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Ilaria Sacchettoni per il “Corriere della Sera”
Disprezzandosi si accordavano. Divisi in pubblico ma sodali nel business , funzionari pubblici e costruttori privati finivano sempre per trovare l’intesa.
In questa storia di corruzione Capitale che gli investigatori definiscono «endemica» trova spazio anche il sentimento di saturazione/disgusto che fa supplicare l’imprenditore (intercettato) di non finire allo stesso tavolo dell’architetto comunale a cui spesso allunga mazzette: «Nun me lo mette’ vicino al tavolo, metteme lontano, è un architetto dell’ufficio tecnico del Comune che io praticamente col fatto delle costruzioni, ogni tanto, hai capito? Lo devo foraggia’... perché c’è sempre... capito come fanno questi?». In un caso l’imprenditore definisce i funzionari pubblici con le loro pretese: «So’ pozzi senza fine...» .
Ventidue arrestati, 29 indagati e 40 perquisizioni effettuate dai finanzieri delle Unità Speciali. L’operazione «Vitruvio» ha ricostruito il sodalizio finalizzato alla corruzione tra i cantieri edili tra la periferia Nord di Casalotti, Boccea e Selva Candida e i confini pregiati (ma anche, teoricamente, sottoposti a vincoli) del parco di Veio. Con un vero e proprio tariffario, per eludere i controlli di legge ed evitare sanzioni, che va dai 5 mila euro versati per una semplice ispezione ai 30 mila per il decisivo accertamento di conformità.
Tra i reati contestati dal pubblico ministero Erminio Amelio la corruzione, la concussione e la rivelazione del segreto d’ufficio. In carcere sono finiti dieci funzionari pubblici e dodici imprenditori.
Un gruppo di funzionari municipali e delle Asl si sarebbero accordati, di volta in volta, con imprenditori privati per eludere varie norme (dal piano regolatore alle compensazioni in termini di forniture di parcheggi, dai servizi alla sicurezza sui cantieri fino all’allaccio alle fognature) in cambio di mazzette. I più zelanti non solo «omettevano atti d’ufficio», ma arrivavano a «suggerire quali modifiche apportare ai lavori per far ottenere al costruttore il massimo (illecito) vantaggio».
«È la punta di un iceberg, purtroppo la legge sulla corruzione per induzione non ci aiuta, le denunce sono poche» spiega in conferenza stampa il procuratore aggiunto Francesco Caporale. Qualche esempio dalle intercettazioni. Il funzionario Stefano Biagini, al telefono con un imprenditore, lo rassicura sul proprio modo di lavorare. Ci si allarga rispetto al progetto? Nessun problema: «N’appartamento già l’ho sistemato, mo’ ce sta quello che praticamente vado a sistema’ sta settimana... cioè già ho raggiunto tutte le certificazioni che sta a posto... praticamente io con il piano casa quello diventa 50 metri sopra e sotto saranno altri quaranta...».
PROCURATORE FRANCESCO CAPORALE
Altrove è l’imprenditore a proporre lo scambio, come Guido Bizzarri al funzionario Asl Marcello Fioravanti: «Siccome che entro il 5 o 6 maggio dovrei incominciare il lavoro che ha una durata di due o tre mesi a via del Casale di San Basilio che non è zona sua, eventualmente, avrei necessità, sempre dietro lauta ricompensa...». Immancabile l’omaggio all’ispettore del cantiere di turno. Così (altra intercettazione) uno degli indagati, Claudio Rampazzi dice a Pulcini, identificato come Walter Pulcini, imprenditore: «Te stavo a pensa’ ieri perché me stavo a mette’ quell’orologio che m’avevi regalato te. Te ricordi? ».
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