FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO…
"I CARABINIERI DELLA STAZIONE MILANO MOSCOVA SONO STATI CONDIZIONATI DA CONTESTI OPACHI" - IL PESANTISSIMO COMUNICATO DELLA FAMIGLIA POGGI, CHE ATTACCA FRONTALMENTE I MILITARI, ACCUSANDOLI DI ESSERE AVER INTRATTENUTO "IMPROPRI COLLEGAMENTI CON SPECIFICI AMBIENTI GIORNALISTI" - GLI AVVOCATI DEI POGGI: "PRENDIAMO ATTO DEL FATTO CHE LA PROCURA DI PAVIA ABBIA RITENUTO DI SOTTOPORRE AD INTERCETTAZIONI I FAMILIARI DELLA VITTIMA. GIUSEPPE, RITA E MARCO NON CREDONO IN ALCUN MODO AL COINVOLGIMENTO DI ANDREA SEMPIO" - PERCHÉ LA FAMIGLIA POGGI NON È INTERESSATA AD ANDARE A FONDO NELLA NUOVA INCHIESTA SUL DELITTO DI GARLASCO? SECONDO I PM DI PAVIA, ANDREA SEMPIO, INDAGATO PER L'OMICIDIO DI CHIARA, AVREBBE VISTO INSIEME A MARCO POGGI I VIDEO INTIMI CHE SUA SORELLA AVEVA GIRATO CON IL FIDANZATO ALBERTO STASI. I FILMATI SONO TRANSITATI ANCHE SU UNA CHIAVETTA USB, MENZIONATA DA SEMPIO IN UNA INTERCETTAZIONE - LA VOCE DI UNA LIAISON TRA UNO DEI CARABINIERI IMPEGNATI NELL'INDAGINE E L'AVVOCATA GIADA BOCELLARI, LEGALE DI ALBERTO STASI...
PERCHÉ LA FAMIGLIA POGGI NON È INTERESSATA AD ANDARE A FONDO NELLA NUOVA INCHIESTA SUL DELITTO DI GARLASCO? - SECONDO I PM DI PAVIA, ANDREA SEMPIO, INDAGATO PER L'OMICIDIO DI CHIARA, AVREBBE VISTO INSIEME A MARCO POGGI I VIDEO INTIMI CHE SUA SORELLA AVEVA GIRATO CON IL FIDANZATO ALBERTO STASI, E CHE LA 26ENNE CONSERVAVA NEL COMPUTER CHE ENTRAMBI I FRATELLI UTILIZZAVANO - DOPO AVER GUARDATO LE CLIP, SEMPIO POTREBBE AVER SVILUPPATO UN'OSSESSIONE PER CHIARA. SECONDO LA TESI DELLA PROCURA, NEI GIORNI PRIMA DEL DELITTO, IL 38ENNE AVREBBE CHIAMATO CASA POGGI PER ASSICURARSI CHE LA RAGAZZA FOSSE SOLA (LA SUA FAMIGLIA ERA IN TRENTINO) E, A QUEL PUNTO, SAREBBE ANDATO A CASA DALLA GIOVANE E L'AVREBBE UCCISA DOPO IL RIFIUTO SESSUALE - “LA STAMPA”: "È DIFFICILE DA ACCETTARE PER LA FAMIGLIA POGGI, PERCHÉ QUELL'AMICO TIMIDO DEL FRATELLO DI CHIARA ERA ACCOLTO IN CASA DAGLI STESSI GENITORI..."
LA FAMIGLIA POGGI, 'CARABINIERI CONDIZIONATI DA CONTESTI OPACHI'
Giuseppe Poggi e Rita Preda - genitori di chiara poggi
(ANSA) - "Per rispetto istituzionale abbiamo sempre evitato di esternare pubblicamente le ragioni per le quali la famiglia Poggi ritiene che le attività di indagine compiute dai Carabinieri della Stazione di Milano Moscova siano state gravemente condizionate da contesti poco trasparenti e da impropri collegamenti con specifici ambienti 'giornalistici'".
