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Nicola Pinna per Corriere.it
Il luogo è incantevole, premiato come uno dei locali estivi più fashion d'Europa ed esaltato persino dal New York Times. Ma il tramonto mozzafiato che si ammira dalle rocce del Phi Beach di Baja Sardinia, probabilmente, non vale i 20 euro che un turista ha pagato due giorni fa per un succo di frutta. In realtà ne ha sborsato 80, perché di succhi al gusto ace e all'ananas ne ha ordinato addirittura quattro. E per di più, inconsapevole della sorpresa che stava per riservargli il cameriere, ha chiesto anche due bicchieri di vino (altri 20 euro ciascuno) e si è trovato sul tavolo uno scontrino da 120 euro. Ha tirato fuori i soldi e non ha fatto polemiche mentre il dj cominciava a scaldare tutti gli altri clienti che come ogni giorno affollavano uno dei locali più famosi della Costa Smeralda.
Per far scoppiare il caso ha usato Twitter e così il quarantaduesimo scontrino della giornata staccato alle 19,30 dal cassiere del Phi Beach ha fatto il giro della rete. Alimentando la polemica sui prezzi pazzi nei luoghi della vacanze, dopo quelle scoppiata pochi giorni fa a Venezia per i tre caffè a 100 euro. Sui succhi di frutta venduti a prezzo d'oro a Baja Sardinia sbotta anche Flavio Briatore, il più noto animatore delle notti smeraldine: «Chi fa questi prezzi dovrebbe essere multato, è una vergogna».
scontrino sardo
UNA FESTA IN COSTA SMERALDA
costa smeralda
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