cecco bellosi teca benito mussolini

IN ITALIA È SEMPRE "FASCI" CONTRO COMPAGNI - È FINITO A PROCESSO L'EX BRIGATISTA CECCO BELLOSI: E' ACCUSATO DI AVER DANNEGGIATO LA TECA CON LE FOTO DI MUSSOLINI E DI CLARETTA PETACCI, A VILLA BELMONTE, SUL LAGO DI COMO - IL 28 APRILE 2023, ANNIVERSARIO DELLA MORTE DEL DUCE, IL 77ENNE HA ROTTO IL VETRO DELLA TECA E TOLTO I FIORI LASCIATI IN RICORDO DEL DITTATORE - LA DIFESA DELL'AVVOCATO DI BELLOSI: "È UN GRANDE GESTO DI ANTIFASCISMO, CREDO DOVREMMO FARLO TUTTI"

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

 

teca in memoria di claretta petacci e benito mussolini

(ANSA) - "Ha tolto i fiori in omaggio a Benito Mussolini il giorno del 28, pensate un po'. Il vero scempio è che ci sia ancora quella struttura che inneggia a un dittatore ed è ancora più uno scempio che vengano messi dei fiori. Quindi, un grande gesto di antifascismo, questo ha fatto Bellosi e credo dovremmo farlo tutti".

 

Lo ha spiegato l'avvocato Davide Steccanella, del foro di Milano, nel giorno della prima udienza del processo a Como a carico di Cecco Bellosi, 77 anni.   

 

E' accusato di avere danneggiato, nella notte del 28 aprile del 2023, la teca che davanti a Villa Belmonte, a Giulino di Mezzegra, sul lago di Como, conteneva le foto di Benito Mussolini e di Claretta Petacci, che là furono fucilati il 28 aprile 1945.   

 

Cecco Bellosi - 2

Oggi sono stati ascoltati tutti i testimoni e lo stesso imputato Bellosi, in passato militante di Potere operaio e delle Brigate Rosse e oggi coordinatore della comunità Il Gabbiano, che si occupa di tossicodipendenti e reinserimento lavorativo. Per il 19 giugno sono fissate la discussione delle parti e la sentenza.

 

Come si legge nell'imputazione, nel decreto di giudizio immediato del giudice Walter Lietti, Bellosi è accusato di danneggiamento perché avrebbe distrutto o deteriorato, "in tutto o in parte", la teca "posta a protezione della lapide" di Mussolini e Petacci, "nonché la stessa lapide", che sono, si legge, "beni esposti per necessità alla pubblica fede". Avrebbe colpito "con violenza" teca e lapide "con un oggetto contundente" e avrebbe "manomesso le corone di fiori, lì collocate".

teca in memoria di claretta petacci e benito mussoliniCecco Bellosi - 1