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Federico Rampini per www.repubblica.it
Di tutte le invenzioni dell’èra digitale è la più diffusa, la più banalizzata, forse anche quella che più di ogni altra ha invaso la nostra vita. Essenziale, e per questo stramaledetta tante volte al giorno. Ma la email aveva un inventore.
Era l’americano Ray Tomlinson: è morto ieri all’età di 74 anni. L’annuncio è stato dato alla Cnn dal suo ultimo datore di lavoro, l’azienda di elettronica e tecnologie militari Raytheon (il dettaglio aiuta a ricordarci che anche Internet nacque originariamente da un progetto di ricerca militare della Darpa, un ufficio del Pentagono).
La sua invenzione dei messaggi online, che qualcuno ancora oggi chiama “posta elettronica” – un po’ come chiamare Twitter “telegrafo digitale” – risale al 1971. Incredibile. Perché per la stragrande maggioranza di noi la “scoperta” delle email è ben più tardiva, arriva un quarto di secolo dopo. Io che credevo di essere un veterano perché ho ancora l’indirizzo Aol tanto in voga in California alla fine degli anni Novanta…
Secondo le sue biografie Tomlinson dopo gli studi al Massachusetts Institute of Technology (Mit) stava lavorando in un’azienda di Boston quando cominciò a studiare un modo per inviare messaggi via computer che fosse al tempo stesso più facile e universale delle messaggerie elettroniche esistenti fino agli anni Settanta.
Tra le sue idee ci fu la “chiocciola”, il segno @ che è diventato universale per gli indirizzi email. In inglese la scelta era facile, quel segno infatti si legge “at” che è la preposizione indicativa del luogo. E’ anche l’unica preposizione disponibile sulla tastiera di un computer, come spiegò lui.
Tomlinson in un’intervista a Verge nel 2012 ricordò che all’epoca della sua invenzione il mondo della messaggeria era alla preistoria: erano poco diffuse le segreterie telefoniche per cui quasi nessuno poteva “lasciare un messaggio” a chi non era disponibile per rispondere a una chiamata. L’idea di poter depositare un messaggio leggibile su un computer gli parve rivoluzionaria. E lo era.
Oggi esistono nel mondo quasi 4 miliardi di indirizzi email. Le email che rappresentano “traffico aziendale” (le uniche per le quali sembra esistere una rilevazione aggregata) raggiungono i 100 miliardi all’anno. La maggioranza delle quali sono perfettamente inutili. Ma di questo, Tomlinson non ha colpa.
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