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DAVIDE BATTE GOLIA! “BOOKING.COM” È STATA CONDANNATA A RISARCIRE UNA FAMIGLIA LECCESE, COSTRETTA A PASSARE LA NOTTE IN STRADA A VIENNA, PERCHE’ L’ALBERGO PRENOTATO TRAMITE LA PIATTAFORMA NON ERA AUTORIZZATO AD ACCOGLIERE CLIENTI – I VIAGGIATORI HANNO SUBITO CONTATTATO BOOKING E SONO STATI RASSICURATI CHE A STRETTO GIRO AVREBBE AVUTO UNA NUOVA PRENOTAZIONE IN UN ALTRO HOTEL. MA, DOPO DIVERSE ORE DI ATTESA, NON HANNO RICEVUTO PIU’ COMUNICAZIONI – LA SENTENZA DEL GIUDICE DI PACE DI LECCE CREA UN PRECEDENTE IMPORTANTE...
Estratto dell’articolo di Francesco Oliva per www.repubblica.it
Il soggiorno a Vienna si trasforma in un’odissea per una famiglia partita dal Salento e sbarcata nella capitale austriaca per trascorrere due giorni di vacanza. Nonostante una prenotazione su Booking, all’arrivo, infatti, l’hotel non risulta autorizzato ad accogliere genitori e figli.
Che, dopo ore di trattative cadute nel vuoto, si vedono costretti a trascorrere diverse ore per strada. Di notte. Il colosso dell’e-commerce, tra i più attivi nel settore dei viaggi, dovrà ora risarcire la famiglia salentina - assistita dagli avvocati Cosimo Falangone e Daniele Imbò - per un viaggio-odissea.
[…] Nella sentenza a firma della giudice di pace Veneranda Raffaella Cerfeda, ai viaggiatori è stato riconosciuto non solo il rimborso del costo dell’hotel, già sostenuto dalla famiglia, ma anche un danno da “vacanza rovinata” pari a 250 euro per ciascuno, per complessivi 750 euro, a causa della mancata “protezione” di Booking su un’altra struttura, vista l’indisponibilità di quella regolarmente prenotata. Eppure la famiglia salentina aveva organizzato il soggiorno nella capitale austriaca nei minimi dettagli. Due notti: dal 4 al 6 giugno 2022.
[…] All’arrivo a Vienna in tarda serata, però, la famiglia compie l’amara sorpresa: l’hotel esiste ed è anche molto accogliente ma non ha le autorizzazioni necessarie del Comune di Vienna per accogliere i clienti, che vengono così dirottati in altre strutture.
La famiglia salentina, ha contattato Booking ed è stata rassicurata che a stretto giro avrebbe avuto una nuova prenotazione per un hotel di pari o superiore livello e di un taxi per arrivare a destinazione. Dopo un’attesa di diverse ore - ormai a notte fonda - la famiglia si ritrova per strada: la struttura non autorizzata ad accoglierla ha ritenuto di non poter ospitare genitori e figlio sul divano della hall, mentre da Booking non arriva più alcuna comunicazione.
Dopo un momento di comprensibile sconforto, i quattro trovano accoglienza in un hotel vicino che, non avendo camere libere li accoglie nel bar, fornendo tisane e latte caldo, per poi offrire una stanza la mattina successiva, dopo il check-out di altri ospiti.
“La sentenza del giudice di pace di Lecce - commentano gli avvocati Imbò e Falangone - ha coraggiosamente affermato che anche contro i colossi valgono i principi generali del nostro ordinamento, in parte recepiti dalla disciplina comunitaria. In particolare, a fronte di un inadempimento deve essere dichiarato il risarcimento dei danni.
Nel caso di specie - specificano i legali - i nostri assistiti avevano acquistato tramite booking.com un pacchetto comprendente il soggiorno in un determinato albergo che tuttavia risultava sprovvisto di alcune autorizzazioni amministrative e non poteva dunque procedere a ospitare i propri clienti.
Booking era stato tempestivamente messo al corrente di tanto ma non trovava sistemazioni alternative per i propri utenti. I consumatori non potevano usufruire di quanto offertogli e diligentemente da loro pagato. A livello giudiziale, ne è discesa l'affermazione dell'inadempimento di Booking e la sua condanna a risarcire i danni in favore dei consumatori che hanno dovuto, nella migliore delle ipotesi, trovare sistemazione in altro albergo”. […]
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