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"ERO LÌ PER UN MASSAGGIO SHIATSU" (ORA SI DICE COSÌ?) - L'IMBARAZZO DEI CLIENTI DI UN "CENTRO MASSAGGI" DI TORINO CHIUSO, NEL 2019, PER SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE: LE SIGNORINE CHE CI LAVORAVANO OFFRIVANO PRESTAZIONI SESSUALI - ORA, LA PROCURA CHIEDE LA CONDANNA PER I TRE GESTORI CINESI. AD ACCUSARLI UNA ESCORT RUMENA - NEI MESI SCORSI SONO STATI ASCOLTATI COME TESTIMONI 27 CLIENTI, CHE IMBARAZZATI SI ARRAMPICANO SUGLI SPECCHI: "IO NON RICORDO PERCHÉ ERO ANDATO AL CENTRO MASSAGGI", "QUEI LOCALI AVEVANO OTTIME RECENSIONI SUL WEB”.
Estratto dell’articolo di Luca Ronco per www.torinotoday.it
Quattro anni di carcere e 6mila euro di multa ciascuno per due fidanzati che negano di avere una relazione sentimentale, due anni di reclusione per il loro presunto complice.
Oggi, 22 maggio, la sostituta procuratrice Alessandra Provazza ha chiesto tre condanne a queste pene per gli ex gestori di due centri massaggi orientali, a Torino.
Tutti di origini cinesi, sono accusati di sfruttamento della prostituzione perché al loro interno diverse donne incontravano i clienti per incontri sessuali, come veniva riportato anche in una lunga serie di post su siti erotici.
Le avvocate Carla Ardoino e Stefania Rullo chiedono di assolvere gli imputati perché, a loro avviso, nel lungo dibattimento del processo non sono state fornite le prove del reato commesso. La sentenza è attesa a luglio.
I fatti risalgono al 2019 e sono stati portati all’attenzione degli inquirenti da una delle escort, di origini rumene. Inizialmente aveva riferito solo presunte anomalie nel versamento dei contributi, poi è andata oltre e ha riferito ben altro. Secondo il suo racconto, le prostitute incontravano i clienti direttamente ai centri massaggi. [...]
Dopo la denuncia, la donna è tornata in Romania. Chiamata a testimoniare in tribunale, ha sempre disertato le udienze. “Si è comportata da grande accusatrice, ma al momento di raccontare al giudice la verità ha preferito stare a casa sua – ha incalzato oggi l’avvocata Ardoino – La realtà dei fatti è molto diversa da quella che ha raccontato lei. I miei assistiti non hanno organizzato né tanto meno gestito alcun giro di prostituzione. Vivono in Italia da parecchio tempo, con regolari documenti”.
Nei mesi scorsi, 27 clienti delle prostitute sono stati sentiti come testimoni. Molti di loro hanno parlato in tribunale con evidente imbarazzo, addirittura negando di aver cercato e ottenuto incontri sessuali.
“Io non ricordo perché ero andato al centro massaggi” ha detto un professionista. Un altro uomo: “Facevo massaggi shiatsu e tantra”. La pm, in questo caso, aveva replicato: “Ma per favore, mica lì si facevano massaggi terapeutici”.
Qualcuno è stato più esplicito: “Le prestazioni costavano 100 o 120 euro. Sono andato sei volte”. E ancora: “Cercavo dei massaggi, quei locali avevano ottime recensioni sul web”.
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