEO
Estratto dell’articolo di Cristiana Lauro per www.ilsole24ore.it
Fino a un paio di decenni fa il mondo del vino e quello della moda apparivano molto distanti tra loro principalmente sotto alcuni aspetti; sicuramente le logiche di mercato, ad esempio il fatto che il vino fosse commercializzato a un prezzo medio molto basso, cosa che si rifletteva sulla percezione del prodotto talvolta indipendentemente dalla sua qualità intrinseca. E poi la potenza del marchio e, non ultimo, anche un aspetto culturale.
[…] Quelli del vino e della moda sono due mondi diversi che tuttavia, in questo momento, vivono un legame molto forte ricoprendo senza dubbio le vesti di principali ambasciatori del Made in Italy nel mondo. […]
In anni recenti sembra essere addirittura il mondo del vino ad anticipare e ispirare quello del fashion. Gli esempi attuali di brand di moda che si uniscono al comparto sono numerosi come Dolce&Gabbana – attraverso la scelta di legame con etichette siciliane come Donnafugata – ma anche aziende che producono direttamente come Ferragamo, Bulgari, Brunello Cucinelli, Renzo Rosso, Fendi e altri ancora.
Fra i marchi di moda importanti che investono nel mondo del vino in Italia spicca Calzedonia e non soltanto per Signorvino – fra i più importanti e diffusi “player” per la commercializzazione in Italia – ma anche per l’acquisizione di aziende agricole produttrici. Se guardiamo al di là dei nostri confini il discorso viaggia a una velocità ancora superiore.
Il colosso mondiale del fashion Lvmh sta investendo pesantemente nel comparto Wine&Spirits mettendo insieme così i due universi e conducendo, nel contempo, il vino in direzione di un lesto processo di posizionamento sul segmento lusso. Ebbene sì, ci sono riusciti; vogliamo chiamarli fessi?
Il vantaggio di questa sinergia è che se si riuscisse a fare sistema, questo sarebbe un ottimo volano per l’export italiano, decisamente performante.
Il rischio è invece quello di rendere eccessivamente esclusivo un prodotto come il vino che nella nostra cultura e socialità è prima di tutto alimento, ma a livello produttivo è la punta di diamante del nostro settore agroalimentare. […]
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