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TERREMOTO GIUDIZIARIO IN SICILIA – NELL’INCHIESTA SULLA FRANA DI NISCEMI LA PROCURA DI GELA HA INDAGATO 13 PERSONE, COMPRESI I QUATTRO GOVERNATORI SICILIANI CHE SI SONO SUCCEDUTI DAL 2010 AD OGGI: RAFFAELE LOMBARDO, ROSARIO CROCETTA, NELLO MUSUMECI (OGGI MINISTRO DELLA PROTEZIONE CIVILE) E RENATO SCHIFANI. SOTTO INCHIESTA ANCHE I RESPONSABILI DELLA PROTEZIONE CIVILE REGIONALE – LE IPOTESI DI REATO SONO DI DISASTRO COLPOSO E DANNEGGIAMENTO SEGUITO DA FRANA – IL PROCURATORE VELLA: “GIÀ NEL 1997 C’ERANO DELLE INDICAZIONI PRECISE SULLE COSE DA FARE, MA NON SONO STATE FATTE. NELLE CASSE DELLA REGIONE CI SONO ANCORA 12 MILIONI DI EURO A DISPOSIZIONE PER I LAVORI” – UN NUOVO GUAIO PER GIORGIA MELONI, CHE SI RITROVA UN ALTRO SUO MINISTRO INDAGATO…
Estratto dell’articolo di Salvo Palazzolo per https://palermo.repubblica.it
E’ a una svolta l’inchiesta della procura di Gela sulla frana di Niscemi. Il fascicolo d’indagine non è più contro ignoti: il pool coordinato dal procuratore Salvatore Vella ha iscritto tredici nomi nel registro degli indagati, per le ipotesi di reato di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana.
Sotto inchiesta ci sono innanzitutto i quattro presidenti della Regione siciliana che si sono alternati dal 2010 ad oggi: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci (attuale ministro della protezione civile) e Renato Schifani.
Poi anche i responsabili della protezione civile regionale: Pietro Lo Monaco, Calogero Foti, Vincenzo Falgares e Salvatore Cocina. Indagati anche quattro dirigenti regionali che furono “soggetti attuatori del commissario per il dissesto idrogeologico”: Maurizio Croce, Giacomo Gargano, Sergio Tumminello e Salvatore Lizio.
"E’ la frana più grande d’Europa”, dice il capo dell’ufficio inquirente di Gela nel corso di una conferenza stampa convocata al palazzo di giustizia. “Già nel 1997 c’erano delle indicazioni precise sulle cose da fare, ma non sono state fatte. Nelle casse della Regione ci sono ancora 12 milioni di euro a disposizione per i lavori”. [...]
renato schifani antonio tajani
Sotto accusa c’è anche il responsabile dell’Associazione temporanea di imprese che avrebbe dovuto realizzare le opere appaltate nel 2009, dopo la frana del 1997. Si chiama Sebastiana Coniglio.
I magistrati inquirenti hanno suddiviso il lavoro d’indagine in tre fasi: “Dopo la frana del 1997 si fecero dei primi interventi, su questa fase non ci sono allo stato contestazioni da parte nostra”, dice il procuratore. Le criticità sono emerse nel periodo che parte dal novembre 2010.
I lavori – per circa 9 milioni di euro – furono affidati a un’associazione temporanea di imprese (composta dalla Comer Costruzioni meridionali di Santa Venerina e dalla Edilter Costruzione di Giarratana), che però poi finì per chiedere un adeguamento contrattuale, «considerato lo stato dei luoghi».
Nel 2010, si arrivò a una risoluzione del contratto per gravi ritardi. Ne scaturì un contenzioso, che è proseguito fino al 2016. "Intanto, nessuno si è occupato di predisporre le opere necessarie per prevenire la frana di gennaio”, è l’accusa del procuratore.
la frana di niscemi
Rosario Crocetta
la frana di niscemi
FRANA A NISCEMI
la frana di niscemi
la frana di niscemi
precipitata l auto simbolo della frana di niscemi 3
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