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"HO RIAPERTO CAVALLETTI AI PARIOLI. LA VERITÀ È CHE DIAMO FASTIDIO. IL NOSTRO È UN BRAND IMPORTANTE, LO VOLEVA ANCHE FLAVIO BRIATORE” - PARLA CRISTIAN DELLE FAVE, IL RE DEL MILLEFOGLIE FINITO SOTTO ACCUSA PER PRESUNTO FURTO DI ELETTRICITÀ E PER GLI STIPENDI NON PAGATI AGLI EX DIPENDENTI: “NON SONO UN CRIMINALE. SCRIVONO CHE LA MIA AZIENDA E' UNA 'LAVATRICE'. LAVORO E VIVO DI CAMBIALI. MI DEFINISCONO UN MAFIOSO. DICONO CHE CONOSCO MASSIMO CARMINATI, MA NON È VERO. SO CHE FREQUENTAVA LA ZONA DI VIGNA STELLUTI. IO L'AVRÒ VISTO UNA VOLTA CHE CONSUMAVA AL BAR E MI HA MESSO SOGGEZIONE...”
Marco Carta per repubblica.it - Estratti
Abbiamo riaperto, questo vuol dire che è tutto in ordine. Altrimenti non avremmo potuto. La verità è che diamo fastidio. Cavalletti è un brand importante, lo voleva anche Flavio Briatore».
Cristian Delle Fave, imprenditore romano di 50 anni, insieme alla sorella Rita, è il gestore della storica pasticceria Cavalletti di viale Parioli. Il locale, famoso per il dolce Millefoglie, è finito al centro delle cronache dopo il blitz dei carabinieri per un presunto furto di energia elettrica da 360mila euro.
La pasticceria è rimasta chiusa per alcuni giorni.
Nel frattempo, sui social numerosi ex dipendenti della holding, che oltre Cavalletti comprende anche la salumeria Ricci, hanno accusato l'azienda per stipendi non pagati. «Stiamo facendo partire lettere e diffide. L'80% delle persone che mi accusa non le conosco nemmeno. Ho fatto i miei errori, ho aperto e chiuso negozi, ma non sono un criminale. Se qualcuno deve riavere dei soldi può fare denuncia, rivolgersi a un avvocato, al sindacato. Non a Facebook. Funziona così».
Però le accuse sono tante. Tutte inventate?
«Noi abbiamo circa 250 collaboratori, il livello di contenziosi con i dipendenti si attesta intorno all'5 %. Credo sia fisiologico. Ci sono stati dei momenti in cui ho sbagliato investimenti, mi hanno tirato delle "sòle" e ho fatto fatica con i pagamenti. Quello sì».
La holding è composta da una galassia di piccole società. Perché?
«Ho letto quello che scrivono. Che la mia azienda è una lavatrice. Ma non è così. Se volevo fare una lavatrice e dare fregature in giro, coinvolgevo mia sorella (è lei a essere stata denunciata dal Nas, ndr)? Siamo una famiglia per bene, di lavoratori. Non sono perfetto, ho fatto le mie marachelle, ma sono nulla rispetto a quello che leggo. Mi definiscono una persona mafiosa, ma mafiosa di cosa? Dicono che conosco Massimo Carminati, ma non è vero. So che frequentava la zona di Vigna Stelluti. Io l'avrò visto una volta che consumava al bar e mi ha messo soggezione. Poi parlo dell'aspetto, perché non lo conosco».
Perché allora tutte queste accuse?
«Ho fatto uno sviluppo molto veloce, forse troppo. Il fatturato del gruppo è di circa 7 milioni di euro. Diamo fastidio ai competitor. Io nasco letteralmente dentro i sacchi di farina. Mio padre era un fornaio, ho aperto la mia prima attività nel 2005. Da lì sono cresciuto, sempre con sacrifici e cambiali. Vivo di cambiali. (...) Ho acquisito la salumeria Ricci di Vigna Stelluti, poi nel 2020 Cavalletti e ora abbiamo nove negozi. Anche Flavio Briatore lo voleva. C'era stato un interesse di persone vicine a lui. Poi nulla».
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cavalletti viale parioli
millefoglie cavalletti regina
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cavalletti viale parioli
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