eva riccobono valentino garavani

“IL CARATTERE TERRIBILE DI VALENTINO? QUANDO SI ARRIVA A QUEI LIVELLI DI PERFEZIONE PRETENDI LA PERFEZIONE ANCHE DAGLI ALTRI” – EVA RICCOBONO RICORDA GLI ANNI SULLE PASSERELLE A SFILARE PER LO STILISTA: “SOGGEZIONE? FACEVO LA SUA IMITAZIONE E LUI RIDEVA COME UN PAZZO GRIDANDOMI ‘BRAVA, BRAVA’. PER NOI MODELLE AVEVA SEMPRE UN SORRISO, UNA PAROLA GENTILE. MI RICORDO CHE RIDEVAMO QUANDO LO VEDEVAMO VERSARE L'ACQUA MINERALE NELLE CIOTOLE DEI SUOI ADORATI CARLINI, CHE TRATTAVA COME FIGLI. A 21 ANNI UNA VOLTA ARRIVAI IN HOTEL E TROVAI SUL LETTO UNO SPLENDIDO ABITO ROSSO VALENTINO CON UN BIGLIETTO. PIANSI DALLA GIOIA…”

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1 - EVA RICCOBONO: “LE BATTUTE E I SUOI CARLINI ADORATI QUANTE RISATE PRIMA DI SFILARE

Estratto dell’articolo di Michela Tamburrino per “la Stampa”

 

Bella, come una top model ha il dovere di essere ma anche spiritosa, allegra, burlona: questa è Eva Riccobono, l'indossatrice prediletta per anni dal grande Valentino, e questa era la caratteristica che più piaceva al grande couturier, la voglia di sorridere, di divertirsi, di gioire del più bel mestiere del mondo, se fatto a quei livelli altissimi.

 

[…]

lei ha un ricordo personale che vuole condividere?

«[…] voglio ricordare Valentino uomo di enorme ironia, istrionico, divertente, pronto alla battuta, pronto al gioco in ogni occasione, persino quando meno te lo aspettavi. Era così con tutti, lo staff a lui più vicino, i lavoranti, noi indossatrici. E ce ne voleva per smettere di ridere!».

 

Eva, quanti anni ha lavorato con lui?

valentino garavani con naomi campbell gisele bundchen

«Tantissimi se si considera che ho iniziato presto e presto lui mi ha scelta. Mi sono anche ritirata presto, a 26 anni, ma fino ad allora ero sempre con lui, mi faceva aprire le sfilate […]

 

Era veramente l'Ultimo Imperatore, dal titolo del docu-film che gli avevano dedicato anni fa, presentato a Venezia nel massimo teatro lirico della città.

Film che lo ha dipinto perfettamente e che lui, con la sua immensa ironia, si divertiva a vedere. Una demistificazione del mito che solo un grande può permettersi».

eva riccobono

 

E lei non ne aveva soggezione?

«[…]Io facevo la sua imitazione, mi divertivo a fare l'eccentrica su quella passerella e lui rideva come un pazzo gridandomi "Brava, brava!!!". Mi rimarrà sempre nel cuore per l'uomo che era».

 

Eppure di Valentino si diceva avesse un carattere terribile...

«Può anche essere, se si arriva a quei livelli di perfezione devi pretendere la perfezione anche dagli altri. Per noi modelle aveva sempre un sorriso, una parola gentile.

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Mi ricordo che ridevamo quando lo vedevamo versare l'acqua minerale nelle ciotole dei suoi adorati Carlini che trattava come figli».

 

[…]

Lei appunto si è ritirata presto.

«Ci siamo ritirati presto tutti e due. Ho molto pensato a lui, ma dopo non ci siamo più visti. Credo sia giusto mantenere una distanza professionale, in nome del rispetto e della privacy. Anche Valentino è stato bravo a ritirarsi quando era all'apice della sua grandezza, lo ha fatto per pudore, perché voleva godersi gli affetti, perché evidentemente pensava che il mondo che amava stava cambiando».

 

Ha qualcosa di Valentino che conserva?

