DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH…
BUCCI SPALLE AL MURO SUL CASO DOSSIERAGGIO – IL PRESIDENTE DELLA LIGURIA HA NEGATO DI AVERE INVIATO I DOSSIER SUI GIORNALISTI SGRADITI DEL “SECOLO XIX” ALL’EDITORE APONTE, MA IL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO, MICHELE BRAMBILLA, LO SMENTISCE PUBBLICANDO LO SCAMBIO DI MESSAGGI: “BUCCI HA MENTITO”. LA REPLICA DEL GOVERNATORE: “SONO PRONTO A PUBBLICARE TUTTI I MESSAGGI” – LA SINDACA DI GENOVA, SILVIA SALIS, AFFONDA IL COLPO: “È INQUIETANTE. MI CHIEDO SE SIA NORMALE CHE UN UFFICIO STAMPA PAGATO CON SOLDI PUBBLICI FACCIA RELAZIONI SULL'ATTIVITÀ DI GIORNALISTI DURANTE UNA CAMPAGNA ELETTORALE” – LA PROCURA DI GENOVA VAGLIA LA SUSSISTENZA DEI REATI DI PECULATO E DIFFAMAZIONE, IN SEGUITO ALL'ESPOSTO PRESENTATO DA BRAMBILLA CONTRO FEDERICO CASABELLA, PORTAVOCE DI BUCCI, CHE AVEVA PARLATO DI UN PRESUNTO ACCORDO…
1. DOSSIER CONTRO I GIORNALISTI BUCCI: “NON HO MENTITO” SALIS: VICENDA INQUIETANTE
Estratto dell’articolo di Niccolò Zancan per “la Stampa”
Evocata continuamente e anche temuta dai suoi avversari politici, alla fine irrompe sul caso «dossieraggi» la sindaca di Genova Silvia Salis. Lo fa con queste parole: «È inquietante. Mi chiedo se sia normale che un ufficio stampa pagato con soldi pubblici faccia relazioni sull'attività di giornalisti durante una campagna elettorale.
Come è possibile che un presidente di Regione, già sindaco, pensi di poter incidere sulla linea editoriale di un giornale mandando vademecum all'editore? Non mi sostituisco alla magistratura, che dovrà valutare sull'opportunità delle dimissioni.
Ma è brutto ritrovare Genova e la Liguria sulle prime pagine dei quotidiani nazionali con notizie che infangano la nostra politica. Io faccio parte di quel lato politico che non vede con fastidio i poteri di controllo come la magistratura e i giornalisti».
MARCO BUCCI - ALDO SPINELLI - GIANLUIGI APONTE - GIOVANNI TOTI
La storia è nota: lo staff della comunicazione del presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, per anni ha selezionato articoli sgraditi del Secolo XIX, con commenti e nomi dei giornalisti poco apprezzati per il loro lavoro. Il tutto è finito all'editore del giornale, il presidente di Msc Crociere Pierfrancesco Vago, che a sua volta ha riferito al direttore Michele Brambilla quello che stava succedendo.
C'era anche una linea di indirizzo su come fare il giornale durante la campagna elettorale. Un tentativo di esercitare pressione non andato a buon fine.
[…]
Dopo gli accertamenti dell'Ordine dei giornalisti che ha ritenuto ineccepibile il comportamento del direttore del Secolo XIX, ora c'è un'inchiesta penale che parte dalla querela presentata proprio da Michele Brambilla contro il responsabile dello staff della comunicazione regionale Federico Casabella. Perché si è difeso sostenendo che quei dossier fossero concordati con il direttore del giornale. «Una totale falsità», ribadisce il direttore. «Così come ha mentito Bucci sostenendo di non essere stato lui a inviare i dossier al mio editore».
Il governatore Bucci, che ha rifiutato la nostra proposta di un'intervista, è intervenuto con un post su Facebook: «Visto che il direttore del Secolo XIX ha scelto di rendere nota solo una parte molto limitata dei nostri scambi, lo invito ad autorizzarmi all'intera pubblicazione di tutti i messaggi. Da parte mia nessun problema a farlo».
