DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH…
È SEMPRE TAJANI CONTRO SALVINI – SI RIACCENDE LO SCAZZO NELLA MAGGIORANZA PER LA SCELTA DEL NUOVO PRESIDENTE DELLA CONSOB - TAJANI CONTINUA AD OPPORSI, DOPO LO STOP IMPOSTO DUE MESI FA IN CONSIGLIO DEI MINISTRI, ALLA NOMINA DEL SOTTOSEGRETARIO LEGHISTA FEDERICO FRENI: “NON CREDO CHE UN POLITICO DEBBA OCCUPARE LA POLTRONA DELL'AUTORITÀ PER LA VIGILANZA DEI MERCATI FINANZIARI” – DALLA LEGA ARRIVA LA REAZIONE STIZZITA: “SIAMO SCONCERTATI PERCHÉ, A POCHI GIORNI DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, IL PARTITO DI SILVIO BERLUSCONI PREFERISCE POLEMIZZARE SU CONSOB” – COME DAGO-DIXIT, LO STOP A FRENI È LEGATO ALL’INDAGINE DELLA PROCURA DI MILANO SUL “CONCERTO” NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI…
DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…
Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”
federico freni - giancarlo giorgetti - foto lapresse
La scelta del nuovo presidente della Consob agita la maggioranza. Di nuovo. A quasi due mesi dalla fumata nera in Consiglio dei ministri, quando l'indicazione del sottosegretario leghista all'Economia Federico Freni fu bloccata da Forza Italia, sono gli azzurri a tornare sulla questione. Lo fa il leader del partito Antonio Tajani.
Ribadisce il no a Freni perché – spiega – «le decisioni devono essere collegiali». Il riferimento è alla genesi della designazione, che per i forzisti è stata gestita in solitaria da palazzo Chigi, con la sponda del Carroccio. [...]
La contrarietà al vice di Giancarlo Giorgetti al Mef è legata al profilo: «Non credo – insiste Tajani – che un politico debba andare a occupare la poltrona» dell'Autorità per la vigilanza dei mercati finanziari.
Le parole del leader di FI fanno infuriare Matteo Salvini, che negli scorsi giorni ha blindato la candidatura di Freni. Detto, fatto. Fonti del partito di via Bellerio fanno sapere che «la Lega è sconcertata perché, a pochi giorni da un referendum decisivo sulla giustizia, il partito fondato da Silvio Berlusconi preferisce polemizzare su Consob».
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse
Il "pizzicotto" agli azzurri sulla giustizia va anche oltre. Sollecita un impegno maggiore proprio sul referendum in programma il 22 e 23 marzo. E schiera gli oltre 1.200 gazebo che la Lega allestirà nel fine settimana per il Sì. «Confidiamo – aggiungono le stesse fonti – che tutti gli alleati facciano lo stesso anziché polemizzare su altro».
[...]
Con il referendum di mezzo, una decisione a stretto giro non è in vista. Anche perché – ragionano fonti di governo – la reggenza dell'Authority affidata ai quattro commissari alla scadenza del mandato di Paolo Savona – con la consigliera più anziana Chiara Mosca nel ruolo di presidente vicario – è iniziata da qualche giorno.
FEDERICO FRENI ALLE PRESE CON LE SALSICCE A PONTIDA
Nel frattempo, Forza Italia e Lega schierano i loro candidati. Gli azzurri puntano su un tecnico: la ricerca si starebbe concentrando su una terna di professori. Il Carroccio, invece, tiene il punto su Freni. Il profilo del sottosegretario al Mef non dispiace affatto a FdI, il partito della premier Giorgia Meloni. Ma il puzzle della maggioranza è tutto da comporre.
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