«Un meraviglioso vestito rosso. Rosso Valentino. Eravamo a Parigi e lui mi chiese di accompagnarlo a una cena. Mi arrivò in albergo questo splendido abito lungo di chiffon con una coda pazzesca. Al suo braccio mi sentii una regina».

[…]

 

2 - NAOMI, CLAUDIA E LE ALTRE «ICONE» EVA RICCOBONO: «SCHERZI E RISATE, TI FACEVA CRESCERE»

Estratto dell'articolo di Paola Pollo per il “Corriere della Sera”

valentino garavani

 

Valentino Garavani è stato uno degli stilisti più iconici della moda mondiale, e dietro le sue sfilate leggendarie si cela un rapporto unico con le modelle che han

 

no avuto il privilegio di lavorare con lui. Da Jasmine Dauri e Dalma, alle icone degli anni Sessanta e Settanta come Veruska (memorabili le foto dell’epoca a firma Henry Clarke), fino a una giovanissima Brooke Shields protagonista di una campagna alta moda e poi Marpessa, Naomi, Gisele Bündchen, Carla Bruni, Mariacarla Boscono e Claudia Schiffer , Valentino ha sempre saputo trattare le sue muse con una combinazione rara di eleganza, rigore professionale e ironia sottile.

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Non c’è modella che non si sia sentita lusingata della «conferma» per uno dei suoi show.

 

Eva Riccobono ricorda con emozione il suo primo incontro con lui a Parigi, quando aveva diciannove anni: «Arrivai a Parigi e quando lo vidi mi emozionai subito. Pensavo gli avessero detto che ero italiana e mi presentai così. Ma lui mi parlò in francese. “ Je t’adore, je t’adore ”, mi disse. E io: “Ma signor Valentino sono italiana!”. E lui: “ je sais, je sais”.

 

E per scherzo incalzai: “Ma sa parlare italiano lei?”. Ero un po’ naif, anzi lo sono ancora: lui mi guardò sorridendo e “certo che lo so cherie, ma voilà ”. E fu amore a prima vista. All’inizio sembrava austero, ma lavorando con lui scoprii un uomo incredibile e da allora in poi scherzammo sempre così fra di noi».

 

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[…] Eva ricorda un episodio durante le prove per una sfilata al Louvre: «Era ormai sera inoltrata, ero stanca morta e come sempre mi misi a scherzare con tutti. Allora i suoi assistenti erano Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli. Ho cominciato a fare la pazza durante le prove: indossavo gli abiti, scimmiottavo tutti e con un paio di decolletè tacco 12 all’orecchio facevo finta di telefonare per chiedere aiuto. In quel momento entrò il signor Valentino. Mi colse in flagrante!». E cosa successe? «E rise, prese una pelliccia, la indossò e si mise a sfilare mentre io telefonavo... con un tacco a spillo».

 

Da allora la modella italiana non ha praticamente perso una sfilata: «Mi chiamava ad ogni show, spesso me li faceva aprire. Per me è stato il punto di riferimento a Parigi.

Ed era sempre un’emozione. Non perdeva occasione per ringraziarti e dimostrati con mille attenzioni che era riconoscente del tuo lavoro». Come? «Una volta arrivai in hotel e trovai sul letto uno splendido abito rosso Valentino con un biglietto: “Sarei onorato se lei mi accompagnasse a una cena stasera”. Avevo 21 anni e ho pianto dalla gioia».

 

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E come andò la cena con un cavaliere come Valentino? «Meravigliosa anche se dall’ansia ricordo solo che ero seduta accanto a lui e che tutti parlavano francese ma il mio era ancora fermo a “bonjour” e “merci”. Lui è stato però adorabile».

 

La leggenda racconta delle prove prima dello show con gli amati carlini sempre a caccia delle caviglie delle modelle: è vero? «Personalmente non mi è mai successo! Però c’erano sempre e puntualmente c’era un cameriere che versava loro l’acqua minerale in splendide ciotole di cristallo!». Il rapporto fra stilista e modelle è sempre molto particolare, insieme vivono momenti di grande eccitazione e stress. «Il signor Valentino è sempre stato gentile. Non l’ho mai visto fare un rimprovero a qualcuno. Se c’era qualcosa che non andava si appartava e ne parlava con Giammetti».

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