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“DAL 1945 AL 1948 L’ITALIA E LA SUA INTELLIGENCE PRECIPITARONO IN UN CONFLITTO LATENTE” – LO STORICO ALDO GIANNULI NEL LIBRO “OMBRE SULLA REPUBBLICA” RACCONTA LE TRAME OSCURE E I TENTATIVI DI DESTABILIZZAZIONE DOPO IL REFEFENDUM DEL 2 GIUGNO 1946: “FINITA LA SECONDA GUERRA MONDIALE L'ITALIA ERA UN CROCEVIA DI SPIE, DI AGITATORI PRONTI A TUTTO, RUSSI, INGLESI, AMERICANI, SIONISTI E JUGOSLAVI. DA UNA PARTE GLI EX FASCISTI TRATTAVANO CON DC E PCI, DALL'ALTRA SI ORGANIZZAVANO GRUPPI MINACCIOSI COME I FASCI DI AZIONE RIVOLUZIONARIA” – IL RUOLO DEL GENERALE MARIO ROATTA CHE, RIFUGIATOSI IN VATICANO, “ORGANIZZÒ UN GOLPE CON LA COMPLICITÀ DELLA SPAGNA DI FRANCO. PIO XII ERA A CONOSCENZA DELLE TRAME DI ROATTA?” – L’“ABBOCCAMENTO” TRA TOGLIATTI E ALMIRANTE, CHE OTTENNE L’AMNISTIA IN CAMBIO DEL VOTO DEI NEOFASCISTI ALLA REPUBBLICA…
Estratto dell’articolo di Mirella Serri per “La Stampa”
Aldo Giannuli - Ombre sulla Repubblica
Le scoperte non finiscono mai. Fatto il referendum il 2 giugno e fatta la Repubblica ecco apparire fin dall'estate del 1946 tentativi di destabilizzazione, trame oscure, cunicoli segreti, per dirla con una metafora, da cui potevano spuntare armati gli agenti dell'eversione.
Tante le attività occulte mai rivelate dietro le verità più note: ora le prime vengono raccontate da Aldo Giannuli - politologo e storico noto per i suoi studi sulla strategia della tensione e sull'intelligence - nel libro Ombre sulla Repubblica (Pomnte alle Grazie) [...]
Dove ha reperito le notizie sulla variegata congerie di tentati smottamenti e di possibili colpi di Stato all'alba dell'Italia repubblicana? Parla di "guerra civile latente" tra la fine del conflitto mondiale e il 1948, destinata a sfociare poi nella guerra fredda. Di che si tratta?
«Ho ritrovato documenti inediti e di archivio che tracciano la storia dell'Italia come un via vai inquietante e pericoloso. Terminata la Seconda guerra mondiale l'Italia era un crocevia di spie, di agitatori pronti a tutto, russi, inglesi, americani, sionisti e jugoslavi.
Da una parte gli ex fascisti trattavano con i partiti, dalla Dc al Pci, ma dall'altra si organizzavano gruppi minacciosi come i Far, che ebbe tra i fondatori Pino Romualdi. I Far, o Fasci di Azione Rivoluzionaria, erano composti da giovani reduci della Repubblica Sociale Italiana che avevano una struttura paramilitare e si dichiaravano "pronti all'azione diretta"».
Esistevano movimenti insurrezionali di monarchici, convinti che vi fossero stati brogli elettorali nel conteggio sul referendum?
«Un rapporto del settembre 1946 registra la nascita del Movimento monarchico e neofascista. A Milano, per esempio, ecco Cesare Carnevali, comandante di formazioni partigiane monarchiche. Era una personalità decisa e machiavellica.
Durante il periodo immediatamente pre-elettorale Carnevali aveva organizzato squadre di carabinieri attraverso il Partito Democratico Italiano di ispirazione monarchica che era nato nel 1944. […]».
In un clima denso di cospirazioni però c'erano anche insoliti accordi e trattative. Quali?
«Giorgio Almirante ebbe un interessante abboccamento con Palmiro Togliatti. Gli ex fascisti, o neofascisti che dir si voglia - il Msi fu fondato di lì a poco, il 26 dicembre 1946, da ex esponenti della Repubblica Sociale Italiana, come Almirante e Romualdi -, diedero il loro voto alla Repubblica. In cambio ottennero l'amnistia dal Guardasigilli: il provvedimento di clemenza entrò in vigore proprio dopo la votazione del 22 giugno 1946».
FAR - FASCI DI AZIONE RIVOLUZIONARIA
Altre possibili manovre militari per destabilizzare le neonata Repubblica?
«Una nota informativa del 6 ottobre 1946, contrassegnata dalla scritta "formazioni clandestine armate", parla dei "gruppi Messe, Guzzoni, Sorice". Il generale Giovanni Messe era veramente un pezzo da novanta: il 23 gennaio 1943 era stato nominato a capo della Prima Armata in Tunisia, impegnata, sotto il comando di Rommel, nella campagna di Tunisia.
Sarà Capo di Stato Maggiore Generale sino al 1945. Il consesso dei "clandestini armati" era comunque costituito da ufficiali che potevano contare su una rete di solidissimi rapporti con gli alti gradi dell'esercito. Il generale voleva esercitare quella che in spagnolo viene chiamata "intentona" o avvertimento minaccioso [...]
Il vero deus ex machina in questo movimento di sovversivi e anticomunisti lei scrive che fu il generale Mario Roatta. Come mai?
«Roatta puntava a un vero golpe. L'ufficiale di Modena quando era comandante della 2ª Armata in Croazia ordinò di ‘applicare le sue disposizioni senza false pietà' nella guerra partigiana, dando così inizio a una vera e propria azione di terrore contro i civili. "Se necessario, non rifuggire da usare crudeltà", sentenziò.
Mesi dopo su Roatta ricaddero numerose accuse per la mancata difesa di Roma dalla Wehrmacht tedesca, fu arrestato e poi chiamato in giudizio per l’omicidio dei fratelli Rosselli dall’Alto commissariato per le sanzioni contro il fascismo.
A marzo del 1945 Roatta evase dall’ospedale militare e si nascose in Vaticano. Giuseppe Saragat scrisse che “il suo silenzio era d’oro per molte persone”. Mentre soggiornava nelle dimore papaline mise a punto il progetto di golpe con la complicità della Spagna di Francisco Franco che poi lo accolse quando decise di abbandonare la Penisola.
Pio XII era a conoscenza delle trame di Roatta? Difficile dirlo, comunque nella cordata golpista, poi smascherata e fallita, erano inclusi i cattolicissimi Cavalieri di Colombo».
Quando cominciarono a scemare complotti e tentativi insurrezionali?
«Il voto del 18 aprile 1948 segnò una svolta. Era la nascita del regime che avrebbe retto l'Italia per 40 anni senza grandi modifiche. Si diffuse nella pubblica opinione il comune sentire che non esistesse una possibilità di alternanza ma solo una maggioranza.
papa pio xii - eugenio pacelli
L'Italia divenne il Paese più stabile e più immobile dell'area mediterranea. Altre furono le ombre sulla Repubblica, altri i progetti di golpe in un contesto storico radicalmente cambiato».
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