Il direttore Brambilla ha replicato: «Curioso che il governatore Bucci voglia pubblicare i messaggi tra me e lui e non dica una parola sul tema del giorno: e cioè che lui ha mentito dicendo di non avere mai inviato dossier al mio editore. Lo autorizzo a pubblicare tutte le chat tra me e lui e allo stesso tempo chiedo che lui pubblichi anche tutte le chat tra lui e il mio editore. Altrimenti sarò costretto a pubblicarle io».
2. «IO QUERELO». «E IO PURE» LA GUERRA GENOVESE DEI DOSSIER SULLA STAMPA «NEMICA»
Estratto dell’articolo di Claudio Bozza per il “Corriere della Sera”
«Caso dossier», in Liguria è bufera politica, tra querele e controquerele. Perché Marco Bucci, che in città chiamavano «u scindicu c’u cria» (il sindaco che urla) per via delle sue sfuriate con staff e assessori, oggi alla guida della Regione si ritrova etichettato come «u governatore» che fa i dossier contro i giornali sgraditi.
Un pasticcio politico diventato di portata nazionale, con tanto di indagine in procura, dove si sta vagliando la sussistenza di reati come peculato e diffamazione. La storia è in sintesi questa: dall’ufficio stampa guidato da Federico Casabella, ex cronista de Il Giornale e poi portavoce di Bucci, sarebbero stati confezionati presunti dossier, in cui si contestava giorno per giorno la linea editoriale del Secolo XIX , storico quotidiano di Genova. Queste note sarebbero state inviate non solo al direttore Michele Brambilla, ma anche a Pier Francesco Vago, amministratore delegato di Blue media, società editrice posseduta dall’armatore multimiliardario Gianluigi Aponte.
A inviare queste contestazioni all’editore, allegando foto con titoli sgraditi, sarebbe stato direttamente anche il medesimo governatore.
Il Corriere ha visionato questi presunti «dossier», in cui Bucci suggeriva per esempio all’editore le correzioni da fare su giornale e sito rispetto «a una linea strategicamente a favore di Silvia Salis».
Infatti, il clima peggiora notevolmente quando scende in campo la candidata sindaca del Campo largo, che poi batterà Pietro Piciocchi, uomo del centrodestra e fedelissimo di Bucci. Veleni pesantissimi, rimasti sottotraccia fino a quando il caso diventa pubblico, a causa di un procedimento dell’Ordine dei giornalisti nei confronti di Brambilla, che ne uscirà totalmente pulito.
«Io vengo nominato direttore il 29 settembre 2024 — spiega al Corriere il direttore del quotidiano genovese —. I problemi con Bucci iniziarono da subito: forse pensava che io potessi essere condizionabile o si aspettava che io propendessi verso il centrodestra».
E poi: «Poiché l’editore mi ha sempre lasciato libero e garantito l’indipendenza del Secolo XIX , io questi dossier li ho tollerati per più di un anno — aggiunge Brambilla —. Quando ho saputo che Casabella ha fatto mettere a verbale all’Ordine dei giornalisti che quei dossier erano frutto di un accordo tra me e Bucci, io ho dovuto querelarlo, perché rischiavo sanzioni disciplinari e la sfiducia da parte della mia redazione».
Mentre il portavoce di Bucci annuncia una controquerela: «Non ho mai raccontato menzogne, né mai fatto dossieraggio, tanto più liste di proscrizione contro colleghi giornalisti. La verità verrà fuori: ne sono certo, perché ho sempre agito correttamente».
Secca anche la smentita del governatore ligure: «Il direttore Brambilla ha deciso di rendere pubblici messaggi facenti parte di una conversazione privata — afferma Bucci —. Cosa che il sottoscritto ha scelto convintamente di non fare, per rispetto, legalità e tutela della privacy. Ora mi vedo costretto, però, a difendere la verità dall’ennesima menzogna: smentisco con fermezza il messaggio che Brambilla mi attribuirebbe e che avrei mandato all’editore». […]
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