LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA…
QUI VIENE GIÙ TUTTO - LA FRANA DI PETACCIATO, IN PROVINCIA DI CAMPOBASSO, HA DIVISO IN DUE L'ITALIA: A CAUSA DELLO SMOTTAMENTO, L’AUTOSTRADA A14 È STATA CHIUSA IN ENTRAMBE LE DIREZIONI. INTERROTTA ANCHE LA LINEA FERROVIARIA PESCARA-BARI (DOVE I BINARI SI SONO DEFORMATI) - LA FRANA DI PETACCIATO HA UN FRONTE DI 4 CHILOMETRI, IL PIÙ ESTESO D’EUROPA: PER DIMENSIONI PARAGONABILE A QUELLA DI NISCEMI - GLI INTERVENTI CHE POSSONO ARGINARE LO SMOTTAMENTO....
Estratto dell'articolo di Paolo Virtuani per il “Corriere della Sera”
binari deformati frana di petacciato
«È un’emergenza nazionale, la priorità è la sicurezza delle persone e il ripristino dei collegamenti». Il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, al termine della visita sul luogo della frana con il sindaco di Petacciato, Antonio Di Pardo, sottolinea la gravità della situazione.
La ferrovia sulla direttrice adriatica è sospesa tra Montenero e Termoli da ieri alle 12.30. «I binari si sono deformati», spiega il geologo Nicola Sciarra, docente all’Università di Chieti-Pescara. In centinaia sono rimasti bloccati nelle stazioni, poi hanno usufruito di bus sostitutivi. L’autostrada A14 è chiusa, si è formata una coda di 13 chilometri.
La circolazione stradale è deviata su percorsi alternativi anche per il crollo la scorsa settimana del ponte sul Trigno, a pochi chilometri di distanza. «La situazione è complessa, per il ripristino ci vorrà qualche settimana se non qualche mese», ammette Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile. Una sessantina gli evacuati a Petacciato.
La frana di Petacciato ha un fronte di 4 chilometri, il più esteso d’Europa, è lunga circa 2 chilometri, per dimensioni paragonabile a quella di Niscemi. Scende sulla costa dove passano autostrada, ferrovia e statale. Secondo alcuni studi la frana si è attivata una quindicina di volte dall’Ottocento, specie in occasione di piogge eccezionali. [...]
L’ultimo importante movimento della frana data al 18 marzo 2015, quando fu necessario abbattere una decina di case. Chi ha studiato lo scivolamento spiega che si tratta di un fronte che parte dal paese e ha una componente che arriva fin dentro il mare.
«Con questa frana non si può fare nulla, bisogna conviverci», dichiararono undici anni fa i geologi della Regione Molise, ma ora le tecniche sono cambiate. «È una frana che per dinamica, natura dei terreni e pendenza non è facile da arginare», conferma Angelone.
Gli ultimi lavori, per circa 27 milioni di euro, erano già stati assegnati. In questi giorni era in corso alla commissione regionale la discussione sull’appalto basato sul progetto di Technital. [...]
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