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IL CAMOSCI D’ORO! IL CAMPIONE DI POKER ENRICO CAMOSCI È FINITO NEL MIRINO DELLA GUARDIA DI FINANZA PER NON AVER MAI DICHIARATO ALCUNE PROPRIE VINCITE AL DI FUORI DELL’UNIONE EUROPEA, SIA DAL VIVO SIA ONLINE. DA QUI LA DENUNCIA PER OMESSA DICHIARAZIONE: RECUPERATI OLTRE 1,5 MILIONI DI EURO. ORA CAMOSCI VIVE A MALTA, MA CIÒ CHE GLI VIENE CONSTATATO È RELATIVO ALLE VINCITE INCASSATE DALLA METÀ DEL 2019 AL 2023, QUANDO ERA RESIDENTE A BOLOGNA...
Federica Nannetti per www.corriere.it - Estratti
«Vengo dall’Italia, da Bologna, e gioco soprattutto tornei online, ma nell’ultimo periodo ho iniziato anche a giocare tornei live». E poi, ancora: «Mi piace vincere, negli anni ho fatto tutta la scalata, sono stato davvero consistente. Ma dal vivo non gioco per i soldi, ma per la competizione».
Si è decritto così in una intervista YouTube di poco tempo fa Enrico Camosci, 31 anni, considerato uno dei migliori giocatori di poker live al mondo; lui che ora è finito nel mirino della Guardia di Finanza. Il Nucleo operativo metropolitano di Bologna delle Fiamme Gialle, in seguito a verifica fiscale, gli contesta di non aver mai dichiarato alcune proprie vincite al di fuori dell’Unione Europea, sia dal vivo sia online.
Da qui la denuncia per omessa dichiarazione: non avrebbe dichiarato vincite tali da recuperare a tassazione oltre 1,5 milioni di euro. Ora vive a Malta, ma ciò che gli viene constatato è relativo alle vincite incassate dalla metà del 2019 al 2023, quando era residente a Bologna.
LA DIFFERENZA TRA I PREMI FUORI E DENTRO L'UNIONE EUROPEA
La ricostruzione della sua posizione, preventivamente condivisa con la locale agenzia delle Entrate e da cui è successivamente scaturita la denuncia alla Procura di Bologna, è stata fatta nello specifico attraverso la ricerca di informazioni sui siti specializzati e sui social: in questo modo è stato possibile appunto recuperare a tassazione oltre 1,5 milioni di euro di redditi da lavoro autonomo, derivanti proprio dall’attività sportiva svolta in forma abituale e professionale al di fuori dell’Unione Europea. Ù
Questo perché, come hanno spiegato le stesse Fiamme Gialle, i premi corrisposti da case da gioco autorizzate all’interno dell’Unione Europea non vanno dichiarati, in quanto soggetti a ritenuta alla fonte, ma lo stesso non vale per quelli conseguiti al di fuori del territorio comunitario. Questi ultimi costituiscono reddito per l’intero ammontare percepito, ma nel caso del giocatore bolognese non sarebbero mai stati dichiarati.
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ENRICO CAMOSCI
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