san pietro piazza spina di borgo

UNA SPINA NEL FIANCO DEL DUCE - MOLTI SANNO CHE PRIMA DELLA CREAZIONE DI VIA DELLA CONCILIAZIONE, SI ARRIVAVA A PIAZZA SAN PIETRO ATTRAVERSO UN DEDALO DI PALAZZI, CONOSCIUTO COME 'LA SPINA DI BORGO'. POCHI SANNO COME APPARISSE IL QUARTIERE PRIMA CHE MUSSOLINI LO RADESSE AL SUOLO - LE FOTO E I VIDEO, PRIMA E IL DOPO

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via della conciliazione prima della demolizione della spina di borgo via della conciliazione prima della demolizione della spina di borgo

1. SAN PIETRO E VIA DELLA CONCILIAZIONE, PRIMA E DOPO LA DISTRUZIONE DELLA 'SPINA DI BORGO'

Da http://www.romaierioggi.it/

 

Foto scattata dalla cupola di San Pietro, inquadra un panorama bellissimo che arriva oltre Castel Sant’Angelo. Al centro si può notare ancora la presenta della spina di Borgo che verrà demolita tra il 1936 e il 1937 per far posto all’attuale Via della Conciliazione.

 

 

 

2. VIDEO - QUANDO ROMA CAMBIÒ VOLTO, LA DISTRUZIONE DELLA "SPINA DI BORGO"

 

 

Da www.repubblica.it del 21 maggio 2014 - Presentato al padiglione del Vaticano del salone del libro di Torino, la videoinstallazione Simmetrie vol. 2: la via della Conciliazione (con la regia di Roland Sejko, vincitore del David di Donatello con il documentario Anija e il montaggio di Luca Onorati) racchiude un viaggio nel tempo in un luogo  simbolico come Via della Conciliazione a Roma attraverso le immagini dell' archivio storico Luce.

 

via della conciliazione oggi via della conciliazione oggi

La strada fu creata a partire dal 1936 con la demolizione della "Spina di borgo", un isolato del quartiere, in seguito alla riconciliazione ufficiale tra lo stato italiano e la Santa Sede del 1929. Fu completata in occasione del giubileo nel 1950 con l'installazione di due file di portalampioni a forma di obelisco. Durante la ristrutturazione della via, vennero abbattuti molti monumenti tra i quali il palazzo dei Convertendi (di Bramante e Baldassarre Peruzzi) e della chiesa di San Giacomo a Scossacavalli.

 

 

3. VIA DELLA CONCILIAZIONE

Estratto da www.romasegreta.it

 

spina di borgo piazza san pietrospina di borgo piazza san pietro

La cultura italiana ufficiale nella sua rappresentanza romana fu investita, agli inizi del secolo, da una volontà di trasformare Roma da ex capitale del secolare Stato Pontificio a nuova capitale di quello italiano sorto dal 1 S.Maria in TraspontinaRisorgimento. Si pensarono, così, nuovi quartieri e grandi sventramenti su cui si gettarono gli interessi degli immancabili speculatori.

 

mussolini visita il cantiere di via della conciliazionemussolini visita il cantiere di via della conciliazione

La Spina dei Borghi, gli edifici cioè compresi tra le due strade parallele denominate Borgo Vecchio e Borgo Nuovo, si salvò da questi progetti demolitori fino al 1936, quando una variante al Piano Regolatore del 1931 ne decise la demolizione. Benito Mussolini in persona chiese di esaminare "un ingresso al maggior tempio della cristianità degno dell'Urbe, al posto del meschinissimo ingresso dei Borghi" ed incaricò dell'opera gli architetti Piacentini e Spaccarelli.

 

la demolizione della spina di borgola demolizione della spina di borgo

Il Duce, alle ore 9 del 28 ottobre 1936, vestendo la divisa di comandante generale della Milizia, giunse a piazza Pia, sulla testata dei Borghi verso Castel S.Angelo, salì sulla terrazza di un palazzo e qui, sotto lo sguardo di ministri e prelati, seguito da una folla plaudente e accompagnato dagli inni suonanti di una banda, diede il primo colpo di piccone. L'8 ottobre 1937 la demolizione di ben 600.000 metri cubi costruiti era terminata. La strada fu terminata nel 1950 con l'erezione di due file di obelischi in funzione di lampioni, 28 in tutto.

la demolizione della spina di borgo  la demolizione della spina di borgo

 

Il nome di via della Conciliazione, su proposta del giornalista Franco Franchi, intese ricordare la storica pace fra Chiesa e Stato, i Patti Lateranensi. Con l'apertura del grande stradone perdemmo un pezzo tra i più antichi della Roma medioevale e rinascimentale; come se non bastasse, tutti gli edifici dei lati esterni dei Borghi Vecchio e Nuovo furono amputati, traslocati o pseudorestaurati in modo di allinearli con i giardini di Castel S.Angelo e con il lungotevere che scorreva davanti ad esso.

 

san giacomo a scossacavallisan giacomo a scossacavallipiazza scossacavalli con la chiesa in fase di demolizionepiazza scossacavalli con la chiesa in fase di demolizionela demolizione della spina di borgo     la demolizione della spina di borgo la demolizione  della spina di borgola demolizione della spina di borgo

Si demolirono e si trasferirono su via della Conciliazione, con una nuova forma, il Palazzo dei Convertendi ed il palazzo Rusticucci (di quest'ultimo in pratica si salvò soltanto la piccola fontana oggi situata nei giardini di S.Alessio), mentre scomparvero del tutto la "casa di Giacomo da Brescia", la chiesa di "S.Giacomo in piazza Scossacavalli", la chiesa di "S.Michele Arcangelo", insieme a tutte le case che erano costruite a ridosso del Passetto. La bella fontana che ornava "piazza Scossacavalli", costruita su progetto del Maderno, fu smontata e trasferita davanti a S.Andrea della Valle.