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INTERNET È UN BUCO NERO PER I BAMBINI – UN GRUPPO DI ALUNNI DI NOVE ANNI AVREBBE CREATO UN “CLUB DEL SESSO”, IN CUI I PARTECIPANTI VENIVANO OBBLIGATI A VISIONARIE MATERIALE PORNOGRAFICO. ALCUNE BAMBINE SI SONO SENTITE MALE, CON EPISODI DI VOMITO E CRISI DI PIANTO – LA DENUNCIA DELLO PSICOTERAPEUTA ALBERTO PELLAI, CHE CRITICA IL “CODICE DEL SILENZIO” CHE CARATTERIZZA ANCORA MOLTE FAMIGLIE SUI TEMI DELLA SESSUALITÀ. IL SILENZIO AUMENTA LA VULNERABILITÀ DEI FIGLI, CHE NON SI SENTONO AUTORIZZATI A PARLARE CON I GENITORI QUANDO SI IMBATTONO IN SITUAZIONI CHE LI DISORIENTANO.
Estratto dell’articolo di Andrea Carlino per https://www.orizzontescuola.it/
Un gruppo di alunni di nove anni ha creato un “club del sesso” che obbligava i partecipanti a visionare materiale pornografico esplicito. Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ha ricevuto la segnalazione da una docente di scuola primaria e ha denunciato pubblicamente l’episodio per sensibilizzare genitori ed educatori sui rischi della sessualizzazione precoce.
Alcune bambine hanno manifestato sintomi di disagio acuto, con episodi di vomito e crisi di pianto dopo la visione forzata delle immagini. Lo specialista riceve richieste di aiuto simili con cadenza settimanale da anni.
[....] Come segnala il Corriere della Sera, Pellai spiega che la metà delle prime esposizioni dei minori a siti pornografici avviene per caso, attraverso proposte di navigazione ricevute online senza averle cercate.
I bambini che accedono autonomamente al mondo digitale possono imbattersi in contenuti sessuali espliciti con pochi clic, anche attraverso semplici ricerche sui motori. Lo psicoterapeuta sottolinea che questi contenuti mostrano rapporti orali, a tre e con uso di oggetti, materiale che la mente infantile non riesce a metabolizzare adeguatamente.
Le conseguenze fisiche e psicologiche sono immediate e documentate. I bambini esposti a immagini sessuali inappropriate sviluppano sintomi somatici come mal di pancia, mal di testa e nausea, reazioni difensive del cervello di fronte a esperienze percepite come pericolose per il proprio equilibrio. [...]
Lo psicoterapeuta critica il “codice del silenzio” che caratterizza ancora molte famiglie italiane sui temi della sessualità. Il silenzio aumenta la vulnerabilità dei figli, che non si sentono autorizzati a parlare con i genitori quando si imbattono in situazioni che li disorientano.
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