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COME SI E’ ARRIVATI ALLA GUERRIGLIA DI TORINO? LA DIGOS SI ASPETTAVA CHE IL CORTEO VENISSE INFILTRATO DAI “PROFESSIONISTI DELLA VIOLENZA”. I POSTI DI BLOCCO E LE CHAT SU TELEGRAM DEI FACINOROSI IN CUI SI CONSIGLIAVA IL “MALOX, L’ACETO E IL SUCCO PURO DI LIMONE PER CONTRASTARE L’EFFETTO DEI LACRIMOGENI” E DI “STACCARE LA BATTERIA” DEL CELLULARE PER IMPEDIRE “ALLE GUARDIE DI ASCOLTARE LE CONVERSAZIONI” – IL TRATTO DI STRADA IN CUI GLI ANTAGONISTI HANNO SCATENATO GLI SCONTRI NON RIENTRAVA FRA LE STRADE INDICATE DALLA QUESTURA NEL PERCORSO DEL CORTEO - L’AGGUATO DEI BLACK BLOC AL REPARTO MOBILE DI PADOVA E L’AGGRESSIONE ALL’AGENTE ALESSANDRO CALISTA RIMASTO ISOLATO…
Federico Gottardo per repubblica.it - Estratti
scontri al corteo di askatasuna a torino
L’ora “X” sono le 17.50 di sabato, quando a Torino vengono lanciate le prime bombe carta. Poi sono piovute pietre e bottiglie, sono stati incendiati cassonetti, bancali e una camionetta della polizia, l’agente Alessandro Calista è stato accerchiato e aggredito da undici antagonisti, di cui uno già arrestato. Ma come si è arrivati a tutto questo?
Le indagini e le responsabilità
Mentre gli investigatori cercano di risalire agli altri black bloc, in questura si ragiona anche sulla gestione della giornata di tensione. A partire dalla prevenzione e dal dispositivo di sicurezza predisposto dal questore Massimo Gambino, arrivato meno di un mese fa da Bari.
Le previsioni della Digos e i controlli preventivi
La Digos si aspettava che, in mezzo al pacifico corteo di 20mila persone in sostegno del centro sociale Askatasuna, si infiltrasse qualche centinaio di professionisti della violenza provenienti da tutta Italia e dall’estero.
scontri al corteo di askatasuna a torino
Infatti sono scattati controlli lungo strade e autostrade ma anche nelle stazioni e all’aeroporto di Caselle, con 772 identificate fra venerdì e sabato, dieci persone portate in questura, 24 fogli di via, 10 avvisi orali, sette Daspo urbani. Ma non sono bastati a fermare i circa 1.500, fra antagonisti e anarchici, che si sono “cambiati d’abito” mentre il corteo percorreva corso San Maurizio.
Le chat su Telegram
Anche perché, sulle chat Telegram, correvano gli avvisi sui posti di blocco e un “manualetto” di sei pagine in cui si consigliava il «Malox, l’aceto e il succo puro di limone per contrastare l’effetto dei lacrimogeni» e di «staccare la batteria» del cellulare per impedire «alle guardie di ascoltare le nostre conversazioni».
La strategia del contenimento
La strategia del contenimento ha comunque impedito assalti agli obiettivi sensibili e scontri nella centralissima piazza Castello, come lo scorso ottobre. Ma non qualche centinaio di metri più in là: in centro c’erano circa mille poliziotti, carabinieri e finanzieri, che hanno evitato disordini “accompagnando” il corteo pacifico fino all’incrocio fra corso Regina Margherita e corso Regio Parco.
un manifestante pacifico al corteo di askatasuna a torino lancia un estintore contro la polizia
La divisione del corteo
È qui che i manifestanti si sono divisi: i pacifici hanno proseguito secondo il percorso stabilito, i violenti hanno svoltato a destra. Dove le forze dell’ordine erano sì piazzate ma a pochi passi dalla sede dell’ex centro sociale: in mezzo c’era un chilometro di strada che antagonisti e anarchici si sono presi, avanzando verso il blocco.
Il chilometro della guerriglia
La guerriglia è esplosa lì, travolgendo anche auto e cassonetti: come spiegherà il sindaco Stefano Lo Russo nella sua relazione di oggi pomeriggio in Consiglio comunale, corso Regina non rientrava fra le strade indicate dalla questura nel percorso del corteo.
(…)
Il caso Callista e il reparto mobile di Padova
alessandro calista aggredito durante il corteo per askatasuna a torino 3
Il caso più eclatante è quello del poliziotto Calista, poi finito in ospedale e visitato anche dalla premier Giorgia Meloni ieri mattina: in servizio al Reparto mobile di Padova, la sua squadra era una delle tante schierate a protezione dell’ex centro sociale. Che, a un certo punto, sono state praticamente accerchiate dai black bloc: oltre che da corso Regina, i violenti hanno attaccato dalle vie laterali, dai controviali e dal giardino del campus universitario.
È lì che, durante un’avanzata, Calista è rimasto isolato dal resto dei colleghi ed è stato accerchiato e aggredito. Fino a quando un collega lo ha soccorso, proteggendolo con lo scudo e riportarlo dietro lo schieramento delle forze dell’ordine.
alessandro calista aggredito durante il corteo per askatasuna a torino 2
alessandro calista aggredito durante il corteo per askatasuna a torino 1
alessandro calista aggredito durante il corteo per askatasuna a torino 4
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