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“NAZI” COMUNICANTI – IN GERMANIA, È STATO ORGANIZZATO UN RADUNO ANTI-MIGRANTI A CUI HANNO PARTECIPATO ESPONENTI DI PRIMO PIANO DEL PARTITO NEONAZISTA AFD E IL CAPO DEGLI IDENTITARI EUROPEI: “DOBBIAMO PARLARE DI REMIGRAZIONE. CACCIAMONE MILIONI” – LA PARTECIPAZIONE DI SELLNER (BOLLATO DAI SERVIZI SEGRETI TEDESCHI COME "ESTREMISTA DI DESTRA” E BANDITO DA DIVERSI PAESI) HA MESSO IN IMBARAZZO I NAZISTELLI DI AFD, CHE STANNO TENTANDO DI EVITARE DI ESSERE MESSA AL BANDO – SELLNER ANNUNCIA DI AVER FONDATO UNA COMMISSIONE INTERNAZIONALE PER DIFFONDERE IL VERBO DELLE DEPORTAZIONI DI MASSA: “STIAMO CONTATTANDO ANCHE ESPONENTI DELLA LEGA E DI FRATELLI D'ITALIA…”
Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”
raduno anti migranti in germania 1
Quando sale sul podio un biondino smilzo con i capelli da Rommel, nella piccola sala gremita cala il silenzio. «Dobbiamo parlare di remigrazione» tuona nel microfono, e dalla platea parte un fragoroso applauso. Maximilian Maerkl, leader degli Identitari tedeschi, sa benissimo di infrangere un tabù: appena due anni fa quella parola trascinò in piazza milioni di tedeschi.
Allora venne fuori che le deportazioni di massa erano state discusse a una riunione sediziosa tra esponenti di primo piano dell'Afd, neonazisti dichiarati e il capo degli Identitari europei, Martin Sellner.
Settimane fa è scoppiata come una bomba la notizia di una nuova riunione sullo stesso tema, stavolta organizzata da un parlamentare dell'Afd, Steffen Kotré e sua moglie Lena, parlamentare del land Brandeburgo. E con il controverso Sellner come ospite d'onore. […]
Nel frattempo, sui due esponenti dell'ultradestra tedesca si è abbattuta una bufera. E i vertici dell'Afd, Tino Chrupalla e Alice Weide, li hanno obbligati a cancellare l'incontro. Poi, il colpo di scena: Martin Sellner ha organizzato lui la riunione, lo stesso giorno, ma in un luogo diverso e da comunicare in modo selettivo. E Lena Kotré ha confermato che ci sarà. Una provocazione, anzitutto per i suoi capi.
L'appuntamento è alle cinque di pomeriggio in una concessionaria fallita […] allo svincolo dell'autostrada per Cottbus, cento chilometri a sudest di Berlino. […] Pochi giornalisti e un centinaio di militanti — ci sono un raggiante Martin Sellner in giacca e cravatta e Lena Kotré. […] Fuori, una decina di manifestanti che sono riusciti a sapere della riunione urlano «fuori i nazisti» e sparano musica a tutto volume di fronte all'edificio.
raduno anti migranti in germania 3
Sellner agguanta il microfono: «Benvenuti nel 2026, l'anno del crollo dei cordoni sanitari, del multilateralismo e del globalismo!». Sellner è una calamita per gli estremisti di destra e una dannazione per l'Afd. Bollato dai servizi segreti tedeschi come "estremista di destra", bandito temporaneamente o definitivamente da vari Paesi tra cui il Regno Unito e gli Usa — era stato in contatto con lo stragista neonazista di Christchurch — ma anche per un po' dalla Germania, l'attivista bruno è un dito nell'occhio per l'Afd, che sta tentando di evitare di essere messa al bando.
Ma stasera lui e Kotré vogliono spostare i confini del dicibile, rendere la remigrazione un sinonimo di «milioni» di rimpatri, sottolinea. E Sellner annuncia che ha appena fondato un "Institute for Remigration", una commissione internazionale per diffondere il verbo delle deportazioni di massa. A Repubblica, Sellner conferma che «stiamo contattando anche esponenti della Lega e di Fratelli d'Italia» per completarla.
Kotré, che è ufficialmente "responsabile politica per le remigrazioni" dell'Afd brandeburghese, parte cauta, «sono qui a rappresentare la posizione del mio partito», che ufficialmente vuole solo rimpatriare i migranti col foglio di via, circa 224mila persone. «Tuttavia — aggiunge — vorrei che si discutessero anche altre opzioni: personalmente riesaminerei le richieste di asilo degli ultimi dieci anni per capire chi mandare via».
E se per Sellner dovrebbero essere cacciati anche quelli «non assimilati», e chissà cosa vorrà dire, e forse quelli con il passaporto tedesco, e Kotré ritiene insomma «che bisogna parlarne».[…]
A margine della riunione la intercettiamo e le chiediamo cosa intenda con «privatizzazione della remigrazione», uno slogan che aveva usato in campagna elettorale. «Se lo Stato non riesce a rimpatriare i migranti, bisogna privatizzare il servizio», risponde. Le chiediamo se il suo modello è Ice, il brutale servizio anti immigrazione americano introdotto da Trump. Lei svicola, ma neanche tanto: «Che vuol dire il mio modello? Posso solo dire che molte persone mi hanno già contattato, molti imprenditori della logistica sarebbero prontissimi a farlo».
martin sellner
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alice weidel e tino chrupalla
tino chrupalla
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