Lo scrivono gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, legali della famiglia Poggi, in una lunga nota in cui spiegano che i familiari di Chiara sono anche stati sottoposti a "intercettazioni" e parlano di "continue aggressioni che si susseguono".
marco poggi - andrea sempio - angela taccia
"Prendiamo atto del fatto che la Procura di Pavia abbia ritenuto di sottoporre ad intercettazioni i familiari della vittima - scrivono gli avvocati della famiglia Poggi - la cui incredibile colpa sembra essere stata quella di aver partecipato attivamente ad un processo penale conclusosi con la condanna irrevocabile di Alberto Stasi consacrata dalla Suprema Corte di Cassazione e di non credere in alcun modo al coinvolgimento di Andrea Sempio".
"Rileviamo inoltre - si legge ancora - che in questi giorni vengono impropriamente diffusi anche gli esiti di tale sorprendente attività captativa in spregio a tutte le norme penali di riferimento".
Rita Preda e Giuseppe Poggi - genitori di chiara poggi
Per rispetto istituzionale, proseguono i legali, "abbiamo sempre evitato di esternare pubblicamente le ragioni per le quali la famiglia Poggi ritiene che le attività di indagine compiute dai Carabinieri della Stazione di Milano Moscova siano state gravemente condizionate da contesti poco trasparenti e da impropri collegamenti con specifici ambienti "giornalistici", concentrando la nostra attenzione sui dati oggettivi riguardanti l'omicidio di Chiara ed interloquendo invece formalmente con la Procura Generale di Milano per i profili di sua competenza".
"Anche a fronte delle continue aggressioni che si susseguono da oltre un anno - si legge nel comunicato - nei loro confronti e della loro enorme amarezza per quanto sta avvenendo, Giuseppe, Rita e Marco intendono continuare a mantenere un atteggiamento rispettoso, evitando qualsiasi esternazione sul tema, nella convinzione che in uno Stato di diritto gli accertamenti processuali debbano avvenire nelle sedi a ciò preposte e nel rigoroso rispetto delle norme di riferimento".
I PM: LA CHIAVETTA È LA PROVA CHE ANDREA VIDE I FILMINI TENSIONE CON MARCO POGGI «OSTILE NELL’INTERROGATORIO»
Estratto dell'articolo di Cesare Giuzzi per il "Corriere della Sera"
La pen drive era nel cesto di vimini dietro la tv della cucina. Un supporto da 2 gigabyte che Chiara Poggi (ma forse non solo lei) usava per i suoi file personali. Nella nuova indagine questo supporto informatico acquisisce per la prima volta un valore fondamentale secondo gli investigatori. Perché la consulenza dell’esperto Paolo Dal Checco, incaricato dai pm pavesi, ha indicato che su questa memoria transitarono alcuni filmati intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi. Gli stessi poi trovati sul pc della vittima.
Video intimi Un dato «probante» per chi indaga proprio per il riferimento alla pennetta fatto nel lungo soliloquio da Andrea Sempio, il 14 aprile 2025, quando parla (imitando anche la voce di una ragazza nelle risposte) sia delle chiamate fatte a Chiara, sia dei video intimi che, per i pm, conferma di aver visto. E dice, appunto, «dentro la penna».
Gli investigatori sostengono che nessuno fino a quel momento poteva sapere dell’esistenza di quei video sulla chiavetta, emersi solo dalla nuova consulenza. Quando era stata analizzata infatti era risultata vuota perché erano stati cancellati. I legali di Sempio hanno detto che l’indagato stava solo «canzonando» quanto veniva detto in un podcast sul caso Garlasco che stava ascoltando in macchina.
Ma per i carabinieri la puntata in sottofondo riguardava l’inchiesta del 2017 e gli autori non hanno mai fatto riferimento alle telefonate né ai video. Da qui la convinzione che si tratti di parole uscite di getto e forse sottovalutando o non ricordando la possibilità che ci fossero intercettazioni in corso.
