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Martina Pennisi per il “Corriere della Sera”
Quando gli si chiede se Pac-Man sia o meno la cosa più importante della sua vita Toru Iwatani non si lascia andare a facili moralismi: «Sì, fa parte della famiglia. Ho avuto altri due figli poi, e lui è il maggiore». Oggi ha 60 anni e durante l' incontro - a Milano in occasione della «Games Week» - trascorre quasi più tempo a imitare suoni e movimenti del suo iconico videogioco che a raccontarne nascita e aneddoti.
L' ha inventato 35 anni fa, in Giappone, con un obiettivo: portare anche le donne nelle sale giochi asiatiche, che all' epoca erano stanze «scure e sporche» popolate da soli uomini. Si è chiesto come attirare l' attenzione del pubblico femminile e ha trovato la risposta davanti a una pizza.
«Un' alternativa poteva essere la moda, ma poi mi sono detto che il cibo avrebbe funzionato di più»: così è nato il personaggino giallo, con una forma circolare senza uno spicchio (la fetta di pizza) che scappa e al contempo caccia i fantasmi. Un messaggio importante per le potenziali videogiocatrici dell' epoca: non rassegnarsi a essere prede ma iniziare ad attaccare. Nei giochi moderni, riconosce che «il ruolo della donna sta diventando sempre più importante».
E ha ragione: l' ultimo Assassin's Creed permette per la prima volta di impersonare una protagonista, Evie. A proposito di altri titoli, il preferito, Pac-Man escluso, è Super Mario Bros . «Il suo inventore non ha fatto mistero di essersi ispirato a Pac-Land (settimo episodio della fortunata serie, nda)», punzecchia.
Oggi Iwatani insegna all' università e ai suoi studenti ricorda come l' elemento vincente nello sviluppo di prodotti videoludici debba essere la semplicità. Motivo per cui ritiene che i visori per la realtà virtuale non avranno particolare fortuna. Si tratta di maschere, come gli Oculus Rift, piuttosto ingombranti che proiettano chi li indossa in un modo parallelo.
IWATANI IL CREATORE DI PAC MAN
«Non sono in grado di raggiungere le masse, per farlo dovranno essere portati a un livello più basilare», spiega. E lo fa mimando il gesto e oscillando la testa per qualche minuto. Nonostante siano passati 35 anni, Toru Iwatani continua a vivere in un videogioco.
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