DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI…
GLI STATI UNITI SI PREPARANO A FARE LA “FESTA” AD ASSANGE - LE AUTORITÀ AMERICANE ASSICURANO CHE IL FONDATORE DI WIKILEAKS NON VERRÀ CONDANNATO ALLA PENA DI MORTE, MA NON GARANTISCONO CHE POTRÀ GODERE DELLA PROTEZIONE DEL PRIMO EMENDAMENTO, CHE ASSICURA PROTEZIONE COSTITUZIONALE ALLA STAMPA: SENZA QUESTO “OMBRELLO”, ASSANGE SI RITROVERÀ SENZA DIFESE – ORA LA PALLA RITORNA NELLE MANI DELLA HIGH COURT DI LONDRA CHE IL 20 MAGGIO PROSSIMO DOVRÀ DECIDERE SE…
Estratto dell’articolo di Stefania Maurizi per il "Fatto quotidiano"
Gli Stati Uniti non cercheranno né imporranno la pena di morte a Julian Assange, se estradato dal Regno Unito e processato per la pubblicazione dei documenti segreti del governo, ma non garantiscono che il fondatore di WikiLeaks potrà godere della protezione del FirstAmendment, il formidabile scudo che in America assicura protezione costituzionale alla stampa e che ha consentito di pubblicare documenti segreti entrati nella leggenda del giornalismo, come i Pentagon Papers.
Con una nota di neppure tre pagine arrivate nell’ultimo giorno utile, ieri pomeriggio le autorità americane hanno risposto così alla High Court di Londra, che nel marzo scorso non aveva ordinato immediatamente l’estradizione di Julian Assange, ma si era presa tempo per decidere e aveva chiesto agli Stati Uniti di fornire garanzie sul fatto che, se trasferito negli Usa, il fondatore di WikiLeaks non verrà condannato alla pena capitale, non verrà discriminato in sede di processo in quanto non è cittadino americano, e godrà della protezione del First Amendment.
julian assange by edoardo baraldi
Mentre le autorità americane hanno accettato di fornire assicurazioni sulle prime due richieste, non hanno fornito alcuna certezza sulla protezione che va al cuore del caso: il First Amendment.
Si sono limitate a scrivere che il fondatore di WikiLeaks avrà “la capacità di cercare di fare affidamento sulla protezione del First Amendment della Costituzione degli Stati Uniti, in sede di processo”. Ma cercare, non è trovare: gli Stati Uniti non danno alcuna garanzia, nero su bianco, che gliela forniranno. […] Ora la palla passa di nuovo alla High Court, che il 20 maggio prossimo dovrà tenere una nuova udienza e decidere sull’estradizione.
[…] Ora che gli Stati Uniti negano di dare garanzie sul First Amendment, non c’è più neanche un margine di incertezza su quello che accadrebbe a Julian Assange se estradato: senza il formidabile scudo costituzionale, sarà senza difese.
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