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Lady Coratella per Dagospia
Domenica con la benedizione del presidente Mattarella ha aperto le porte Vinitaly, la più importante fiera del vino italiana, dopo che Verona fiere, con la collaborazione dell'americana Wine Spectator, aveva fatto la sua parte al palazzo della Gran Guardia con Opera Wine, una degustazione piena di gomitate e bottiglie finite molto tempo prima dell'orario di chiusura della degustazione.
Quindi chi sognava di assaggiare un goccio dei più grandi vini italiani secondo Wine Spectator, come Ornellaia, Sassicaia, Monprivato di Mascarello e via dicendo, s'è attaccato al tram. Il bordello di persone e gomiti (due ciascuno) in compenso, non è mancato. Opera Wine ha l'aria di una scusa - non fra le migliori - per allungare il brodo Vinitaly e occupare alberghi e ristoranti una notte in più. Meno male che c'era Sting che produce vino in toscana e ha cantato pure qualcosina.
Vinitaly è partita con un considerevole aumento del prezzo dei biglietti di ingresso e dei parcheggi. Il Ministro dell'Industria Martina (ops, dell'Agricoltura, anche se non si direbbe) ha incassato più di una stoccata da parte del presidente della Regione Veneto, riguardo alle modalità della sua gestione del Made in Italy.
Confagricoltura ha organizzato con tutti crismi un interessante convegno sulla filiera del vino - moderato da Andrea Scanzi moderato, per l'occasione, ma lucidissimo - che gli ospiti istituzionali hanno pensato bene di trasformare in un grosso e grasso discorso forlaniano.
Temeva questo il winemaker Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi che ha deciso di dare forfait all'ultimo momento? O ha preferito evitare il match con Scanzi che nei suoi libri sul vino ha manifestato - con conoscenza e criterio a prova di lettura - scarsissime simpatie per lo stile unico ( nel senso che è sempre stato solo uno) dei vini dell'enologo delle star, già testimonial di BNL?
Nel pomeriggio fra sonore contestazioni da parte del pubblico presente è arrivato il Presidente Matteo Renzi che ha esortato i nostri produttori di vino a fare meglio dei francesi. Andata bene dai, credevo peggio!
Gli uomini di scorta hanno abilmente filtrato al Presidente la vista e il contatto coi numerosi visitatori ubriachi che urlavano e bestemmiavano fra un padiglione e l'altro (non erano contestatori quelli, ma solo sbronzi, cosa che guasta il lavoro e la fatica di tutti quelli che a Vinitaly investono un sacco di soldi) e che io, non beneficiando di scorta di Stato, ho purtroppo subito più volte.
I propensi alzatori di gomito e gli ubriaconi a Vinitaly sono tanti e con le loro esibizioni neutralizzano tutti coloro che ai convegni istituzionali lamentano il crollo dei consumi di vino pro capite nel nostro paese. Se i risultati sono questi, sarà il caso di pensare di educare i ragazzi a bere meglio, anziché lasciarli bere molto.
Il fuori Vinitaly, se possibile, è molto peggio. La movida fino al mattino è servita in salsa di bestemmie, urla e tanti, troppi giovanissimi completamente fuori di testa, pronti allo scatto aggressivo solo perché hai osato bussare più volte a un bagno che occupavano in tre e dove speravi semplicemente di far pipì.
Il medico suggerisce un consumo di 0,125 lt al giorno a persona. Moltiplicato per 365 giorni fa 45,6 litri di vino all'anno. Non è distante dal consumo procapite degli italiani e forse va bene così. Casomai il vino prodotto che ci avanza cerchiamo di venderlo bene all'estero, invece di perdere la partita con Spagna, Cile e Nuova Zelanda in tutti i paesi nel mondo che stanno crescendo per consumo pro capite.
ANDREA SCANZI VINITALY
ANDREA SCANZI VINITALY
renzi martina
jack ma renzi vinitaly
maroni zaia martina
vinitaly 2016
vinitaly 2016
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