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I BUONI PROPOSITI PER L’ANNO NUOVO? SONO UNA CAGATA PAZZESCA – ASSIA NEUMANN: “SUI SOCIAL CI SONO MOLTISSIME IDEE DI BUONI PROPOSITI PER UNA VITA DEGNA DI ESSERE VISSUTA: PASSARE GENNAIO DA SOBRI, MANGIARE VEGANO, SPENDERE MENO SOLDI. FARE DECLUTTERING, FARE MINDFULNESS E, SOPRATTUTTO, C'È OVUNQUE L'IDEA DI 'METTERE SE STESSI AL PRIMO POSTO'. SEMBRA CHE A PARLARE SIANO DEI BENEFATTORI DELL'UMANITÀ, UN ESERCITO DI SANTI CHE SI TOGLIE IL PANE DI BOCCA PER DARLO AI BISOGNOSI, MA ALLA FINE SONO GLI STESSI CHE NON PASSANO LE FESTE CON GLI ANZIANI PARENTI. A MENO CHE UNO NON ABBIA VISSUTO UNA VITA DI PRIVAZIONI RINCHIUSO IN CANTINA DAI GENITORI, NON CAPISCO COME METTERE SE STESSI AL PRIMO POSTO SAREBBE UN PROPOSITO ONOREVOLE…”
Estratto dell'articolo di Assia Neumann Dayan per “la Stampa”
[...] Ogni anno, puntuali come le tasse, la morte e Una poltrona per due, arrivano i buoni propositi per il nuovo anno. [...] Quest'anno è andato di moda il Natale no-contact, cioè viviamo in un mondo in cui non andare a casa dei parenti sembra essere diventato un affare di filosofia teoretica, di cenone morale, la famiglia come doloroso presepe mutilato, lo slittamento ontologico del "Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi". Una volta questa cosa si chiamava non aver voglia di scocciature, ci si inventava una scusa e finiva lì, ma oggi si chiama no-contact.
brindisi alcol feste di natale
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Il più noto proponimento è il Dry January, cioè passare tutto gennaio da sobri. Per me questo è l'ultimo residuo di normalità in almeno un decennio di dittatura del benessere, di maccartismo della purezza, il programma mondiale dei dodici passi verso la morte da sani, perché il presupposto è che uno perlomeno beva. Ogni anno le mie amiche il primo febbraio si fotografano con una pinta di Franciacorta mentre ringraziano il Dry January per la pelle bellissima, per i capelli a specchio, si dicono mentalmente lucidissime, roba che nemmeno quelle uscite da due anni di Centro Betty Ford si sognano.
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a gennaio si fa pure fare il Veganuary, cioè un mese in cui si mangia vegano. A questo punto proporrei un Natale laico tipo il 31 gennaio dove quelli con i parenti che non sanno sciogliere l'acronimo Lgbtqia+ discutono del loro mese di privazioni devastanti davanti alla Ruota della fortuna, dove finalmente potranno arrabbiarsi con nonna che ha preparato le lasagne e l'anno prossimo puntare al Natale no-contact.
[…] In questo contesto di rehab mondiale, non poteva mancare il No Spend January. Non bisogna comprare niente, solo Coca zero e verdure. Ci sono i saldi? Buttate la carta di credito, meglio il prezzo pieno che la brutta figura. A questo punto, uno per far partire con grinta il nuovo anno non dovrebbe bere, mangiare, comprare, in questo slancio di ascetismo performativo che finisce il primo febbraio quando uno va a spendere trecento euro al ristorante argentino.
C'è da dire che questi buoni propositi vanno bene per chi se li può permettere. Se ti puoi permettere di non comprare durante i saldi e pensare che una privazione sia meno costosa di un'offerta, è perché probabilmente non si ha bisogno dello sconto al cinquanta per cento. Le privazioni dettate non da una necessità, ma da una velleità, sono di fatto un lusso. Il successo di questo tipo di propositi è che durano un mese, sono limitati, di facile successo, è sul lungo termine che siamo tutti un po' carenti.
Sui social ci sono moltissime idee di buoni propositi per una vita degna di essere vissuta su Pinterest: il concetto più popolare è quello del reset. Fare decluttering, fare journaling, fare mindfulness, e soprattutto c'è ovunque l'idea di «mettere sé stessi al primo posto».
Sembra che a parlare siano dei benefattori dell'umanità, un esercito di santi che si toglie il pane di bocca per darlo ai bisognosi, ma alla fine sono gli stessi che non passano le feste con gli anziani parenti.
A meno che uno non abbia vissuto una vita di privazioni rinchiuso in cantina dai genitori, non capisco come mettere sé stessi al primo posto sarebbe un proposito onorevole.
Secondo me un buon proposito sarebbe smettere di guardare quelli che davanti alla telecamera del telefono piangono, si lavano la faccia dopo aver pianto, si truccano perché prima hanno pianto, quelli che mi spiegano la vita mentre piangono per poi dirmi che alla fine la loro priorità è pensare a loro stessi, e allora cosa mi parlano a fare.
L'oroscopo mi pare più affidabile, almeno Paolo Fox non piange. Siccome l'ambizione è diventata una cosa brutta in un mondo in cui l'unica dottrina vantaggiosa è quella del vittimismo, ci limitiamo a piccoli propositi facilmente raggiungibili, tipo bere due litri d'acqua al giorno e non comprare il ventesimo paio di scarpe da ginnastica.
[…]
Secondo me, invece, sarebbe utile iniziare a fare una lista dei cattivi propositi. Non cattivi come fare un colpo di Stato o mettere sé stessi al primo posto, diciamo di una cattiveria media, tipo rispondere a tono ai commenti non graditi, avere un qualche vizio, dei desideri, mangiare dei grassi saturi, uscire di casa. Niente di che, ma almeno è un po' più di niente.
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