Il pc, il fratello di Chiara Ma come finiscono quei video sulla chiavetta? Chiara li avrebbe copiati ai primi di giugno, poi «passati» a Stasi, che a sua volta aveva caricato un video restituendo la pennetta usb alla fidanzata. Quel filmato era rimasto salvato sulla chiavetta per un mese, prima che lei, a luglio, lo trasferisse sul suo pc cancellandolo al termine delle operazioni.
Lo stesso filmato era nella cartella «Albert» protetta da una password. Gli inquirenti sostengono che Sempio abbia visto quei video e che lo abbia fatto nelle sole occasioni in cui aveva accesso al pc: quando era a casa con Marco Poggi. Come il 20 luglio 2007 quando un video girato da Sempio con il cellulare (piccoli vandalismi a scuola) viene scaricato proprio sul pc di Chiara. Da qui l’insistenza con la quale, anche mercoledì, hanno chiesto conto al fratello della vittima. [...]
E IL FRATELLO MARCO SFIDÒ I CARABINIERI "VOLETE INFLUENZARMI"
Estratto dell'articolo di Massimo Pisa per "la Repubblica"
Ostile Marco. Ostilissima la famiglia tutta. Dall'apertura del nuovo fascicolo fino al deposito degli atti, dai primi verbali alle ultime dichiarazioni testimoniali del fratello di Chiara, con la sua difesa a oltranza — quasi da avvocato d'ufficio, come fanno notare fonti investigative — dell'amico indagato Andrea Sempio.
[...] Diversa la posizione di Marco Poggi. La sua centralità nell'ipotesi di movente. Ed esplicite le sue lamentele espresse a voce il 20 maggio di un anno fa alla pm Giuliana Rizza e ai marescialli del Nucleo investigativo arrivati a Mestre per sentirlo sui movimenti in casa di Andrea Sempio, nel giorno del disvelamento dell'impronta 33. Un confronto impossibile, terminato con un'accusa diretta:
«Io capisco che fate il vostro lavoro, cioè, però in questa situazione mi state influenzando». E gli inquirenti che più volte provano a rassicurarlo, anche sul rispetto delle sue convinzioni a carico di Alberto Stasi. Ma l'amico storico dell'indagato si mostra spazientito da un presunto scambio di bigliettini all'altro capo della scrivania:
STASI - MEME BY EMILIANO CARLI
«Non so cosa rispondere, perché se do una risposta poi questo scrive — sbuffa — non riesco neanche a finire la frase». Epilogo di un confronto teso in cui Marco Poggi aveva ribattuto piccato all'ipotesi della compatibilità con Sempio del Dna sulle unghie della sorella.
Aveva messo in discussione l'incongruenza delle tre telefonate fra il 7 e l'8 agosto. Aveva dichiarato — per la prima volta, all'ottavo verbale — che con l'amico scendeva in cantina, dando copertura logica alla traccia sul muro. Aveva riesumato gli antichi dubbi su Marco Panzarasa, il più caro amico di Alberto Stasi dell'epoca: del resto, erano stati gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna a chiedere, in incidente probatorio, che Panzarasa rientrasse nelle comparazioni dei profili biologici.
La direzione ostinata e contraria all'indagine è stata una costante in casa Poggi. Giuseppe che ai microfoni Mediaset fa appello al «capo dei carabinieri della Regione Lombardia» per tirare le orecchie alla sezione Omicidi, rei di averli trattati «come se fossero dei delinquenti» per aver prelevato di notte la spazzatura, a caccia di tracce, «qualcosa di non chiaro e limpido». [...]
Infine, il venticello maligno della calunnia. La voce di una liaison sentimentale segreta tra uno dei carabinieri impegnati nell'indagine e l'avvocata Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi insieme ad Antonio De Rensis. Un pettegolezzo girato a lungo nel circolo interno dei Poggi, soffiato e ripetuto dai giornalisti ritenuti più amici. Un veleno che ancora oggi rischia di intossicare i pozzi già avvelenati del tormentatissimo caso di Garlasco.
giada bocellari fabio giarda
giada bocellari
giada bocellari
andrea sempio a pomeriggio cinque
ANDREA SEMPIO - CHI L HA VISTO
andrea sempio
andrea sempio a pomeriggio cinque
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