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L’EUROPA SI RISCOPRE FRAGILE E IMPAURITA – I MISSILI BALISTICI SCAGLIATI DALL’IRAN NELL’OCEANO INDIANO, VERSO LA BASE AMERICANA NELL’ISOLA DI DIEGO GARCIA, FANNO CAPIRE CHE TUTTA L’EUROPA, ITALIA INCLUSA, E’ NEL RAGGIO D’AZIONE DELLA RAPPRESAGLIA DI TEHERAN – “REPUBBLICA”: “È INDUBBIO CHE TEHERAN ABBIA SVILUPPATO ARMI IN GRADO DI PIOMBARE SULL'EUROPA OCCIDENTALE. IL KHORRAMSHAHR-4 È STATO ACCREDITATO DI UN RAGGIO D'AZIONE DI DUEMILA CHILOMETRI MA SI PUÒ ALLUNGARE LA DISTANZA. IL VERO PROBLEMA È UN ALTRO. NESSUN PAESE DEL VECCHIO CONTINENTE DISPONE DI SCUDI OPERATIVI CONTRO I MISSILI BALISTICI. SOLO LA GERMANIA HA ACQUISTATO L'ARROW ISRAELIANO, CON UNA SPESA DI 8 MILIARDI. LA NOSTRA PROTEZIONE DIPENDE TOTALMENTE DA SATELLITI, RADAR E NAVI STATUNITENSI”
Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”
Missile iraniano Khorramshahr 4 modificato e gittata
Da 48 ore un brivido scuote i comandi militari occidentali. I missili balistici scagliati nel mezzo dell'Oceano Indiano sono un'altra sorpresa amara. Finora si era ritenuto che la Repubblica islamica fosse in grado di condurre attacchi contro obiettivi distanti duemila chilometri, adesso questa distanza va raddoppiata: quasi tutta l'Europa, Italia inclusa, entra nel raggio d'azione della rappresaglia.
Si tratta di una valutazione condizionata da informazioni incomplete e dati segreti, sufficiente però a far suonare un altro campanello di allarme sull'evoluzione di un conflitto che dopo tre settimane continua ad allargarsi.
Missile iraniano Khorramshahr 4
Le notizie ufficiali più dettagliate sono state fornite dal capo di Stato maggiore israeliano, il generale Eyal Zamir, che ha parlato di «un'arma balistica intercontinentale a due stadi, con una portata di 4mila chilometri diretta verso un obiettivo Usa nell'isola di Diego Garcia». E ha sottolineato: «Questi missili non sono stati concepiti per colpire Israele: la loro traiettoria raggiunge le capitali d'Europa. Berlino, Parigi e Roma sono tutte minacciate».
Il generale Zamir, il principale pianificatore di questa guerra, ha detto che l'incursione è avvenuta venerdì. Fonti di Londra hanno specificato che è stato questo episodio a spingere il governo Starmer ad allargare venerdì sera l'autorizzazione ai raid dei bombardieri americani dagli aeroporti inglesi, permettendogli di bersagliare pure le postazioni che tengono sotto tiro Hormuz. […]
Missile iraniano Khorramshahr 4
Due missili Khorramshahr-4 avrebbero puntato sull'aeroporto americano nell'arcipelago della Chagos, territorio britannico a metà strada tra le Maldive e le Mauritius. Un ordigno sarebbe finito nell'Oceano; l'altro sarebbe stato distrutto da un intercettore dell'Us Navy SM-3 Standard all'esterno dell'atmosfera. Si tratta dell'elemento chiave: se il Pentagono ha autorizzato il lancio dell'SM-3 — che costa più di quindici milioni — significa che il bolide iraniano poteva realmente esplodere sulla base americana.
Il calcolo è stato fatto dai satelliti della Space Force, che hanno avvistato l'accensione dei motori e ricostruito la traiettoria: i missili balistici escono dall'atmosfera e poi rientrano con una parabola in cui sfiorano i ventimila chilometri orari. Oltre agli Usa, poche nazioni sono state in grado di documentare l'attacco: Israele e molto probabilmente la Cina.
Lo scudo spaziale non è totalmente condiviso con la Nato, anche se Londra ha accesso completo ai dossier di intelligence. […]
Missile iraniano Khorramshahr 4
Quanto è concreto questo pericolo? È indubbio che Teheran abbia sviluppato armi in grado potenzialmente di piombare sull'Europa occidentale. Il Khorramshahr-4 è stato accreditato di un raggio d'azione di duemila chilometri ma si può allungare la distanza riducendo la carica esplosiva — oltre 1500 chili — a vantaggio del combustibile. E questo vale per altri modelli di ordigni, senza dimenticare che la Repubblica islamica ha costruito vettori per satelliti con prestazioni addirittura superiori. Si ritiene però che per colpire Roma o Parigi la rampa di lancio dovrebbe trovarsi nell'Iran settentrionale, dove i bombardamenti sono stati sistematici e terrificanti.
Il vero problema è un altro. Nessun Paese del Vecchio Continente dispone di scudi operativi contro i missili balistici, che a gennaio i russi hanno scagliato a pochi chilometri dal confine polacco. Solo la Germania ha acquistato l'Arrow israeliano, con una spesa di otto miliardi: la prima batteria è stata consegnata a dicembre e non è ancora in servizio.
La nostra protezione dipende totalmente da satelliti, radar e navi statunitensi: uno dei grandi limiti della difesa europea.
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