pnrr giorgia meloni

“IL PNRR È UN’OCCASIONE PERSA, CON EFFETTI SUL DEBITO CHE SI VEDRANNO NEI PROSSIMI ANNI” – L’ECONOMISTA VERONICA DE ROMANIS SPIEGA PERCHÉ IL RECOVERY NON HA RILANCIATO LO SVILUPPO DELL’ITALIA, ANZI: “ERA UNO STRUMENTO CREATO CON LO SCOPO DI FINANZIARE RIFORME E INVESTIMENTI, NON BONUS E SUSSIDI. COSÌ NON È STATO. BASTI PENSARE CHE 14 MILIARDI DI RISORSE DEL PNRR SONO STATI DESTINATI AL FINANZIAMENTO DEL SUPERBONUS, NONOSTANTE L'EUROPA LO ABBIA DEFINITO UN SUSSIDIO ‘REGRESSIVO’ E ‘INEFFICACE’. L'ATTUALE GOVERNO HA PIÙ VOLTE RIVISTO IL PIANO, FINO A TRASFORMARLO IN UNA LUNGA LISTA DELLA SPESA…”

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Estratto dell’articolo di Veronica De Romanis per “la Stampa”

 

PNRR

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) non sta contribuendo a rafforzare il potenziale di sviluppo del Paese. È questo, in estrema sintesi, l'impatto atteso dal governo nel quadriennio 2025-2029. Tradotto: i circa 200 miliardi messi in campo dall'Europa non sono serviti a incrementare la crescita potenziale del Paese che, peraltro, è già molto contenuta. Nello specifico, il Piano sottrarrà circa due decimi di punto percentuale alla nostra crescita potenziale.

 

Stime di questo tipo sorprendono visto che il Pnrr nasceva con l'obiettivo opposto: rafforzare l'economia, renderla più efficiente e più attrattiva. E invece il risultato appare rovesciato. Che cosa non ha funzionato?

 

lavori finanziati con i fondi del pnrr

[…] Nel Documento di Finanza Pubblica approvato la scorsa settimana emerge che la crescita potenziale - ossia la quantità di risorse che un'economia può produrre se i fattori di produzione vengono impiegati nel migliore dei modi - si attesterà attorno allo 0,7 per cento nei prossimi anni, quasi la metà della media dell'area euro.

 

Un risultato tutt'altro che brillante. Le componenti lavoro e capitale contribuiscono per circa mezzo punto percentuale. La terza componente, la cosiddetta produttività totale dei fattori - che misura il grado di efficienza di un sistema economico - fornisce invece un contributo negativo pari - appunto - a -0,2 punti. Eppure, era proprio su questo indicatore che il Pnrr avrebbe dovuto agire, migliorandolo.

 

il video di giorgia meloni sul pnrr 2

Come è noto, gli Stati europei, e in particolare quelli del Nord - avevano sostenuto l'introduzione di questo strumento con l'obiettivo di favorire la convergenza tra economie, aiutando principalmente quelle rimaste indietro. […]

 

Il nuovo strumento, dunque, è stato creato con lo scopo di finanziare riforme e investimenti, non bonus e sussidi. Si chiama, infatti, Next Generation EU: i fondi servono per il futuro, ossia per rafforzare la produttività, non per distribuire risorse nell'immediato.

 

A guardar bene, però, così non è stato. Almeno per noi. Basti pensare che circa 14 miliardi di risorse del Pnrr sono stati destinati al finanziamento del Superbonus 110 per cento nonostante l'Europa lo abbia definito un sussidio "regressivo" e "inefficace".

Sia chiaro: le responsabilità sono diffuse e attraversano più governi.

 

imprese edili e fondi pnrr

Il Conte 2 ha presentato il Pnrr come un successo negoziale, senza chiarire che l'entità (significativa) delle risorse assegnate all'Italia rifletteva - semplicemente - la nostra debolezza strutturale. In altre parole, peggio sei messo, più ottieni.

 

Successivamente, il governo Draghi lo ha definito "debito buono", fornendo un alibi perfetto a chi voleva prendere l'insieme dei fondi subito. E, infatti, i 121 miliardi di debito e i restanti 80 di trasferimenti a fondo perduto sono stati attivati tutti sin dall'inizio: nessuna gradualità (come deciso dalla Spagna) nessuna prudenza (come Francia e Germania che hanno scelto di non usare la parte a debito).

 

veronica de romanis foto di bacco

Infine, l'attuale esecutivo - che ne ha gestito l'implementazione -, lo ha più volte rivisto, fino a trasformarlo in una lunga lista della spesa con poche riforme e molti interventi di manutenzione dell'esistente.

 

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l'ottanta per cento degli interventi ha dimensioni inferiori al miliardo e molti riguardano progetti già esistenti, piuttosto che nuove iniziative capaci di cambiare il potenziale di crescita del Paese.

 

il pnrr e lo stanziamento dei fondi per settori – la stampa

In definitiva, il Pnrr appare come un'occasione persa, con effetti sul debito che si vedranno nei prossimi anni. Eppure, in molti - sia dalle fila della maggioranza sia da quelle dell'opposizione - ne chiedono una replica.

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