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di Luisa Mosello per Il Messaggero
Che il Medio Oriente sia una “zona calda” non è un mistero.
Un appellativo riferito a guerre e disordini che ora può essere usato anche in senso effettivamente e propriamente climatico. Perché proprio in questa fetta di mondo qualche giorno fa è stato registrato il picco di caldo record degli ultimi 100 anni sulla terra: 54 gradi centigradi (129.2° F) in Kuwait, a Mitribah e a Basra, seguita da Delhoran in Iran dove si sono toccati i 53.9 gradi.
Il primato assoluto dell’ondata di calore estremo a livello planetario l’aveva conquistato la Death Valley, fra la California e il Nevada, con quel nome che parla da solo ovvero “Valle della morte”. Esattamente nel Furnace Creek Ranch il 10 luglio del 1913, in una giornata a dir poco infernale quando si toccarono addirittura i 56.7 gradi corrispondenti. Una bollente medaglia consegnata da molti esperti di meteorologia.
DEATH VALLEY NATIONAL PARK NEVADA E CALIFORNIA
L’area mediorientale attualmente interessata dal fenomeno presenta anche picchi assai elevati di umidità. Per fare un esempio nella città iraniana di Bandar Mahshahr a una temperatura di soli 41 gradi centigradi se ne percepivano ben 60. Mentre in Kuwait, a Basra con oltre 50 gradi e un basso grado di umidità accadeva il contrario e la percezione era di sentire addosso due tre gradi in meno.
Già qualche mese fa uno studio aveva avvertito del possibile, anzi probabile netto aumento delle temperature in Medio Oriente e in Nord Africa. Talmente corposo da provocare in un futuro non lontanissimo un esodo forzato della popolazioni da alcune aree che
diventeranno invivibili.
Un vero e proprio allarme sui profughi climatici da parte dei ricercatori dell'Istituto Max-Planck che avevano affermato: «Il cambiamento climatico peggiorerà in modo significativo le condizioni di vita. Ondate di calore prolungate e tempeste di sabbia del deserto possono rendere alcune regioni inabitabili, cosa che ovviamente contribuirà alla pressione migratoria».
Gli studiosi hanno previsto una situazione a dir poco “incandescente” calcolando che entro la metà del secolo, in estate il termometro non scenderebbe mai sotto i 30 gradi di notte, raggiungendo anche i 46 gradi di giorno. E nelle giornate più calde potrebbe superare i 50 gradi, cosa che è avvenuta.
tempesta di sabbia crea black out
Altra minaccia le ondate di calore che in queste stesse zone saranno oltre che più intense anche più lunghe. Nel 2050, secondo i calcoli dei ricercatori, se ne conteranno 80 ogni anno.
Nel 2100 il caldo anomalo potrebbe farsi sentire per 118 giorni, quasi quattro mesi all'anno. L’inverno può, anzi deve attendere.
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